Presentazione CDA Calcio Catania: “Siamo in grado sia di proseguire che accettare tutte le proposte di vendita”
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Presentazione CDA Calcio Catania: “Siamo in grado di proseguire che accettare tutte le proposte di vendita”
Alla presentazione del nuovo CdA Davide Franco dopo aver illustrato i componenti (lui stesso come presidente, Giuseppe Bonanno come AD e il penalista Pierluigi Mancuso come Consigliere) si è aperto il dibattito:
“Pulvirenti dopo le note vicessitudini ha deciso di nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione per quanto riguarda la holding Finaria, formato da terzi rispetto alla proprietà e con una vocazione di risoluzione di problematiche particolari. Abbiamo ricevuto mandato di formulare un piano di risanamento per tutto il gruppo Finaria e di tutte le società controllate, in modo particolare il Calcio Catania. Il nostro compito è quello di risanare tutto, a prescindere da un’ottica di vendita o di mantenimento all’interno dell’asset.
Ho una certa esperienza: Quando fui alla Fiorentina non mi occupai della situazione calcistica ma di tutte le società a Cecchi Gori. Ho gestito tutte le attività allora sequestrate. Esperienze simili a quella di oggi le ho avute con il Foggia e con la Lazio. In Puglia la situazione era molto più critica rispetto a questa; il momento è Catania è complicato perché, come accade per la maggior parte delle società che militano in categorie inferiori alla serie B, c’è difficoltà di coprire i costi con i soli ricavi; la fortuna del club etneo è quella di far parte di una holding, anch’essa in difficoltà per ciò che è accaduto al suo proprietario ma che, però, stiamo cercando di risollevare.
Ovviamente, il risultato sportivo è importante perché un conto è militare in Lega Pro, un altro è essere promossi in serie B. In questi primi giorni abbiamo evitato di essere presenti dal punto di vista mediatico perché ciò che conta, al momento, è stare vicino alla squadra e, in questo senso, facciamo un appello a tutti i tifosi ed a tutti coloro che hanno a cuore questa società non per la sua appartenenza a Finaria ma perché rappresenta un patrimonio della città. Noi per primi, come CdA, saremo presenti in tutte le prossime gare a sostegno dei giocatori.
I debiti di una decina di milioni di euro emersi dal bilancio del giugno 2015 sono già stati coperti tramite delibere successive, antecedenti al nostro arrivo. La copertura dell’attività futura potrà solo avvenire grazie alle finanze dell’intera Holding; abbiamo, però, ricevuto mandato di vendere la società Calcio Catania, un compito che era stato già dato ad un advisor. E’ ovvio che se dovesse arrivare un’offerta da parte di imprenditori interessati in grado di supportare non solo l’acquisto ma anche il mantenimento del club, dando una progettualità, noi la prenderemo assolutamente in considerazione.
Noi come amministratori di Finaria ci rapportiamo con Pulvirenti, è doveroso considerato che è lui che ci ha dato il mandato. E’ evidente, comunque, come rappresentiamo un organo autonomo, siamo dei professionisti e portiamo avanti le società del gruppo secondo le regole del Codice Civile e degli Statuti Sociali.Siamo dei traghettatori, è ovvio.
Finaria ha un obbligo giuridico di gestire le quote che possiede del Calcio Catania, non possiamo esimerci. E’ un discorso che esula dai numeri, questi sono importanti ma è ancor di più fondamentale tutelare questo marchio“.
“Per agevolare la vendita e rendere fruibile l’acquisto ad imprenditori anche di livello inferiore a ciò che necessiterebbe la situazione attuale,intendiamo scorporare Torre del Grifo dal club e mettere a disposizione la società sportiva a prescindere dal centro sportivo.
Nell’ambito di un piano di risanamento, nei prossimi mesi, a cavallo della fine della stagione sportiva, dovremo ipotizzare i vari scenari, quelli che vedono configurarsi l’opportunità di vendere o meno. Se non si darà vita ad alcuna trattativa, valuteremo il mantenimento all’interno della holding. E’ chiaro che lavoreremo in parallelo su tutte le ipotesi, sia che il club resti all’interno di Finaria, sia che venga ceduto. Stiamo elaborando il nuovo piano industriale che verrà completato entro la metà del prossimo mese.
Non sappiamo perché inizialmente la posizione di presidente sia rimasta vacante. Siamo entrati in Finaria, formalmente, all’inizio del mese di Marzo, stiamo studiando cosa è accaduto e cosa potrà ancora accadere. Riteniamo che gli eventi di Gennaio abbiano influito non poco.
Non sappiamo per certo se ci sia stato un contatto con Vergara perché il mandato della cessione era stato dato, ed è mantenuto, ad un advisor esterno, non stiamo gestendo noi i contatti, fermo restando che ci auspichiamo che qualcuno si faccia avanti anche nei nostri confronti.
Finaria si è già assunta l’impegno di portare a termine il concordato inerente WindJet, sono state chieste delle garanzie ulteriori e ne parleremo a breve.
Il rilancio, nell’ambito del gruppo, è un po’ atipico perché, essendo una società in perdita, l’attività calcistica diventa una scommessa. Già dalla serie B potrebbero esserci un bilancio in pareggio in utile, ovviamente si tratta di un azzardo. Se non ci saranno compratori seri la società cercherà di mettere a disposizione somme tali per permettere una risalita. Non c’è un termine nella ricerca di eventuali acquirenti, potrebbe avvenire anche a nuova stagione iniziata.
Il problema non è Torre del Grifo ma il Calcio Catania. Il centro sportivo continua a creare una certa marginalità. La valutazione del club è ancora da impostare, lo faremo quando arriveranno proposte.
Abbiamo parlato con i giocatori e con l’allenatore. Il morale dei primi, rispetto a qualche tempo fa, adesso è migliore.
Stiamo provando a richiamare a raccolta tutti quanti per raggiungere gli obiettivi. C’è bisogno di tutti in questo momento difficile. Una retrocessione in serie D influirebbe in modo molto negativo, per chi compra, però, potrebbe essere preferibile a livello di prezzo.
Siamo disposti a valutare tutto, anche chi volesse acquistare il Catania solo con la sua situazione debitoria“.
CONFERENZA INTEGRALE
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