Francesco Lodi:”Un ritorno voluto”
Oggi alle 16:30 si è tenuta la conferenza stampa di Francesco Lodi, vecchia e famosa conoscenza etnea, accompagnato dalla presenza imprescindibile di Pietro Lo Monaco, che si dice molto felice di questo ritorno in maglia rossazzurra.
Capitolo Lodi:
“Ringrazio il direttore per queste splendide parole, sapete, tutti quanti, quanto tengo a questa città e a questi valori. Il mio è stato un ritorno voluto che non si è potuto realizzare prima non per colpa mia, nonostante le chiamate di altre squadre. Il direttore sa perché era presente, ma il mio obiettivo era il ritorno a Catania e quando io do la mia parola, è sacra.
Anche se c’è da soffrire e da lavorare il traguardo prefisso da me stesso, insieme alla società, è di riportare il Catania nei campionati che contano. Ci vuole umiltà e sacrificio, dando sempre il 101%.
Ho sempre seguito il Catania, sentendomi spesso col direttore e rispetto all’anno scorso ho visto un’aria molto diversa: positiva. Ovviamente, vincere un campionato dopo 12 anni sarebbe il massimo, ma questo si può raggiungere ragionando come un “noi” e non come un “io”.
Scendere di categoria per me non è mai stato un problema, ho giocato sia in serie A che in B, ma le categorie ci sono per questo motivo. In ogni caso, si gioca con la testa e col cuore, anche perché, chi sa giocare lo sa fare ovunque lasciando al campo l’ultimo giudizio.
Non ho mai smesso di allenarmi quindi fisicamente sto bene. Non ho giocato ogni domenica regolarmente, ma questo non ha inciso particolarmente sulla mia condizione fisica.
Le pressioni ci sono e chi non le sopporta o non le vuole non può fare il giocatore. Questa è una squadra importante e sappiamo che tipo di campionato stiamo per affrontare. Battere qui il Catania è come battere la Juve, dobbiamo essere bravi noi a trarre beneficio anche dalle difficoltà.
La tifoseria è una parte fondamentale e il calore della gente, quando manca, si sente. Il distacco mi ha fatto male, perché so benissimo che quando lo stadio è pieno, gli avversari hanno paura. Parlando con i miei compagni, venuti al Massimino anche da avversari, avevano paura prima di tutto della squadra e poi della tifoseria.
Lucarelli l’ho subito associato al modo di fare di Montella e, chi l’ha avuto per allenatore, se ne accorge subito. Ragiona con una mentalità vincente e la sta costruendo dalle basi ovvero dal ritiro.
Negli anni precedenti sono stato definito il “faro” perché, giocando al centrocampo, sei partecipe delle azioni più importanti. Questa per me è l’ultima sfida da giocatore e metterò indubbiamente tutto me stesso.
La mia forza è stata sempre quella di guardare prima che arrivasse il pallone nei miei piedi, così ho fatto in seria A, in serie B e così farò in serie C, ovviamente sarò marcato, ma alla fine questo concerne il saper giocare a calcio.”
Infine, lo vediamo mostrare fiero il numero dieci e scappare agli allenamenti, lasciando il direttore a finire la conferenza.
Capitolo Lo Monaco:
“Oggi il Catania si trova in Lega Pro (nuova denominazione serie C ) e il nostro obiettivo è quello di fare dei salti di categoria nel minor tempo possibile, per riappropriarci di un territorio che ci ha visto protagonisti. Essere parte integrante di questa progettualità ha stimolato Francesco e poi sente il suo cuore rossazzurro.
Questa maglia l’ha sempre sentita ed è qui che ha avuto una valorizzazione tangibile, anche se non al 100%, perché avrebbe meritato, senza dubbio, di andare a giocare in una squadra competitiva ai vertici del campionato italiano.
Francesco in Italia nel suo ruolo era secondo solo a Pirlo e si proponeva come uno dei migliori registi del campionato italiano. Ma nella vita si vive di progetti e lui ha sposato quello del Catania, che non ha niente da invidiare a quello di giocare nel Milan, nell’Inter o nella Juve.
Per quanto riguarda il mercato mi ritengo soddisfatto: abbiamo già effettuato otto operazioni e la squadra, sulla carta, è fortemente competitiva. Russotto e Pozzebon? Abbiamo il problema degli over, dove sono disponibili solo 14 posti. Dobbiamo fare delle scelte che ancora non sono ben definite.
Bisogna aspettare il corso degli eventi: è rientrato Anastasi; abbiamo preso Curiale. il Catania giocherà con due punte, quindi inevitabilmente ci saranno quattro attaccanti in rosa. Se dovesse esserci l’arrivo di qualcun altro, altrettanto inevitabilmente qualcuno andrà via.
L’impegno economico della serie C è abbastanza importante, ma bisogna essere bravi a saper rispettare gli impegni. Per una società che esce ci sarà sempre una società che entra per rimpiazzarne il posto, perché bisogna saper anche promettere.
Ripa? Ma in che ruolo gioca? In attacco? – chiede sarcasticamente il direttore – Chi ha messo in giro questa voce? Scherzi a parte… È sicuramente un giocatore di categoria importante, anche se un po’ avanti con gli anni. Prima di tutto dobbiamo sfoltire la rosa, poi, possiamo parlare di giocatori in entrata.
Di Grazia ? È un nostro, e sottolineo nostro, giocatore. Ha grandi potenzialità e puntiamo molto su di lui. Ovviamente, ci auguriamo che faccia meglio rispetto all’anno scorso, dove abbiamo visto un grande inizio seguito da un calo. Purtroppo, l’attuale procuratore, non mi pare abbia l’interesse di seguire un giocatore giovanne come lui.”
Giuditta Agata Leotta







