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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Tarati per vincere in attesa della tarantella

Vincenzo La Rosa
Solo lettura ↗
Catania - Vibonese 3-0 - tanta materia prima da sgrezzare

Cala il sipario su questa estenuante quanto ridicola, vicenda ripescaggi serie B. C’è un Catania,  rimasto TAR…ato, tarato per vincere.

Non esiste individuo che nello scorrere della propria vita non si sia mai sentito rivolgere la frase (quasi idiomatica) “auh…ma si propriu taratu“. Tranquilli traduco io (Google Translate non sarebbe in grado). L’espressione si riferirebbe a chi, pur essendo dotato di un qualsivoglia cervello, riesce nell’ardua impresa di limitare l’uso dei propri neuroni ad un solo ed esclusivo scopo. Insomma anche l’essere umano al pari del cocciuto mulo riesce ad imporsi un paraocchi che ne ostruirebbe la visione delle deliziose lande poste ad est ed ovest del proprio cranio costringendolo ad un solo volgere dello sguardo: dritto verso l’orizzonte.

TAR….ATO: eppure questo “TAR” quante volte lo si è sentito menzionare tra le vie del capoluogo etneo durante questa torrida estate. Calma: il suono sordo e cupo del vocabolo batterà pesante sul martello delle nostre Trombe di Eustachio anche per il proseguir delle restanti tre stagioni. Il “Sol Leone”, benché abbia appena abbassato la saracinesca lascia ugualmente al di fuori di esso quell’eco di mare intento ad scagliarsi sulla dorata sabbia jonica. Un “TAR” ad ogni inesorabile onda che ricadeva violenta sulla battigia. Ma tutto passa. Le parole scritte sulla spiaggia vengono, prima o poi, spazzate. E’ giunto il momento che tutto venga archiviato nell’album dei brutti ricordi. Il Catania ha “tarato” il suo obiettivo. Il suo “target” è sotto mirino. La squadra etnea ha già dimostrato di avere un pensiero fisso verso il suo orizzonte: VINCERE.

IN ATTESA DELLA TARANTELLA

“TAR” come “tarantella”. In verità il Catania visto nelle sue prime uscite di campionato ha dimostrato sicuramente di essere “tarato” per vincere (come ha fatto)…ma il suon della “tarantella” è ancora lontano dall’essere espresso nella sua piena, gioiosa, vivacità. Pesa, non poco, l’esser partiti con tre match di ritardo rispetto alle concorrenti. Una preparazione falsata, palesemente pesante più sulle gambe che sul cervello. A Rende la dimostrazione evidente di come la situazione fisica sia ancora in una fase di elaborazione. Un work in progress che ha dimostrato il suo fisiologico maturare nella vittoria conquistata ai danni della Vibonese. La squadra di Orlandi sul terreno del Cibali non ha demeritato. Ma a vincere è stata la sapiente “taratura” della gara. Sottil riesce a creare una gara all’interno della gara. Gli etnei cominciano piano per poi accelerare. La condizione mentale, di concentrazione massima, lascia a piccoli passi il posto allo sfogo dei muscoli e della loro relativa carica agonistica. La strada è ancora lunga…piena di buche….ma un pericolo, uno strascico che sarebbe stato umano, è stato già saltato: il Catania ha metabolizzato il “non decidere” della (in)Giustizia sportiva, ha indossato i tacchetti ed è sceso sul verde campo.

“Il campo”….cari Signori della Corte sarà solo lui…”il campo” (conviene sempre ribadirlo) il Giudice supremo.

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