Catania 4-1 Trapani: il superpagellone
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Un Catania dalla doppia personalità liquida i cugini granata dopo un secondo tempo da squadra di altra categoria. Grande la cornice di pubblico con 17.000 rossazzurri e 1.200 granata festanti. Atmosfera e cori di amicizia per tutta la partita, da calcio vero.
Gillet – 6: Non eccelso come lo abbiamo visto in altri match, soprattutto in occasione del rigore dell’ex Terlizzi dove si tuffa con un attimo di anticipo. Per il resto, null’altro di particolarmente significativo da segnalare, segno che il lavoro difensivo della squadra è stato ottimale.
Del Prete – 7: Un po’ di timidezza nei primi 20 minuti di partita, ma poi scalda i pistoni e apre il NOS, asfaltando i sui dirimpettai nella sua gloriosa fascia destra. Non mostra per nulla preoccupazione nel provare la conclusione dalla distanza, pure con una certa pericolosità, come al 26′ (palla sull’esterno della rete) e al 90′ (sua la traversa che propizia il successivo tap-in vincente di Schiavi). E’ lui l’uomo decisivo che ha rotto gli equilibri della partita.
Schiavi – 8: Doppietta per lui, ma solita grande grinta per tutto l’arco dei 90 minuti. Sfrutta un blocco creato dai suoi compagni, su calcio d’angolo di Rosina, andando ad impattare in maniera eccellente un pallone che non era per nulla facile per i piedi di un difensore centrale. Non contento, ribadisce in rete di testa una conclusione di Del Prete stampatasi sulla traversa. Dedica alla famiglia la sua prima doppietta della carriera.
Ceccarelli – 6,5: Per tutto il primo tempo è lui ad impostare la manovra offensiva dei rossazzurri, ove il suo compagno Rinaudo non riesce nell’ardua impresa titanica. I suoi lanci sono sempre abbastanza precisi, mentre, in fase difensiva, riesce ad annullare Malele con relativa facilità.
Mazzotta – 6: Non una partita eccellente, in verità, per il terzino palermitano, soprattutto nel primo tempo, con molti appoggi semplici sbagliati e poca personalità in fase offensiva (pensiamo siano state direttive impartitegli da Marcolin). Ammonito al 35′ per fallo tattico su Falco, gioca un secondo tempo più accorto e meno spregiudicato, limitando le sortite offensive dalle sue parti al minimo.
Rinaudo – 5,5: Non abbiamo, di proposito, assegnato la sufficienza perché la sua prestazione, nei primi 45 min, è stata davvero pessima, forse la più disastrosa di questo campionato per lui. Lo diciamo spesso, non ci sembra adatto a bacchettare gioco in quella zona nevralgica del campo e con una base tecnica, diciamo così, molto approssimativa. Tuttavia, precisiamo che il suo secondo tempo è stato sicuramente migliore, più ordinato e con maggiore spirito di abnegazione.
Sciaudone – 6: Soffre parecchio, come tutta la squadra, il palleggio granata dei primi 20-25 minuti e non trova lo spazio necessario per gli inserimenti con o senza palla. Tutt’altra storia, decisamente, nella ripresa con un buon filtro a centrocampo e buone ripartenze palla al piede. Viene sostituito al 75′ al posto di Chrapek probabilmente perché a corto di energie.
—> dal 75′ Escalante – sv.
Rosina – 7,5: Possiamo parlare della non particolare lucidità nelle sue ultime uscite (e della sua tigna sfavillante), di quanto poco usi il suo piede destro e di quanto possa essere, magari, poco “fantasioso” negli ultimi 15 metri, ma non sempre è il pepe a risaltare la pietanza. Ieri si è dimostrato un giocatore polivalente, capace di interpretare in modo esemplare un ruolo, a lui non proprio congeniale, come la mezz’ala di centrocampo, di servire Raffaele Schiavi per il momentaneo pareggio al 48′ e di correre, per un valore stimato a fine partita, ben 13 Km!!! Scusateci se questo non è decisivo…
Castro – 8: Il ritorno del “Pata” Castro! Adesso lo possiamo dire con certezza. Sbaglia clamorosamente una ghiotta occasione al 15′, ma da lì a poco la sua è una partita in crescendo. Riesce a fare gioco dalla tre-quarti in su, smistando buoni palloni su Del Prete (che ci va a nozze) e sugli accorrenti Maniero e Calaiò e interpretando quasi alla perfezione il ruolo del fantasista. Il gol al 63′ è il quarto in questa stagione per lui…un peccato, davvero, averlo ritrovato solo adesso.
—> dal 90′ Piermateri – sv.
Maniero – 7: Quante botte prende questo ragazzo! Ha lottato come un leone in una gabbia trapanese per tutto il primo tempo, collezionando più ematomi che ragni dal buco. E’ da insegnare nelle scuole calcio la sua caparbietà da applausi che ha dimostrato più volte andando a rincorrere gli avversari fino alla bandierina e propiziando il gol al 51′ con la sfortunata deviazione dell’ex Terlizzi.
Calaiò – 6,5: Anche lui, come Maniero, ha dato molto in fase di ripiego alla squadra, risentendone, ovviamente in fase realizzativa. Ma oggi non era importante che Calaiò segnasse, quanto invece che ognuno dimostrasse, per altro dopo un brutto primo tempo, la fame dei tre punti e così è stato. Esce per un leggero risentimento muscolare al polpaccio, in misura cautelare, per far spazio a Chrapek al 75′.
—> dal 75′ Chrapek – sv.
Marcolin – 7: Lo abbiamo criticato, spesso, per la sua mancanza di coraggio nello schierare una formazione con 3/5 difensori effettivi. Nella conferenza stampa post-partita ha spiegato il motivo e ci ha convinti decisamente: il modo migliore per affrontare un periodo di partite dove si avevano parecchi infortunati da recuperare era quello. Una volta recuperati i lungodegenti (Coppola su tutti, che si è pure riscaldato per un po’ di tempo e che lo stesso Marcolin avrebbe voluto mettere in campo) allora, dice, ha potuto forzare il piede sull’acceleratore rischiando i “magnifici 4”, come a noi piace battezzare Calaiò, Maniero, Castro e Rosina. Ad oggi il suo ragionamento gli dà ragione e fiducia per poter lavorare serenamente con quasi tutta la rosa al completo. Staremo a vedere.
Highlights Catania 4-1 Trapani
Intervista post-partita Dario Marcolin
Di Pietro Santonocito
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