Sorridendo a metà
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Il Catania va a Bari in crisi. Non mancano solo i risultati, bensì i rossazzurri si presentano allo stadio San Nicola in emergenza. Sono almeno sette gli assenti: Maniero, Schiavi ed Escalante per squalifica; Calaiò, Martinho, Belmonte e Coppola per infortunio. Mister Marcolin è costretto a reinventare un 3-5-2 con Gillet in porta; Sauro, Ceccarelli e Capuano a comporre la retroguardia; un folto centrocampo formato da Rinaudo, Chrapek, Odjer, Mazzotta e Sciaudone; infine un attacco senza punti di riferimento con i soli Castro e Rosina a garantire ottime qualità di palleggio. Stavolta il Catania cambia atteggiamento. Gli etnei, infatti, iniziano la gara aspettando l’iniziativa del Bari, per poi colpire in contropiede. I padroni di casa, però, non fanno mai male davvero e vengono neutralizzati da Gillet e compagni con abbastanza facilità. Ma l’occasione più importante del primo tempo capita proprio sui piedi di Rosina che, avendo ricevuto un ottimo filtrante da Castro, salta il portiere, ma calcia il pallone sull’esterno della rete sbagliando un gol che sarebbe stato più facile realizzare. E nonostante Ebagua voglia trovare il gol dell’ex con un sinistro che percorre tutta la linea di porta e che poi si spegne sul fondo, il risultato resta fisso sullo 0-0 quando le squadre tornano negli spogliatoi per l’intervallo. Al secondo tempo i ritmi sono grosso modo gli stessi, ma col passare dei minuti il Catania avanza e si fa più pericoloso. Non succede niente di troppo eclatante fino al minuto 83, quando Rossetti, classe ’96 e subentrato a Chrapek, realizza il primo gol da professionista. Rosina porta il pallone fino alla 3/4, lo fa filtrare in area di rigore per il giovane attaccante della Primavera rossazzurra che, con uno scatto felino, brucia Guarna e fa 1-0. Sembra fatta, il Catania sta clamorosamente vincendo in trasferta proprio nel giorno in cui l’emergenza è chiara. Ma a togliere ogni tipo di piacevole illusione è De Luca che non perde il gusto di segnare al Catania. La “zanzara” sfrutta un’amnesia di Sciaudone, rientra sul destro mandando a spasso lo stesso assieme Sauro e fulmina Gillet per il gol del pareggio all’89’. Finisce così: Bari e Catania si dividono la posta in palio.
Nonostante tutto, grande prova del Catania ieri sera in Puglia. Squadra gagliarda che, conoscendo bene la sua deficitaria forma atletica, decide di aspettare gli avversari risparmiando le energie, per poi cercare di affondare il colpo in contropiede. Poco importa se i rossazzurri si prendono più di un rischio in difesa, il Bari non è in grado di approfittarne ed il Catania colpisce col giovane Rossetti che, a nostro modesto parere, sembra già un giocatore pronto per la categoria al pari del suo coetaneo Odjer, che ieri non ha sbagliato un passaggio ed ha affrontato una gara molto difficile con grande lucidità e personalità. Ottimo, in fin dei conti, l’atteggiamento proposto dai siciliani, che si dimostrano concreti e cinici, nonostante lascino molti metri ai padroni di casa. Peccato, però, che il neo lo bisogna trovare sempre in questa squadra ed in questa partita sta proprio nel concedere quel pareggio che non permette al Catania di togliere quello zero dalla casella delle vittorie in trasferta. Un regalo di Sciaudone e compagni, dovuto anche a qualche sbavatura tattica di Dario Marcolin che disegna una difesa a cinque, con lo stesso centrocampista ex Bari a fare il laterale destro, quindi vistosamente fuori posizione. Proprio lui si fa scavalcare da un pallone che sarebbe facile da spazzare via, ma che poi finisce sui piedi di De Luca che da lì non può sbagliare. Grosso errore, dunque, che però non siamo sorpresi di aver visto, purtroppo. Il Catania presenta lacune non indifferenti dall’inizio dell’anno, specie in trasferta: solamente il terzo punto realizzato fuori dalle mura amiche, bottino fin troppo magro per i rossazzurri, a cui appartiene il rendimento esterno peggiore d’Europa. Ma per oggi vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno. Anche se si sarebbe potuto vincere, i rossazzurri tornano a fare punti in trasferta presentando qualche sprazzo di maturità nel corso dei novanta minuti. Un punto che, nonostante l’amarezza finale, può dare morale a questa squadra in vista delle prossime tre trasferte contro Modena, Vicenza e Virtus Entella. Staremo a guardare, insomma.
Prima, però, si torna al “Massimino” sabato pomeriggio contro uno Spezia davvero in forma smagliante. Bisognerà tornare a vincere anche per affrontare psicologicamente meglio le tre trasferte che ci aspettano. Sarà un marzo di fuoco e bisognerà totalizzare punti, soprattutto fuori casa. Non abbiamo più il tempo nè le scusanti per sbagliare altre partite. E se da Bari torniamo sorridendo a metà, significa che siamo più vicini ad un sorriso che ad una crisi di pianto. Speriamo che il futuro non ci smentisca. Ad maiora, Catania!
Di Federico Fasone
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