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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Rigoli in bilico? Cronaca dei fatti.

Vincenzo La Rosa
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Con la nostra dissertazione partiremo da una mera analisi, basata ed avallata, sui dati di fatto. Se il mondo dell’empirico non può, per sua essenziale etimologia, essere catalogato alla voce “opinioni” non si reputa necessario l’apporto, dall’elevato quoziente intellettivo, di un Einstein per rendersi conto che all’indomani del pareggio ottenuto con il Fondi, perlopiù tra le mura del Cibali, successiva alla cocente, quanto immeritata, sconfitta per mano dell’Akragas, la prima stagionale in casa, che il lavoro dell’ingegnere Pino Rigoli da Raccuja non sta tracciando le giuste rette, o quelle, che ci si aspettava. Se la fortuna ti ha girato le spalle al cospetto dei “piccoli Giganti”, divenuti inaspettatamente grandi, lo stesso non può constatarsi sulle restanti gare finora giocate. Dopo il tris alla Juve Stabia sono i pareggi, sintomo di un compasso abulico nel chiudere il proprio cerchio, a farla da padrone. Primi scricchiolii ad Andria, con l’attenuante di un palo ed un penalty non concesso. Con la Dea che benda Infantino ne esce fuori un punto (sofferto sarebbe riduttivo) sul campo del Matera. Sbavature, evidenti e grossolane, a Reggio Calabria, dove due punti essenziali per il cammino in campionato, vengono letteralmente buttati alle ortiche. Con il Fondi, che a Catania dimostra di avere una quadratura tattica invidiabile, il pareggio finale non può essere ben accolto. Qualcosa “non gira”…forse il famoso compasso di Rigoli?…probabile. Al Massimino i rosso azzurri rendono, con numeri alla mano, poco più che in trasferta (quattro punti contro tre). Se le ambizioni da play offs sono decantate dai vertici societari, urge che sul rettangolo di gioco l’orchestra si intoni al meglio. Ma ,purtroppo, di stonature ne abbiamo udite fin troppe. Addebitare tutto al direttore d’orchestra vien facile. Si sa:nella vita di tutti i giorni siamo portati a trovare, sempre ed essenzialmente, un nesso “azione-causa-risultato”. Ci si rende, facilmente conto che l’unica azione da gioco ben costruita e finalizzata parte da Russotto e si conclude a Piscitella in quel del Granillo. Le marcature finora messe a segno non sono altro, di contro, che acuti individuali: mai predono forma e vita dalla tattica (Calil, Di Cecco e Fornito su tutti). Allarme rosso? per la tifoseria che vede a quota “0” la propria classifica ovviamente si. E per la società?…non sapremo, non sappiamo, ma supponiamo. Sicuramente le partite con Akragas e Fondi hanno lasciato un segno evidente, non solo nel nervoso gruppo etneo, ma anche nei pensieri dei vertici strategici di Via Magenta. Rigoli in bilico?..da Torre del Grifo nessuna nuova a dispetto di chi, alle ore 22.30 di ieri sera ne aveva già sancito l’esonero. Tutto fisiologico. Se vuoi davvero puntare ad accedere alla roulette russa degli spareggi promozione allora il tuo tecnico è indubbiamente “sotto controllo”. Altrettanto necessario, a tre giorni dalla delicatissima sfida dello Jacovone contro il Taranto, non turbare, ulteriormente, i precari equilibri della carovana etnea. Esonerare, oggi, il tecnico sarebbe illogico. La trasferta in terra pugliese rappresenta dunque una sorta di ultimatum. Un cambio di passo che il Catania deve ottenere. Un cambio di passo necessario a ricompattare l’ambiente. Un cambio di passo obbligatorio per salire in classifica. Ovvio, importante rimembrare, che la situazione economica, finanziaria e debitoria della matricola 11.700 potrebbe solo essere danneggiata dall’eventuale allontanamento di Rigoli. Sostituire l’ex Akragas, con chi poi non sapremo, intaccherebbe le casse etnee. Predisporre a libro paga due tecnici non gioverebbe a nessuno. Taranto tappa decisiva per il futuro del buon Pino (solo qualche mese addietro fautore di un cammino trionfale ad Agrigento)? presupponiamo di si.

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