Focus Ternana: qualità a non finire, ma…

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Focus Ternana

Alla scoperta del prossimo avversario dei rossazzurri: la Ternana. Tante frecce al proprio arco a disposizione degli umbri. Qui il Focus Ternana.

Focus Ternana. Parliamo dell’attuale capolista del campionato di serie C girone C 2019/2020 e, aggiungeremmo, non a caso lo è.

Come il Catania, è stata costruita per la promozione in quella serie cadetta tanto agognata nell’estate 2018, poi sfumata per le note vicissitudini relative ai ripescaggi serie B. Parecchi gli intrecci con i rossazzurri, fra campo ed extra-campo.

Fabio Gallo: allenatore per la serie B

Ex giocatore di Novara, Torino, Atalanta e proprio Ternana, comincia ad allenare nelle giovanili dell’Atalanta e poi nell’under 19. Dopo l’esperienza alla Giacomense, segue le orme di Marco Giampaolo come suo secondo al Brescia, purtroppo, per sole 7 partite.

Nel Luglio 2014 allena l’under 19 dello Spezia, rimanendo alla guida dei liguri per ben due stagione. Muove i suoi primi passi da allenatore “in prima” a Como, stagione 2016/17, concludendo la stagione al settimo posto in graduatoria nel girone A dell’allora Lega Pro.

Successivamente, allena lo Spezia nella stagione 2017/18, concludendo la stagione al decimo posto in serie B. Non esaltante come campionato, ma sono stati tanti i giocatori messi in mostra, fra cui vecchie conoscenze etnee come Sciaudone e Pessina.

Fermo l’anno scorso, si rilancia quest’anno a capo di un progetto tecnico importante, mirato a riottenere quella tanto agognata seri B che, sia lui che tutta Terni, ambisce a riabbracciare.

La rosa

L’attuale rosa rosso-verde è una delle poche in questa stagione, a livello di età, confrontabile con quella etnea. Infatti, l’età media è di 27,2 anni, contro i 27,8 anni della rosa a disposizione di mister Camplone.

Tanti sono i nomi altisonanti sui quali può contare mister Gallo. In difesa, ad esempio, spicca il nome di Simone Sini, profilo inseguito anche dalla società etnea nel Luglio 2018.

Che dire, poi, di Dario Bergamelli? Probabilmente, qualche tifoso etneo ancora lo rimpiange. Se poi aggiungiamo quel Carlo Mammarella e Emanuele Suagher, ex Atalanta e Carpi, possiamo concludere qui.

A centrocampo spicca il nome di Antonio Palumbo, anch’egli circuito da Lo Monaco ed Argurio come possibile “vice-Lodi”, nelle stagioni scorse e adesso faro illuminante degli umbri, dai cui piedi passano le azioni più significative.

A suo fianco un altro veterano nerazzurro, l’ex atalantino Marino Defendi, conosciuto dai più nei tempi gloriosi della serie A. Seguono Mattia Proietti (ex Pescara), l’infortunato Luigi Viola (ex bandiera della Juve Stabia) e Luca Parodi (ex Cittadella).

In attacco, spiccano i nomi di Guido Marilungo (ex Samp e Atalanta), Anthony Partipilo (ex Francavilla e Bisceglie), Giuseppe Torromino (ex Juve Stabia e Lecce) e Daniele Vantaggiato (ex Livorno), anch’egli fra i profili piacenti alla dirigenza etnea.

Modulo e tattica

Da quello che si evince, ogni reparto sembra ben coperto, con valide alternative pronte a subentrare senza che la qualità ne risenta.

La Ternana gioca un bel calcio in velocità, fatto di scambi stretti e verticalizzazioni improvvise per gli accorrenti Marilungo e Partipilo, che dettano ben volentieri il passaggio.

I rimorchi dai centrocampisti non mancano, considerato il mix di fosforo, gioventù, esperienza e copertura conferito da Defendi (in dubbio la sua presenza da titolare) e Palumbo su tutti. La sostanza di Proietti dona al reparto un equilibrio importante.

Il modulo adottato, seppure impostato come un 3-5-2, si trasforma nel più congeniale 4-3-1-2, con Mammarella a fare da spola tra difesa, centrocampo e attacco e Defendi avanzato di una decina di metri, quando il momento cruciale della partita lo richiede.

Quello che può apparire come pregio, tuttavia, è anche il difetto di questa squadra. Abituati a fare la partita per larghi tratti del match, pagano da un punto di vista fisico dopo circa un’ora della gara, lasciando corsie interessanti per i corridori di fascia.

Un po’ come il Catania, del resto… Pari nelle sorti extra-campo, con rose egualmente blasonate e con simili pregi e difetti. Quello che cambia è la classifica e l’entusiasmo del Libero Liberati, stadio molto simile al Massimino sia per capienza che per calore.

Pietro Santonocito

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