Un punticino per il brodino salvezza…
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Un punticino per il brodino salvezza…
Ottima prova dell’undici rossazzurro in quel di Vibo Valentia e obiettivo raggiunto. Squadra in crescendo e punto essenziale per la salvezza matematica, ora a -1.
Rosario Bucolo:”Nill’ama mangiari!” (i giocatori della Vibonese…)
Fame di pareggio. Tante le bave alla bocca, alla vigilia di un match all’insegna di un cannibalismo pregresso. La fame di pareggio, infatti, mancava dai tempi del santo martire Pino Rigoli, improvvisamente scomparso dai belati cattolici sul web. Leit motiv da far paura, incipit di un gorgogliare famelico nel profondo intestino. Non sono mancati i Gaviscon a protezione di un intestino sin troppo “nobile” per digerire persone, errori sotto porta, svirgolate delle migliori gag e candid camera di tutti i tempi. Ahimè, tentativi vani. Difficile mandar giù, interi, i giocatori della Vibonese. Più facile portare a casa un pezzo per volta, magari ben cucinato a fuoco lento, con qualche traversa a condimento e un pizzico di fortuna a favore. Ah sì, la fortuna…Embé, in fase di risanamento conti anche lei. Credito sportivo: Calcio Catania.
Suvvia, cari lettori, non stiamo lì a polemizzare su quale tipo di fame era necessaria! La fame…è fame. Certo, non posso dire di aver mangiato alla griglia un Viola della Vibonese per sapere che gusto abbia, ma non credo di aver visto barbecue fumanti con giocatori locali in salmoriglio, alle porte della città di Vibo Valentia. Non credo nemmeno che Pulvirenti & co. abbiano trovato “sagre dell’umano alla brace” o ristoranti “Da Annibal – the cannibal” ove potersi cibare prima di disputare una partita di calcio contro la squadra locale.
Da quello che depongono i sopravvissuti, il barbecue, invece, era già pronto. Fuoco vivo e divampava che era una bellezza! Piatto calabrese: Catania alla diavola. Tuttavia, la fame era vicendevole e il conseguente risultato è un 1-1 senza troppi caduti, né feriti da surgelare e usare in futuro.
(parlando, parlando…mi è venuta fame di carne di cavallo della via plebiscito…)
Formazione prevedibile. A causa dell’infortunio di Bergamelli era preannunciato l’impiego di Marchese e Gil come coppia centrale di difesa. Tuttavia, nonostante l’esperienza del trentaquattrenne di Delia, avremmo preferito una “linea più verde”, magari premiando Mbodj per la sua buona prestazione di mercoledì scorso. Così non è stato…e le amnesie difensive sono inguardabili: all’ 8′ su un calcio d’angolo ravvicinato, svirgolano Bucolo e Marchese un pallone che arriva a Moi il quale, con un gesto al confine tra il Muai Thai ed il Taekwondo, da 0 cm riesce a spedire il pallone sulla traversa. Il Catania non attacca (perché non possiede un attaccante di ruolo) e non arriva nemmeno in porta (Scoppa perde una infinità di palloni in mezzo al campo). L’unico, per così dire, tiro è di Di Grazia al 24′, l’unico a destare qualche apprensione alla difesa calabra. Come se non bastasse, si infortuna anche capitan Biagianti (presunta distorsione al ginocchio) che deve lasciare il campo al 43′. Altro giocatore che avrebbe avuto bisogno di rifiatare in vista di un’ipotetica soluzione play-off. Infatti, ora avrà modo di riposarsi… Mah!
Reazione ok, ma quanta fatica! Nonostante i palesi problemi fisici, dopo circa 50 minuti di noia e qualche occasioncina locale, ecco che la fortuna assiste Tavares: il goffo rilancio della difesa rosso-blu capita tra i piedi del portoghese che, incredibilmente, la cicca, favorendo l’intervento del portiere Russo. Al 55′, però, Sowe si libera di Drausio e calcia a giro, Pisseri è super a volare smanacciando in corner. Al 68’ Vibonese in vantaggio: sugli sviluppi di un corner rinvio corto della difesa, Viola dal limite calcia basso e viene aiutato dalla deviazione di Tavares che spiazza Pisseri, è 1-0. La mossa dell’ex mister della Berretti è quella di sostituire il migliore in campo dei rossazzurri fino a quel momento, Andrea Di Grazia, con Andrea Russotto (minuto 60′). In effetti, i risultati si vedono e al minuto 80, sul cross di Russotto, Tavares stoppa un pallone, ribadito in rete dal sopraggiungere di Barisic. Da questo momento in poi, piuttosto che cercare la vittoria, il Catania si rintana tutto dietro la linea del pallone. Al minuto 89, infatti, Sowe supera la retroguardia etnea e, a tu per tu con Pisseri, calcia clamorosamente alto. Ultimo brivido, la botta potentissima di Djordjevic che impegna Russo. Finisce così al Razza, Vibonese-Catania 1-1.
Arrendevolezza. Appurate le condizioni in cui sopravvive il Calcio Catania, con tutti i debiti verso i creditori e con la situazione Rinaudo conclusa ma da onorare economicamente, comprendiamo la linea societaria scelta da qui alla fine della stagione. Non vi sono più presupposti reali per infierire oltremisura su giocatori oramai estenuati da un campionato così probante, sia a livello fisico che mentale. Sono stati cambiati tre allenatori e tre preparatori atletici in una singola stagione, con risultati scadenti in termini di benzina rimasta a tutta la rosa. Si è preferito cambiare i moduli di gioco, per inserire i nuovi arrivati di Gennaio, con risultati poco concreti o, alle volte, deleteri all’idea comune di gioco. Non si respira, sicuramente, aria tranquilla nello spogliatoio, con parecchi coccodrilli parlanti e troppi galli dalla cresta fosforescente. Tanti sono gli infortunati/acciaccati: uno su tutti quel Bergamelli, perno fondamentale della difesa e abile iniziatore dell’azione; capitan Biagianti, di cui abbiamo già parlato in precedenza; Di Cecco, il cui ritorno ha provocato più danni a sé stesso che altro; Parisi, frattura al polso ed altri giocatori non al top. Questo è il messaggio implicito e subliminale che il dopo-Vibonese ci ha generosamente lasciato, meglio di molte altre conferenze stampe all’insegna del colpevole di turno.
Ciononostante, l’obiettivo stagionale è quello di arrivare ai play-off per competere con tutte le proprie forze. Ma la domanda sorge spontanea:“Meglio competere, col rischio di peggiorare le condizioni di taluni top player del Calcio Catania, al fine di raggiungere un passaggio al secondo turno che, dire miracoloso, sarebbe un eufemismo o preservarli, al fine di programmare, attorno a loro, il Catania che punterà alla B il prossimo anno?” Risposte tante, ma anche lì la preparazione atletica della nostra mandibola deve essere da play-off, obiettivo sesto posto d’intellettualità.
Pietro Santonocito
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