Siracusa 2-1 Catania: BBBuona notte e sogni d’oro!

Catania in bambola al De Simone. Sbagliato l'approccio, tardive alcune sostituzioni e poca grinta mostrata. Trauma cranico per Marotta. Siracusa 2-1 Catania.

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Siracusa 2-1 Catania - bbbuona notte e sogni d'oro

Catania in bambola al De Simone. Sbagliato l’approccio, tardive alcune sostituzioni e poca grinta mostrata. Trauma cranico per Marotta. Siracusa 2-1 Catania.

Siracusa 2-1 Catania. Ritorno alle ostilità infelice degli uomini di Sottil, incapaci di offrire una prestazione degna del blasone che porta la società dell’Elefante. Tante le défaillance, poca la grinta per colmare il gap evidente tra le due formazioni.

Gli aretusei riescono ad arrivare sempre primi sul pallone e anche in fase di non possesso lasciano pochi spazi. Lele Catania segna dopo appena 20 secondi, a seguito di un errato disimpegno di Aya, sul cui ribaltamento l’attaccante catanese degli azzurri indovina un diagonale battezzato malissimo da Pisseri.

Nell’occasione, male Esposito che non riesce a chiudere; prestazione disastrosa per almeno 30 minuti del primo tempo. Si nota la mancanza di Silvestri al centro della difesa, ma tutto il Catania sembra andare ad una velocità decisamente ridotta rispetto al Siracusa di Ezio Raciti.

Metamorfosi

Il primo degli aspetti che non va assolutamente è una certa involuzione introspettiva. I rossazzurri si presentano al De Simone con un atteggiamento timido, pauroso, sonnecchiante. Nessuno ha capito il perché.

Dopo il primo gol-lampo di Emanuele Catania, la reazione c’è stata, ma la consistenza meno. Il solito Biagianti cerca di fare tutto da solo, “cantando e suonando” lo spartito senza che i suoi compagni gli forniscano un aiuto degno di questo appellativo.

Manca, sicuramente, ordine e compattezza, organizzazione e coesione. Si perdono palloni ingenuamente, senza nessuno che chiami l’uomo al compagno, segno di forte scollamento tra i compagni.

Crispino, estremo difensore azzurro, come prevedibile in questi casi, riesce a sventare ogni occasione creata dagli etnei, ma nessuno può dire che si è perso a causa dei suoi miracoli.

Si è perso perché non si è fatto il massimo per vincere questa partita; si è perso perché, a parte pochi, nessuno ha voluto gettare il cuore oltre l’ostacolo, arrendendosi ancor prima del triplice fischio finale dell’arbitro Ayroldi di Molfetta.

Problema “attaccanti” o problema fase offensiva?

Be’, crediamo che solo un pazzo possa dire che al Catania manca “l’attaccante”. Con l’arrivo di Di Piazza, il Catania possiede ben 7 giocatori offensivi: Barisic, Curiale, Marotta, Di Piazza, Manneh, Brodic e Llama.

Se consideriamo giocatori come Marotta, Di Piazza e Curiale, che hanno vinto questo torneo in passato, risulta difficile pensare che essi non siano in grado di metterla dentro.

Può essere, allora, un mero problema di attaccanti di qualità? Ci sembra proprio di no. Tuttavia, sono evidenti le difficoltà incontrate dagli attaccanti etnei nel buttarla dentro, segno che qualcosa non va assolutamente.

La ricerca del problema vira, allora, su altri “lidi”. Probabilmente gli attaccanti rossazzurri soffrono una manovra offensiva troppo compassata, articolata, confusionaria e “improvvisata”. Raramente, si vedono applicati i più comuni schemi offensivi che ci hanno insegnato nelle scuole calcio.

Inoltre, gli attaccanti rossazzurri arrivano sempre in ritardo all’impatto col pallone, quando viene effettuato un cross. Mancano i tagli, le sovrapposizioni, i “dai e vai” e tutto l’ABC del calcio.

