Si passa da A a Z in 90 minuti: adesso Rigoli come Guardiola e Mourinho…
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Si passa da A a Z in 90 minuti: adesso Rigoli come Guardiola e Mourinho…
Interrogativo passato, presente e, probabilmente, futuro è come si riesce a cambiare opinione in maniera così repentina nel capoluogo catanese (e limitrofi). «Chi si stupisce è carne fresca!» – qualcuno direbbe. Eppure, nonostante facciamo a botte con la nostra meraviglia per tenerla a freno, non riusciamo a tenere le mascelle chiuse. Nono, signori.
Il posticipo della 24esima giornata del campionato di Lega Pro – girone C – vede il Catania primeggiare sulla capolista Matera, a seguito di un incontro ben gestito dagli etnei. Modulo spregiudicato per i lucani, venuti sotto il Vulcano con troppa puzza sotto il naso, elemento fondamentale che, a parer nostro, ha messo in discesa il match a favore dei rossazzurri. Formazione scontata, invece, quella proposta dal tecnico di Raccuja, il quale doveva far fronte all’indisponibile Baldanzeddu (distorsione al ginocchio che lo lascerà fuori dal campo almeno un mese) nell’out destro, col solo Parisi come primo sostituto. Non volendo rischiare il giovane agrigentino, Pino Rigoli schiera Di Grazia quarto di centrocampo di destra, scelta obbligata che ha portato i suoi giovamenti. É, infatti, del catanesino l’assist che permette a Pozzebon di bagnare il suo esordio in maglia rossazzurra con una bella zuccata di testa al 25′. Il resto del primo tempo vede un Catania controllare con relativa disinvoltura il macchinoso possesso palla lucano, con il solo squillo di Strambelli al 27′, la cui velenosa conclusione finisce a lato di un soffio.
La ripresa ricomincia con un Matera incattivito dalla conduzione di gara dell’arbitro Massimi di Termoli, causa dell’allontanamento di uno dei collaboratori di mister Auteri. Scossa che porta Carretta, al minuto 49, vicino al gol, ma la sua rasoiata vede l’opposizione magistrale di Matteo Pisseri. Proprio nel momento migliore per gli uomini di Auteri si risveglia il Catania: prima con il tiro dalla distanza di Pozzebon smanacciato da Tozzo e poi con l’autorete di Armellino, su calcio d’angolo teso di Andrea Di Grazia. Si inaspriscono gli animi e vengono ammoniti per reciproche scorrettezze Scoppa e Iannini, ma il Matera non ci sta e colpisce un clamoroso palo con Mattera al 73′. Reazione che fa arretrare il baricentro degli etnei, permettendo al Matera di giocare più liberamente e con più pericolosità. Casoli mette in mezzo al 76′ un cross beffardo, sventato abilmente dalla retroguardia catanese. Al minuto 86′ ci prova Lanini, ma il suo colpo di testa finisce ancora a lato. Ultimo sussulto al minuto 88, dove Marchese e Bergamelli riescono a smorzare un contropiede pericoloso dei bianco-azzurri. Finisce così, con un Catania che batte il Matera grazie anche all’esperienza dei suoi veterani e al ritrovato Di Grazia, capace di propiziare due gol.
Dulcis in fundo, ecco che la piazza rossazzurra ricomincia a parlare di serie A, Europa League e Champions. Si è passati dallo strazio di Fondi, Castellammare, Francavilla, Melfi, (ecc…) ai toni di gloria di martedì, con pareri occlusi dai prosciutti agli occhi che amiamo metterci in maniera random. Equilibrio stabile, instabile o apparente? Richiamando qualche elemento di Cinetica potremmo definirci come una pallina pazza, la cui direzione non è mai prevedibile a priori e non giace sullo stesso piano d’appoggio. Il dubbio amletico che divide, come sempre, il popolo rossazzurro trova fondamenta su chi dare la colpa per una prima parte di campionato così altalenante: colpa degli attaccanti poco prolifici o del gioco insoddisfacente di Pino Rigoli? Non siamo del mestiere e non possiamo rispondere in maniera precisa e dettagliata. Quello che possiamo fare è analizzare i numeri e metterli a confronto: Calil, Paolucci, Barisic, Russotto, Anastasi, Di Grazia (Mazzarani solo a Novembre), non hanno eguagliato, in somma, lo stesso numero di gol di Negro, attaccante del Matera non così trascendentale (14 reti all’attivo). Guardiamo il campionato del Matera (che è sempre il Matera) e quello del Catania (che è sempre il Catania), la rosa di entrambe e i numeri di entrambi…
Pare proprio che una fetta importante della tifoseria catanese, dopo la vittoria contro un Matera così odiato e stimato, sembra voglia attribuire la colpa all’attacco la diatriba di questo scorcio di campionato. Adesso lo stesso Pino Rigoli viene accostato a Van Gaal, Mourinho o Guardiola, nello scibile tecnico-calcistico che questo sport riserva. Sarà così, probabilmente. Ce lo auguriamo, dopotutto, per il Catania e per l’umiltà del coach di Raccuja. Noi catanesi non deludiamo mai le aspettative: o tre o trentatré. In attesa di scegliere, dato che non siamo esperti di calcio, impariamo a contare…da tre a trentatré.
Le pagelle:
CATANIA (3-5-2): Pisseri 7; Gil 7, Bergamelli 7,5, Marchese 7,5; Di Grazia 7 (dal 77′ Parisi 6), Biagianti 7, Scoppa 7,5, Mazzarani 6,5 (dal 74′ Fornito 6), Djordjevic 6,5; Pozzebon 7 (dal 66′ Russotto 6,5), Tavares 7,5. A disp.: Martinez, De Rossi, Manneh, Mbodj, Parisi, Bucolo, Di Stefano, Fornito, Piermarteri, Barisic, Graziano, Russotto. All: Rigoli 6,5.
ARBITRO: Massimi di Termoli 6; Cecchi- Lombardo 6
RETI: 25′ Pozzebon, al 58′ autorete di Armellino
AMMONITI: Marchese, Mazzarani, Scoppa, Iannini, Lanini
ESPULSI:
RECUPERO: 0′ p.t.; 3′ s.t.
INDISPONIBILI: Di Cecco, Sessa e Sibilli; Di Lorenzo e Infantino
SQUALIFICATI: –
DIFFIDATI: Bergamelli
Pietro Santonocito
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