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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Zero a zero…

Pietro SantonocitoAggiornato
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Andria 0-0 Catania
fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it
Andria 0-0 Catania
fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Zero a zero…

Pareggio a reti inviolate al “Degli Ulivi” di Andria. Un match povero di emozioni, fra due formazioni ben messe in campo. Zero a zero…

Zero a zero… E’ questo il risultato di Fidelis Andria – Catania, match della 17esima e ultima giornata del campionato di Lega Pro, girone C. Si sono affrontate due squadre molto ben organizzate fra i reparti (federiciani con soli 4 gol incassati fra le mura amiche) ed un Catania da 1,5 punti come media-vittoria lontano dal Massimino.

Un tempo per parte è il leitmotive di questa partita, con qualche piccola defezione da entrambe le parti. Prima frazione di gioco decisamente a favore dei bianco-azzurri, dove il buon Luca Liverani salva tutto di fronte a Cianci, tutto solo, lanciato a rete da un errore di Nunzella (minuto 15). La gara stenta a decollare, a causa della grande lotta a centrocampo fra le due compagini. Di Cecco, nuovo acquisto in casa rossazzurra, tenta di dare ordine nel cuore del campo e recupera una gran quantità di pallone, poi, però, spesso e volentieri inutilmente per un Calil troppo avulso dal gioco. Ne approfitta la Fidelis Andria con Grandolfo che gira di testa un calcio d’angolo, al minuto 22, dove Liverani interviene senza problema alcuno. E’ sempre l’Andria ad impensierire la retroguardia etnea, con poca fortuna e costrutto perché il tiro di Cortellini dalla distanza si spegne a lato. Ci provano i rossazzurri ad alzare un po’ la cresta, ma Russotto dimostra di avere il mirino guasto, in occasione della punizione al minuto 30. Cinque minuti dopo, contropiede dei federiciani con Cianci che salta Bergamelli e scocca un tiro dalla media distanza, fuori alla destra dei teleschermi. Da lì in poi, poco altro. I rossazzurri tentano di spostare il pallone in modo più celere, ma non trovano il varco opportuno fino al duplice fischio di chiusura del’arbitro Carmine di Ruberto di Nocera Inferiore.

Secondo parziale di gara con i “leoni di Puglia” che si approcciano alla stessa stregua dell’inizio di gara, ma la rovesciata di Gradolfo al 46′ è troppo debole per dare grattacapi all’estremo difensore rossazzurro. Fase concitata del match, ove un misto tra stanchezza e timore di perdere da entrambe le squadre inasprisce gli animi e cominciano a fioccare le ammonizioni: brutto il fallo di Onescu su Musacci  al 53′ (da “arancione” a dire il vero). Dieci minuti dopo lo stesso Musacci, un po’ sottotono e ben ingabbiato dall’allenatore D’Angelo quest’oggi, si vendica per il precedente fallo, vittima Cianci al 62′, riscuotendo la medesima sanzione. Preoccupato, Pancaro sostituisce proprio il regista etneo un minuto dopo, inserendo il rientrato Castiglia. Al 76′ ancora Grandolfo prova la girata, ma il duello personale con Liverani lo vede ancora una volta perdente. Tre minuti dopo, Nunzella scende prepotentemente sulla fascia, crossa e trova la testa di Plasmati (subentrato al posto di Scarsella al 77′) che incorna quasi perfettamente, perché il pallone si infrange sul palo a Poluzzi battuto (minuto 88). Da un urlo strozzato in gola ad un altro: Garufo imbecca Calil, il quale, noncurante della sua posizione di offside, conclude a rete di testa, ma l’arbitro inevitabilmente annulla. Cinque minuti di recupero in cui il Catania le prova tutte per scardinare la retroguardia locale, ma invano. Il direttore di gara fischia la fine della partita: Andria 0-0 Catania.

Per andare ad inseguire la verità assoluta sull’analisi di questa partita è necessario parlare di numeri, imperativo principale di una bugia tendente allo zero. A dispetto di una supremazia territoriale a favore dei rossazzurri (46% – 54%) le occasioni da gol volgono a favore dei pugliesi (3 – 1 i tiri nello specchio della porta), con il clamoroso palo di Plasmati che brama ancora miglior fortuna. Il pareggio, tuttavia, è anche figlio della neutralità a centrocampo, come suggerisce il computo dei falli commessi dalle due formazioni (16 – 13), con una leggera tendenza a favore/sfavore dei bianco-azzurri in quanto a vigore di gioco (vedi fallo di Onazu su Musacci al limite). Palma di migliore in campo da attribuire decisamente a Liverani per la tempestività dei suoi interventi (0 – 3 i tiri bloccati dai portieri), a fronte di una bulimica consistenza sotto porta dei suoi compagni di squadra, nonostante l’aver fiondato più cross verso l’area di rigore (13 – 17). Si poteva fare meglio in fase realizzativa o in fase di costruzione? Chi lo sa è un “lusso”. Zero a zero…null’altro a dire.

Le pagelle:

CATANIA (4-3-3): 1 Liverani 8; 2 Garufo 6, 5 Pelagatti 6, 6 Bergamelli 6,5, 3 Nunzella 6; 8 Scarsella 5 (78′ Plasmati 6,5), 4 Musacci 5,5 (67′ Castiglia 6), 10 Di Cecco 6; 7 Russotto 6, 9 Calil 5, 11 Falcone 5 (56′ Calderini 5,5). All. Pancaro 5,5.

Arbitro: Carmine Di Ruberto di Nocera Inferiore – voto 6.

Assistenti di linea: Manuel Robilotta di Sala Consilina, voto 6, e Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore, voto 6.

di Pietro Santonocito

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