4 Marzo ’96: Vent’anni dopo la morte, il Presidentissimo rimane sempre nei cuori dei catanesi
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4 marzo 1996 – 4 marzo 2016 . Eppure sembra ieri, il tempo fuori è lo stesso: pioggia e brevi tratti di sole. La BMW del presidente Massimino, che tornava nella sua Catania all’altezza di quel maledetto tratto tra Scillato e Tremonzelli dove morirono e muoiono ancora oggi persone, si è portato anche Angelo Massimino. Da qualsiasi tifoso del Catania quei momenti terribili non si potranno cancellare. 20 anni sono tanti, e ogni anno il ricordo del “Presidentissimo” non cambia,anzi!
Avrebbe dato la vita per il Calcio Catania dicevano… e così fù!
Busetta, Russo, Morra: sono solo alcuni del passato rossazzurro a parlare sempre e raccontare ogni secondo della vita di Massimino ; Il suo amore per il Catania era irrazionale. La salute di Massimino era già condizionata dal diabete e anche quel maledetto pomeriggio aveva avuto un forte attacco oltre ad essere mezzo cieco, per un intervento alla cateratta. Nonostante tutto, era sempre accanto alla squadra, anche durante gli allenamenti Massimino non mancava quasi mai. Un uomo d’oro che tirava fuori i soldi, tanti soldi fino all’ultimo giorno di vita.
Quanti episodi potremmo elencare dove Massimino manifestava che lui senza Catania moriva prima del suo tempo:
Ad esempio quando in preda alla gioia, al fischio dell’arbitro nella partita contro la Reggina vinta 3-1, Massimino mise le mani sul filo spinato che separava il campo dagli spalti e si sentì male: fu portato negli spogliatoi e adagiato sul lettino e Gavazzi, ex attacante gli disse “Presidente, lei è un attore”, e si misero tutti a ridere. Calciava i rigori insieme a Ciceri e Spagnolo, che tentavano di prendergli qualche soldo a ogni rete segnata. Dava una paga bonus a tutti a ogni partita vinta. O adirittura quando durante una partita al Massimino era a fondo campo dietro la porta occupata dall’estremo difensore dell’Avellino e rilancia in campo il pallone dopo il gol di Spagnolo, per gioia, tanto da ricevere un calcio di stizza da parte di un giocatore biancoverde. Questo era il Presidente Angelo Massimino!
Era ottimista in qualsiasi momento. Mai scoraggiato davanti a critiche, malumore dei tifosi o difficoltà anche quando nel 1986 su richiesta della Figc, il club rischiava di essere radiato per inadempienze economiche, dovute solo ad alcuni ritardi di notifica da parte della Covisoc. Con la sua determinazione vinse in tribunale e riuscì a mantenere Titolo sportivo e la matricola 11700, che proprio oggi è nettamente a rischio scomparsa a causa di un suo successore, non degno, che ci ha lasciato in brutte acque… Si è battuto da vero Catanese sanguigno! Un guerriero che non aveva alcun timore, neppure di cacciare via dai suoi cantieri gli estorsori. Con la stessa energia con cui cacciava i portoghesi dalle tribune del Cibali, oggi intitolato a lui come giusto che sia, anzi meriterebbe ancora di più.
Quei funerali due giorni dopo, in Cattedrale con una Catania invasa da una folla di gente impressionante e l’indimenticabile manifesto da parte dei tifosi “Indians” con un ultimo messaggio: “Errori e cocciutaggine non cancelleranno l’amore immenso che hai dato ai colori rossazzurri e ad una città spesso incapace di capire la valenza sociale del fenomeno calcio. Una città, quella degli imprenditori e della ‘gente importante’, che si prostrava ossequiosa di fronte a mafiosi e politici, ma si vergognava del tuo modo di parlare.”
Anche quest’anno un corteo del tifo organizzato da Piazza Spiedini andrà a deporre una corona per omaggiare il Cavaliere.
Chissà il Presidentissimo come avrebbe preso la situazione odierna del suo Catania…
Caro Angelo Massimino guardaci da lassù, sei sempre dentro i nostri cuori Rossazzurri!
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