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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Un vincitore o un vincente?

Vincenzo La RosaAggiornato
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Conferenza Lo Monaco 24-02-2017
fonte: livestream.com/calciocataniachannel
Conferenza Lo Monaco 24-02-2017
fonte: livestream.com/calciocataniachannel

Vincitore o vincente? Attenzione: i due termini non sono sinonimi. Se, ad impatto, “vincitore” sembri simile, più per assonanza linguistica, a “vincente” nella constatazione, più approfondita dell’etimologia, il senso del primo si discosta dal secondo. Magari si tratterà di una sottigliezza, ma anche quest’ultima è capace di spartire differenze. Nocciolo della questione: se il vostro cavallo, arabo purosangue, non rispetta le attese durante la corsa, a quale fantino affidereste la sua “guida”:un vincitore o un vincente? Il profilo del vincitore appartiene a colui che ha iridato d’oro zecchino la propria carriera. A volte anche per cause esterne che sono appartenute ad un fato favorevole. Certo, per vincere bisogna essere bravi. Il vincente si distingue dal primo. Il vincente può anche non aver mai messo in bacheca il più blasfemo dei trofei. Eppure è lì, dimostra di saperci fare, di aver polso, di essere contraddistinto da quell’umiltà che, in probabile imminente futuro, lo fa e farà crescere fino a raggiungere quanto prestabilito (Dea bendata permettendo). Caso concreto: ci concentreremo sul cavallo Calcio Catania. Stagione ormai agli archivi. Ci hanno narrato di un cavallo (tanto per riallacciarsi all’esempio su citato) dalla folta criniera. Ci hanno narrato di un puledro abilissimo. Ci hanno narrato di un equino di razza capace di saltare ogni, qualsivoglia, ostacolo. Perfetto…il “narrato” corrisponde a “racconto epico” tanto ben scritto e recitat, tanto inverosimile, distante dalla realtà dei fatti. Decidere a chi affidare le redini di una squadra di calcio non è, né mai sarà, facile. Chi assiste al “torneo” vuol vedere spettacolo, reale e non “raccontato”. Lo Monaco sa benissimo che il tempo dei fanti è volto al termine. Comprende che all’interno dell’arena lo spettatore vuol godere di uno spettacolo degno. Affidarsi ad un semplice scudiero come la scorsa stagione potrebbe portare risultati non sperati. Riportare in alto i vessilli potrà essere possibile solo se non si pecchi nella scelta del proprio condottiero. Un vincitore o un vincente? Un cavaliere capace di vivere su passate glorie o uno, ambizioso, che abbia ancora fame di dimostrare? Ritorniamo alla contingenza dei fatti: Gautieri, che ha già vinto in passato per poco dimostrare nelle ultime due stagioni (a Terni la discesa più negativa in carriera), o Lucarelli, reduce da una mezza impresa sportiva in quel d Messina? Parliamoci chiaro:chi viene a Catania, prima di guardare quanto il proprio estratto conto possa lievitare, deve sposare un progetto. Allo stato attuale il tecnico livornese, sindacalista di razza (Stracuzzi ne sa qualcosa), passa in vantaggio sulla “prima donna” partenopea. La fame di vittoria è tipica di chi non ha vinto, di chi vuol realizzarsi, di chi ama il proprio mestiere, di chi pur di non mollare alza la voce senza guardare in faccia nessuno. La fame di vittoria porta il nome Lucarelli. Chi ha già posto la “corona” in vetrina rischia seriamente, molto seriamente, di adagiarsi sugli allori. Eppure esiste un solo attimo in cui le strade parallele di “vincitore” e “vincente” stravolgono le regole della fisica incontrandosi: quando al primo brontola ancora lo stomaco, quando la fame ti attanaglia, allora sì che chi vince sa ancora di poter vincere. Gautieri o Lucarelli?…a Lo Monaco l’ardua scelta.

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