E son settanta! Grazie Catania.
Solo lettura ↗

E son settanta! Grazie Catania.
Eppur tutti invecchiano. Accorgersene diviene difficile quando, quotidianamente, vivi i tuoi cari. Quel “fianco a fianco” che sembra bloccare il tempo. Il “tempo” quello spazio, lasso, ignoto e pieno di sorprese che si divide tra passato e futuro ma che interseca entrambi nel presente. Eh già…quando ti siedi affianco ai tuoi familiari, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi, lo fai sapendo che il domani, ed il ieri, non sono altro che il frutto di ciò che stai compiendo oggi. Bene..cosa penserà il nostro caro “Elefante” adesso?..Oggi 24 Settembre gli tocca spegnere ben settanta candeline. E’ diventato nonno..forse anche bisnonno..e perché no, addirittura, trisavolo di generazioni che negli anni, dal quel 1946 ad oggi, hanno solcato i cancelli del vecchio Cibali, inaugurato nel lontano 1937, dopo averne ammirato le gesta in quella gremita Piazza D’Armi che, ahimè, i segni dei vecchi fasti calcistici li ha sgretolati. Club Calcio Catania, “azzurro come il cielo ed il mare, rosso come il fuoco dell’Etna”….era il 24 Settembre 1946. Ebbene tutti ci siamo affacciati dalle gradinate, da quel cemento, scomodo per novanta e passa minuti. Ebbene tutti abbiamo sofferto, gioito, imprecato con gli occhi buttati sul verde, a volte meno, erboso palcoscenico che ci inebriava sia che fosse sconfitta, vittoria o pareggio. Eh caro vecchio mio ne abbiamo viste tante assieme…di cotte, di crude, di minestre riscaldate…ma vedi il tempo sembra non passare mai. Facciamoci caso, solo per un secondo:in noi risiede sempre un ricordo, un racconto, di chi più attempato ci ha scalfito le menti. Dal padre che ti rimembra come Herrera sia stato seppellito con il tremendo vocione di Ciotti “Clamoroso al Cibali”…un nonno che tiene ben stretta la figurina del buon Vavassori, dello zio che il poster di Cinesinho non lo ha ancora buttato…del cugino che si esalta ancora nel ripercorrere le gesta di Manca o Fini…del fratello che sconsolato ha ben impresso nel proprio cervello la rete di Del Core, come quelle di Rossini, Minelli e Martinez. I più saputelli, quelli che magari le “ossa” se le sono forgiate nelle trasferte di Biancavilla, Pachino e Gravina, sono ancora lì, nonostante il 1993 e l’onta del 2015 abbiano cercato di devastare, rendendolo un malato terminale, il nostro caro nonno rosso azzurro. Sciarpe e bandiere ne sono passate. Ma la passione, quella vera, non ci stancherà mai. Siamo tutti nipoti, figli, fratelli di questo nostro grande ed amato Calcio Catania. Buon settantesimo compleanno.
Questo articolo è stato letto 0 volte
Continua a leggere
Tutte le notizie ↗Premi “Avvio Catania”: rollout in corso…
Prendi il Catania e lancialo, ma non da un punto di vista fisico, sia chiaro. Piuttosto, da un…
AZ Picerno – Catania 2-4: top & flop
In quattro minuti il Catania chiude la pratica Picerno segnando ben tre gol. Nella ripresa confeziona la quaterna…




Dalla curva: i commenti