Come evidenziato anche nei top e flop, il Catania è fortemente dipendente dai calci piazzati: non a caso, è Lodi il bomber etneo, seguito da Marotta con sole 6 reti. Troppo poco per una squadra che vuole puntare al salto di categoria.

Non ce ne voglia mister Sottil, ma la sua squadra, spesso, ha destato parecchie perplessità, anche quando ha vinto (aggiungeremmo: in alcune occasioni anche immeritatamente). Urge un cambio radicale, ma non di uomini, piuttosto di mentalità.

Non si riesce mai a ribaltare il match

Correlato al discorso appena fatto, un altro aspetto carente preoccupa non poco: l’incapacità di ribaltare le sorti del match.

Nonostante le gran parate del portiere aretuseo, il Catania trasmette, a chi lo vede, segni di resa vistosi, piuttosto che di rivalsa agonistica. Sembra proprio che gli undici messi in campo aspettino il proprio destino, piuttosto che afferrarlo con denti e unghie. E fu sera…e fu mattino…

Ma la cosa ancor più preoccupante è proprio la recidività di questo deficit. Non è da oggi che si manifesta questo atteggiamento fin troppo “rilassato” e “spensierato”. Ciò vuol dire che non si è voluto o non si è saputo porre rimedio.

I perdenti “parlano”, i vincenti lasciano parlare

Alla luce di quella che poteva e doveva essere una partita fondamentale per mandare un segnale importante al torneo, alla ripresa delle ostilità, abbiamo trovato davvero poco credibile quanto sproloquiato in precedenti interviste.

“Molto rumore per nulla”, come scriveva Shakespeare. Si è persa, ancora una volta, l’occasione per stare zitti e pensare a lavorare, con olio di gomiti e scarpe ben allacciate.

Avremmo preferito meno chiacchiere e più concretezza, perché, di fumo, ne abbiamo sorbito in faccia già troppo, da quattro anni a questa parte.

“Essere o non essere”. Diremmo: “parlare o non parlare”, questo è il problema. Perché, attorno ai nostri “teschi” non parlano i poeti, ma banchettano gli sciacalli

Le pagelle

SIRACUSA (4-2-3-1) – voto 7: Crispino; Di sabatino, Bertolo, Turati, Parisi (dal 71′ Bertolo); Ott Vale (dal 71′ Del Col), Giov. Fricano; Palermo, Rizzo (dal 66′ Cognigni), Tiscione (dal 71′ Mustacciolo); Catania (dall’86’ Vazquez). A disp.: D’Alessandro, Genovese, Boncaldo, Del Col,Vazquez, Talamo,Cognigni,Bertolo, Giac. Fricano, Mustacciolo, Russini, Lombardo. All: Raciti

CATANIA (4-3-3): Pisseri 5,5; Calapai 6, Aya 4, Esposito 3 (dal 46′ Silvestri 5,5), Scaglia 6 (dal 66′ Baraye 5,5); Biagianti 6,5 (dall’ 80′ Brodic sv), Lodi 5, Carriero 6 (dal 59′ Angiulli 5); Manneh 5 (dal 59′ Di Piazza 5), Curiale 5, Marotta 5. A disp.: Pulidori, Lovric, Silvestri, Ciancio, Baraye, Bucolo, G. Rizzo, Angiulli, Mujkic, Vassallo, Brodic, Di Piazza. All: Sottil 2

ARBITRO: Giovanni Ayroldi di Molfetta voto 6

ASSISTENTI: Domenico Palermo di Bari e Patric Lenarduzzi di Merano voto 6

RETI: Catania al 26”, Rizzo al 45′, Lodi all’85’

AMMONITI: Esposito al 17′, Curiale al 23′, Ott Vale al 32′

ESPULSI: –

RECUPERO: p.t. 0; s.t. 5′

SPETTATORI: 2767

INDISPONIBILI: Daffara; Barisic e Llama

SQUALIFICATI: –

DIFFIDATI: –

Pietro Santonocito

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