A tutto Sound!

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Energia allo stato puro. Carattere e temerarietà. Tutto quello che bastava per portare a casa i tre punti. Catania batte Turris 2-1.

Lo so, non è facile. Ti capisco. Sei nuovo da queste parti, non sai, non conosci bene. Sei poco informato.

Forse, sei anche male informato. Ti hanno parlato di noi col veleno fra i denti, ripugnante da fare scappare persino i parassiti. Te ne hanno spruzzato un po’ anche addosso raggirandoti, caro. Perché non è di marca.

E tu hai creduto a loro, figli di Dio minore incapace persino di dargli un solo padre. Sono figli di tutti e di nessuno, quelli lì. È gente che non ti vuole bene, ma ti usa per moltiplicarsi, per moltiplicare il suo veleno espandendolo a macchia d’olio su tutto il pianeta.

E tu hai creduto a loro. Parlando con un tuo familiare, ti sarai lasciato prendere dall’odio nei nostri confronti pensando di essere nella ragione, di essere quello giusto, di essere troppo…per noi.

Perché quella chiamata, a centro di giornata, ti lascia alquanto perplesso, ma non confuso. Ti chiama Grella, da Catania, per giocare nella squadra della città. Sei combattuto.

Una società miliardaria, una città che, pensi, non ti meriti: non sanno apprezzare. Perché tu sei il top per questa categoria, sei il nom plus ultra. Però lo stipendio è…gustoso!

Ovvio, sono bei soldi per la terza categoria italiana. Ma tu non vuoi sentirti “finito”, perché credi di poter dare ancora il tuo contributo nelle categorie superiori, conscio del fatto che potresti non rivederle più, se fallisci.

Sono pretenziosi, questi! Ma come si permettono? Questi vogliono una risposta da parte mia entro tre giorni! Ma non sia mai! Se mi vogliono mi aspettano…

Sono passati 30 minuti e la testa dove ti porta? Allo stesso punto di prima:”Sì ma lo stipendio è ottimo…”.

L’alibi

Quando arrivi a Catania ti sollevi dal suolo dieci centimetri, come a volerci guardare dall’alto. Eppure, tutti ti acclamano, esultano, inneggiano il tuo nome convinti che farai la differenza.

Poi, la partita. Un tempo per capire con chi giochi, come si comportano i tuoi compagni. Nel secondo tempo, calo a parte, si prende gol e ti rilassi: non è colpa tua, colpa dei tuoi compagni o al massimo l’allenatore.

E così, un po’ per inerzia, con i giri minimi e la benzina sul rosso. Tanto basta, perché i tuoi compagni stanno facendo peggio. D’altronde…ti senti intoccabile.

Va via l’allenatore e va bene così: la cosa non ti riguarda direttamente. Sì, ok, la società manda degli “avvisi” preoccupanti riguardo il rendimento, ma, in fondo:”Quale società si priverebbe di uno come me?”. Poco male, avanti col forward alla prossima musica.

Sotto la curva

Arriva Lucarelli e ti senti sempre lo stesso. Un re col sedere ben fissato sul proprio trono. “Sì, ok, il solito esibizionista”, borbotti. Non ti sposta più di tanto la questione.

Può darsi che sia diverso, stavolta. Può darsi che qualcosa sia cambiata. Be’, a qualcuno di loro è servito. Non a tutti, ma a qualcuno. “Io sono io, che c’entra?”. “Mi possono solo ringraziare se mi sporco le scarpette per loro”.

Eppure, al 97’…un boato di proporzioni enormi:”Ma guarda un po’ chi ha segnato? Quel ragazzino!”. Poco dopo, la bocca si apre e le gambe corrono da sé: una cavalcata ti porta là, sotto la curva dei tifosi rossazzurri. Non senti nemmeno la fatica.

Chiudi gli occhi e apri il cuore. Ti perdoniamo, lo sai anche tu. Siamo un popolo dal cuore grande. Purtroppo, abbiamo il vizio di non dimenticare, in quanto la nostra “memoria da Elefante” ci rende schiavi del nostro passato, fatto di gioie e dolori.

Ti renderemo degno, tuttavia. Sarai parte di questa voce, un’onda sonora che viaggerà alla nostra stessa frequenza. Accordata a dovere per arrivare laddove non può arrivare l’ignoranza.

Non sarai mai solo, non ti preoccupare. Ci sarà sempre la nostra voce a muovere i tuoi piedi e stai certo che…

..ci pensiamo noi a fare di te un catanese.

Pietro Santonocito

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Pietro Santonocito nasce a Catania il 21 Agosto 1989 e dall'età di soli 5 anni nutre un profondo amore viscerale per il Calcio Catania. E' stato anche un giocatore dilettantistico, fino all'età di 18 anni, dove ha intrapreso gli studi di Ingegneria Elettronica. Da quel momento, sin'ora, ha vinto un premio letterario "L'attualità del pensiero di Luigi Pirandello", premiato da Leo Gullotta ed è diventato un webmaster, sviluppatore Android, videomaker e speaker radiofonico, partecipando attivamente a Radio Zammù e gestendo in prima persona Katane TV, di cui ne è il responsabile tecnico.

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