Sbobba per i maiali…
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Sbobba per i maiali…
Pirati dei sette mari, viaggiano in lungo e in largo a cercar tesori, tra milioni di leggende ed un sorso di rum. La vita di questi “uomini di mare” vira così, tra saccheggi, razzie e sangue sparso a gogò per loro compiacimento. Insomma, un’epopea che lascia poco tempo al cibo, neanche quello in scatola da gustare in momenti più tranquilli. Chissà perché…
Issando la vela maestra su per l’albero di sostegno, passano voci di corridoio circa corsari ancor più temuti e rispettati di chiunque altro terrore su vascello. Mentre il buon rum sale sino alla punta della prua, si agitano i cuori più teneri a sentir le gesta di una “banda di sbussolati senza cervello“, alla ricerca di una terra che si chiama Play-off, ma alla deriva verso un mare che non conosce racconto. Baluardi senza mestiere, si straziano e si spennano tra loro quando, scesi su una terra ancora inesplorata, trovano puntualmente gli indigeni del posto a dargliele di santa ragione. Poco importa con cosa, ma le buscano sempre. Poveracci.
Pensate un po’: chi guida il timone del loro vascello? Un certo Giovanni Pulvirenti, sovrano incontrastato delle terre di nessuno, messo lì a dar da mangiare ad un popolo di pirati dal naso sin troppo regale. Subentrato ad uno schettino Petrone, possiede quella calma tipica di un pirata in pensione, capace di atterrire la pressione anche ad un ottantenne con ischemia cerebrale. E fu sera e fu mattino. Tracanna rum, gigioneggia qua e là tra un “batti cinque” e un “ottimo lavoro”…e finisce il suo mestiere. Ma il suo dono più importante è uno: trova la sbobba laddove non esiste.
Sapete che stare notte e giorno senza mangiare, per “gente di mare” come loro, è dura. La ciurmaglia ha bisogno di rigenerarsi e lui che fa? Dona sbobba. Un pasto nutriente, specie se speziato con un pizzico di sfortuna e con un rapporto 2:1 di gol presi indifferentemente dal Bayer Monaco o dalla nazionale AC Pikkia (che squadrone!). Peccato che, troppa, diventa poco digeribile, specie se vuoi che gli altri la mangino assieme a te. Una volta ci sta, due volte, tre volte anche, ma già alla quarta volta il tuo intestino comincia a scioperare, mandandoti celermente all’Isola che non c’è.
Mannaggia a noi! Perché non abbiamo uno stomaco più forte? Io me lo chiedo sempre. Non riesco proprio a digerirla tutta questa sbobba. Non si fa che cucinare pane e sfortuna, partite giocate alla perfezione, Pisseri inoperoso, arbitri poco smaliziati…per finire con l’impiattare sempre la stessa melma. A Catanzaro, stessa cosa: sfortuna, sfortuna e sfortuna. Sarà pur vero che il tiro di Biagianti avrebbe sfondato la rete in stile Mark Lenders, se non fosse stato deviato, ma stento a capire come possa essere colpa della sfortuna un colpo di testa schiacciato da Pozzebon nella prima frazione di match. Nelle scuole calcio insegnano agli attaccanti ad aggredire il pallone, non farselo sbattere quasi addosso senza arte, né parte. E parliamo dell’acquisto che, a detta di Lo Monaco, avrebbe dovuto tirarci fuori dal ridicolo di quei Calil e Paolucci qualsiasi. Per carità, non parliamo di altri fulmini di guerra, eh. Ma, sai, tu offri due giocatori per uno ⇒ ti aspetti che il giocatore preso valga più dei due giocatori messi assieme. Non è sbobba pure questa?
Ciononostante, il grande Giovanni Pulvirenti, dal cognome vagamente rimembrante certi “tipini che fanno transitare ortaggi nei treni” (Trenitalia, per una volta, vittima di quello scempio!), si libra nell’aria a 10 piedi dal terreno. Per lui l’onestà intellettuale è assomigliante ad una melanzana ripiena di prosciutto e besciamella. Se ne compiace, per giunta. Vagheggia potente del fatto che Pisseri non abbia collezionato neanche una parata (anche se ha preso due gol) e si fa forte dei pali sopracitati. Uh! Proprio bravo questo allenatore! Poi, chiaramente, dimentica che la sua squadra: 1) non ha un leader a centrocampo che pensi più velocemente dei suoi avversari (Biagianti, assist bellissimo per il gol di Mazzarani, ma si vede ad occhio nudo che è cotto), 2) non riesce a spazzare il pallone lontano dall’area di rigore nei calci d’angolo (tre calci d’angolo consecutivi regalati al Catanzaro…prima o poi uno lo azzeccano…e così fu), 3) manca di un gioco ordinato e finalizzato a fare gol, 4) manca di tenuta atletica per tutti i 90 minuti più recupero, 5) è disunita, tanto da mandarsi a fanculo senza premessa, né conclusione.
Che ci vogliamo fare? Noi puntiamo ai play-off perché siamo una “big”. Un po’ di sbobbuccia alla domenica rinforza le ossa e il fegato. Tanto, noi maiali siamo abituati ad ingurgitarne tanta, ma così tanta, da non capire più la differenza. D’altronde, questo è ciò che ci tocca per aver esonerato Pino Rigoli…e rimpiangerlo a gran voce: sbobba…sempre e solo SBOBBA!
Pietro Santonocito
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