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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Non il “cosa”, né il “perché”…ma il “COME”

Pietro Santonocito
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Il teatro dell’assurdo, dopo la tappa di Monopoli riapre i battenti. Sfortuna sì, ma la reazione caratteriale non è sufficiente. Paganese – Catania 1-0.

Paganese – Catania 1-0. Tra miti e leggende…

Il gigante rientrò a sera tarda, intento ad andare a dormire, quando Ulisse gli si avvicinò con un otre di vino tra le mani e con molte lusinghe lo convinse a scolarselo tutto.

«Qual è il tuo nome, uomo?» chiese tra un sorso e l’altro Polifemo, cominciando a sbadigliare. «Mi chiamo Nessuno» rispose Ulisse.

Come previsto, Polifemo cadde in un profondo sonno e fu allora che i soldati greci presero il tronco appuntito, lo avvicinarono al fuoco per arroventarlo e infine lo affondarono nell’unico occhio del gigante.

Il Ciclope si svegliò in preda al delirio, senza riuscire a vedere nulla, e tra urla e lamenti tentò invano di acciuffare Ulisse e i suoi uomini.

A causa delle sue grida, gli altri ciclopi dell’isola accorsero e chiesero a Polifemo chi gli stesse facendo del male. In risposta il gigante disse «Nessuno mi ha accecato.

Nessuno vuole uccidermi.» e così i suoi compagni, pensando che Polifemo fosse impazzito, se ne tornarono nelle proprie caverne.

Nessuno. Niente. È l’assenza la parola cardine di questo match. Possiamo usare i sinonimi che ci aggradano maggiormente, ma la sostanza non cambia.

C’è qualcosa di analogo tra Ulisse e la Paganese. Va oltre ogni mitologia, greca o salernitana, ma appare fulgida come un raggio di luna su un letto di mare.

Si tratta di una negazione della realtà che fa il paio con la stupidità ciclopica di Polifemo, quando la dialettica di Ulisse soggioga il suo intelletto.

Ma che cos’è la realtà, in fin dei conti? Una negazione della finzione. E la finzione? Una negazione della realtà.

Per cui, la domanda sorge spontanea: chi è nata prima, la finzione o la realtà? Dubbi amletici che fanno un baffo ad altri puri asservitori della nascita dell’uovo o della gallina.

Eppure, anche qui, non andremmo troppo lontano con l’immaginazione. Sono le eccezioni che fanno le regole, in quanto non esistono regole senza mille eccezioni…specie col Catania.

Niente e Nessuno ci potrà fermare

Polifemo insegna. Non ce ne voglia la formazione campana, ma l’undici azzurro stellato visto ieri al Marcello Torre è davvero poca cosa.

Contro una compagine di salesiana fattezza e consistenza, si è riuscito a perdere, elevando l’estremo difensore Paganese Paolo Baiocco a livelli di divinità da fare invidia anche a Buffon.

Non è parafrasi dell’assurdo: si chiama realtà indotta. Indotta da cosa? Dall’esaltazione dell’io e del super-io che, grazie alle nefaste gesta di “ceccarelliana” accezione, sospingono anche il più semplice dei portieri di serie C verso mete di inumana comprensione.

Perché non è il “cosa”, né il “perché”…ma il “COME”. Non c’è stato nessun “come” nel tiro dal dischetto di Ceccarelli, dato che un rigore così lento e prevedibile non può nemmeno definirsi tale.

Conseguenza di ciò, l’esaltazione dell’io e del super-io di Baiocco. E poi: via allo show dei record, dove l’impossibile diventa possibile.

Terza legge della dinamica? Col Catania non esisti!

Newton chi sei? Chi ti conosce? Che film hai fatto? Quando dicevi che ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria, che ti eri fumato?

Questa legge non vale col Catania Calcio. Nessuna reazione degna di nota abbiamo apprezzato dopo il rigore sbagliato e nessuno in grado di prendere la squadra e metterla sul proprio dorso.

Fino alla predica del parroco, ovviamente. Perché, da rinvio “alla viva il parroco dopo la predica” a “super assist al bacio” per Diop, il passo è breve.

Onorificenze in surplus. Non si può non accogliere con telo rosso e gendarmi col pennacchio un campione come Abou Diop. Sarebbe increscioso!

Da accapponare la pelle con tutti i peli. Ma se da Manchester non arrivano complimenti, nemmeno da Pagani ne arriveranno mai. Parola a Stancampiano che la sta ancora cercando.

Da lì a poco, la partita per il Catania diventa sempre più in salita. La porta diventa piccola come in un campo 5 e 5 e Baiocco una sorta di armadio a otto ante.

Il portiere azzurrostellato riesce a sventare la grande occasione capitata sulla testa di Greco e neutralizza agevolmente le conclusioni di Russini e Maldonado da calcio piazzato.

Nessuno vi ha obbligato a condividere la nostra storia

È l’epilogo di uno dei tanti “punti più bassi” della storia recente del Calcio Catania, laddove ogni aspettativa di “riveder le stelle”, come asseriva Dante, si scioglie assieme al torrido silenzio circa possibili investitori all’orizzonte pronti a salvare la nostra storia.

Non sappiamo di preciso quali siano le potenzialità di questa squadra. Sì, è vero, si è creato, ma… come? Con tanta confusione, nervosismo e senza né un leader, né un rigorista.

Tutto poco interessante. Chi dice che questi ragazzi sono “poverelli” perché non sono stati pagati, fa un grande errore di forma e sostanza. Nessuno li ha obbligati a rimanere per vincerle tutte.

Chi ha detto “sì” e adesso se ne sta pentendo, farebbe meglio a dire all’allenatore di non essere schierato, lasciando il posto a chi ha voglia di mischiare il proprio sangue col rosso della maglia catanese.

Perdere in questo modo, contro nessuno e senza averci provato con tutto sé stessi…ti rende niente. Finché nessuno vi criticherà più, perché di niente non rimane nemmeno il “come”.

Pietro Santonocito

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