Trapani – Catania 2-0: non è successo nulla, giusto?
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In scena al Provinciale di Erice (TP) un Catania irriconoscibile. Errori, prima, durante e poi, hanno consegnato su un piatto d’argento la vittoria ai granata, che ringraziano per il gesto d’amicizia. Trapani – Catania 2-0.
Trapani – Catania 2-0. La calma è la virtù dei forti, la prudenza dei saggi e la convinzione degli ignoranti. Nel calcio, così come nella vita, lo spirito deve essere tenuto sotto controllo, se si vuole raggiungere il traguardo. Peccato che nessuna legge in terra, creata dagli umani, sia applicabile a tutti gli umani…
L’eccezione fa la regola e la regola entra in vigore solo quando ci troviamo sull’orlo del baratro, pronti a cadere con una mezza pianta del piede. Ecco la virtù dei forti: sovvertire i pronostici.
Poi c’è chi cade e non sente dolore. Forse perché, addirittura, si trova in uno stato superiore o è talmente convinto di non essere caduto da non percepirne nemmeno le conseguenze. Questi esseri non umani si possono definire GLI ETEREI.
Lo stato spirituale assunto in questa forma mistica rende l’individuo capace di innalzarsi al di sopra di tutti, anche del Dio in cui essi credono e di specchiarsi nelle loro cicatrici, definendole “tatuaggi di guerra”. Tatoo is cool! Come dar loro torto!
Essere un ETEREO non vuol dire solo questo, ma anche accettare la missione insita nel portamento ultra-regale: infangare, diffamare, sradicare il catastrofismo disfattista insito in ognuno di noi. Una lotta lunga e interminabile, neanche lontanamente paragonabile con quella dei cent’anni.
Anche il CATASTROFISTA DISFATTISTA lo fa per mestiere. Esiste tutto un percorso di studi, per l’una o per l’altra facoltà universitaria, atto a rilasciare quel bel pezzo di carta che ti dà la patente per abusare della tua posizione lavorativa. Un po’ come ogni cosa, qui in Italia.
La classificazione del post-partita di quest’oggi non è un caso isolato nella nebulosa società catanese. Due classi sociali, Montecchi contro Capuleti, York contro Lancaster, ETEREI contro CATASTROFISTI DISFATTISTI a scagliarsi l’uno contro l’altro, per capire chi ce l’ha più grossa…la ragione.
NESSUNO, dicasi nessuno, ha torto. Tutti abbiamo ragione e crediamo che essa viga, sovrana incontrastata e incontaminata, aldilà dell’infinito…ed oltre. Seduti al tavolo delle nostre certezze, pochi provano a guardare in faccia la realtà, decretandone i suoi lineamenti più crudi e tangibili, fatti di verità indiscutibili e imperturbabili, ove nessun misunderstanding ha senso di nascere, crescere e morire.
La conclusione a cui siamo giunti quest’oggi è che ci sentiamo tutti ETEREI, compresi i CATASTROFISTI DISFATTISTI. Siamo troppo puri e assoluti per sporcarci di mea culpa inutili, ipocriti come il parmigiano sopra il pesce, anacronisti di un contro-anacronismo capace di ingabbiarci nella sua epoca.
Eppure, nonostante questi scontri epocali e spade (tastiere di pc) sguainate al vento (sui social network), il Catania ha perso 2-0 contro il Trapani. Ehhhh! Eh sì! Il Catania ha perso 2-0, che lo accettiate o meno.
Possiamo starcene lì a starnazzare, a misurarcela (la ragione), a sconvolgere le menti altrui tentando di prostituire il loro cervello al nostro volere, ma il Catania ha perso comunque! Significa che è stato più bravo il Trapani, qualunque sia il motivo o la ragione, a gonfiare la rete due volte.
Il listino di questa settimana si arricchisce delle più disparate Verità Assolute ed Eteree (da qui in poi associate all’acronimo V.A.E.):
- Semenzato ha sterzato invece di tirare;
- Semenzato non è “calia” infornata;
- Semenzato non ha sangue nelle vene;
- Semenzato può giocare solo nel girone A di serie C, non nel girone C;
- L’arbitro è cervo a primavera;
- Il Trapani ha tirato solo due volte, noi 257, quindi meritavamo di vincere;
- Il campo è troppo uniforme, non ci siamo abituati;
- Manca l’attaccante, Ripa a che serve?;
- Manca il centrocampista;
- Russotto e Di Grazia non titolari, per quale pazzia?;
- Lodi non sa tirare, perché colpisce le quaglie;
- Mazzarani è una mazzara;
- Biagianti ha una certa età e non si può pretendere troppo di lui;
- A Gennaio, Lo Monaco deve comprare 2/3 elementi;
- L’imboscata dei palermitani (vergognoso);
In quanto VAE, non sono obiettabili, soprattutto da gente comune e mortale come noi. Tuttavia, da sportivi mortali quali siamo, non possiamo omettere gli aspetti motivazionali di una partita che si prepara da sola, a livello psicologico.
Su questo, mi duole dirlo, molte responsabilità le ha mister Lucarelli, non tanto per la formazione messa in campo, per le pedine scelte o per come abbia preparato la partita, ma per quello che fa di Lucarelli…il Lucarelli che conosciamo. I suoi ragazzi, dopo un inizio molto buono, si sono disuniti al primo gol di Silvestri al 29′ e non hanno ritrovato più la bussola.
Il secondo gol di Reginaldo, dopo 13 minuti anonimi, avviene a causa di un vero e proprio autogol della difesa rossazzurra, dove per “difesa” inglobiamo anche Biagianti, reo di non essersi abbassato per tempo, per chiudere il “buco” lasciato da Bogdan, saltellante di testa.
Con tutta sincerità, già dal secondo gol delle “falci granata” ci aspettavamo di vedere in campo il carattere che Lucarelli ha sempre dimostrato, anche da allenatore qui a Catania. Il coraggio di cambiare e di non sentirsi etereo nelle sue scelte, di non tentennare nei cambi, per non cedere alla stanchezza: 5 cambi disponibili, a qualcosa potranno servire!
Difficile, per una rosa come quella del Catania, recriminare per un chiaro rigore non concesso su Semenzato intorno al 25′. Difficile pensare che questo episodio possa aver condizionato la squadra di Lucarelli, che lo stesso non abbia saputo porre rimedio al deficit psichico e al gap motivazionale tra le due contendenti.
Tutto ciò assume un inspiegabile ed etereo “Mah!”, seguito dalle VAE elencate sopra che noi tutti siamo lesti ad emanare, come fosse versare un bicchier d’acqua su una vasca da bagno. Sembra di vivere in un dejavù molto familiare, che ci riporta all’anno scorso, dove si andava a Melfi, A Francavilla e dove si dimenticò le scarpe il Signore sempre col medesimo, estenuante, RISPETTO…
In fondo, sin dalla vigilia, mister Lucarelli ha sempre detto che non era una partita decisiva, solo importante. Chissà, forse non abbiamo ben capito il suo gioco psicologico, ma credo che il messaggio sia arrivato ai suoi giocatori, visto come hanno interpretato la partita.
Per carità, niente catastrofismi, siamo ancora a -3 dal Lecce. Nulla importa se il Trapani ci ha raggiunto e abbiamo, volontariamente e coscientemente, abilitato un’altra contendente per la vittoria finale. Chi se ne frega! Neanche questo ha importanza.
Importa appigliarsi agli episodi al 25′, come fanno tutti i vincenti. Purtroppo, sono cosa da ETEREI…che noi, stolti mortali, mai capiremo.
Pietro Santonocito
fonte foto: mondocatania.com
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