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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Vergognosamente in bilico

Federico FasoneAggiornato
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voi senza

Figuracce su figuracce. La “premiata ditta” Pulvirenti-Cosentino continua a dare spettacolo. Una retrocessione sul groppone che ha determinato un disastro economico enorme alle casse del Calcio Catania s.p.a., avendo perso più di 30 milioni di euro, a quanto pare non è bastata. I rossazzurri, infatti, faticano maledettamente a trovare addirittura la salvezza in Serie B. Ops! C’è qualcosa che stona nell’ultima frase perchè, a dire il vero, i rossazzurri non faticano proprio. Stanno lì ad occupare la propria zolla di campo e a fare semplicemente le belle statuine. Poi, appena preso il gol, si scompongono quel tanto che basta per non sporcarsi troppo di sudore le maglie che indossano. Peccato che, però, la maglia rossazzurra debba essere sempre sudata al termine di ogni partita. Ciononostante, c’è una sola squadra in campo: il Cittadella. I padovani scendono a Catania per giocarsi stoicamente le ultime speranze di salvezza. Lo fanno benissimo: fame, cattiveria agonistica e tre gol che mettono in ginocchio il Catania. Sono i colpi di Gerardi, Kupisz e Stanco a togliere il fiato ad un Catania boccheggiante che agguanta il pareggio per due volte con Schiavi e Calaiò, ma che poi è costretto ad arrendersi sotto i fischi sentenziosi di un “Massimino” deluso e persino schifato.

Commentare la partita non ha molto senso quando la squadra per la quale sei giunto allo stadio non si degna neanche di giocare. Una partita vergognosa, così come vergognosa è stata questa, è stata la scorsa e saranno tutte le stagioni sotto la gestione macabra ed incompetente di Pulvirenti e Cosentino. Essi, infatti, sono due uomini che hanno disintegrato, sotto ogni profilo, una realtà che fino a poco tempo prima era stata solida e luminosa, da sogno insomma. Un problema strutturale e sostanziale allo stesso tempo quello del Catania. L’assenza di una dirigenza competente in società, infatti, è al principio di ogni vergognoso risultato di questa squadra. Una media punti da 0,90 a partita, riferita ad 81 gare disputate tra Serie A e Serie B fino a questo momento. Numeri che neanche la peggior Poggibonsi, con tutto il rispetto del caso, potrebbe fare. E dannati quei diecimila stupendi tifosi che hanno rinnovato la fiducia a coloro che meritavano, invece, soltanto la più totale indifferenza dopo le malefatte dello scorso campionato di Serie A, quello nel quale la vera impresa era retrocedere piuttosto che salvarsi. Ma si sa, qui a Catania vince sempre l’amore per la maglia, unico vero, pesante ed inestimabile patrimonio di tutti i tifosi catanesi.

La situazione, adesso, sembra spaventosamente scivolare di mano. Dopo le famose cinque vittorie di fila, infatti, solamente un punto è stato conquistato dal Catania nelle successive quattro partite. Ma oltre questo ne manca ancora un altro, proprio quello che determinerebbe salvezza matematica a discapito dei play-out per non retrocedere in Lega Pro. Sembra, però, che il Catania abbia staccato la spina: sette gol nell’arco di sette giorni subiti contro due squadre ormai retrocesse o quasi, oltre che nessun punto totalizzato. L’ultimo incontro della stagione sarà venerdì sera a Carpi, contro una squadra che festeggerà la storica promozione in Serie A proprio contro chi, a inizio stagione, era stato pubblicizzato per lottare proprio per quell’obiettivo. Invece, tutto è andato miseramente al contrario. Il Carpi ha fatto il Catania, mentre il Catania ha fatto il Carpi: paradossale, ma assurdamente vero. Ora, però, bando alle ciance. Si è arrivati all’ultima giornata e non si deve assolutamente sbagliare, sennò significherebbe che questa squadra, che adesso si trova vergognosamente in bilico, fra sette giorni sarà sull’orlo del baratro.

Di Federico Fasone

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