Quel campo da mille e una…patata
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Quel campo da mille e una…patata
Non è ancora un’abitudine, per molti, vedere la propria squadra, a distanza di due anni o poco meno, giocare contro squadre del calibro del Matera, Ischia e, ancora dopo, Melfi o Lupa Castelli Romani…con tutto il rispetto per coloro i quali difendono e sostengono i colori delle squadre appena citate.
A volte, un po’ sbadatamente, un po’ per quell’Istinto Rossazzurro che ti pulsa nelle vene, la tua mente riavvolge il nastro degli ultimi gloriosi anni, dove il nostro Catania si batteva contro le squadre di Eto’o, Ibrahimovic, Ronaldinho e, in questo frattempo…i piedi vanno.
Corrono indipendenti, guidati da quei ricordi che si focalizzano dentro te e ti portano sempre lì, nel tempio delle tue più grandi emozioni, in una giornata qualunque…allo Stadio Angelo Massimino. Calcando timidamente i gradoni, spelacchiati dal gemito del vento che li accarezza, lo sguardo di chi non vuol morire mai volge verso il campo…uno spettacolo terrificante!
Il teatro di mille battaglie, di quel piccolo Barcellona che irrideva per 3-1 l’Inter del triplete, adesso sembra più una distesa coltivabile a patate, melanzane o pomodori. Siamo d’accordo che la realtà porta a ridimensionarci un po’, la Lega Pro non è di certo palcoscenico per i nobili, ma siamo pur sempre il Calcio Catania…e solo per questo, già, ci vorrebbe più rispetto.
Mentre la traccia video dei nostri ricordi si spegne, nel consumar inesorabili i silenzi di questo freddo Massimino, una domanda rimbomba assordante:
“Chi vuol bene a questo Catania?”
L’unica risposta risiede nel…suono del silenzio…
di Pietro Santonocito

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