Monopoli 1-2 Catania: col cuore e…con le palle!
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Ci sono storie, ci sono racconti, ci sono poesie… poi ci sono le battaglie del Catania. Serrate i ranghi e non storcete il naso. Monopoli 1-2 Catania: col cuore e…con le palle!
A voi, poeti dalla penna a boccoli dorati o a voi, teneri amanti dei giochi da tavolo, suggerisco di non proseguire oltre alla lettura di questo articolo…vi risulterà troppo peccaminoso e privo di taluna protocollare forma.
A voi, invece, col volto sfregiato dalle battaglie, levigato dalle sofferenze e sede dei più lunghi fiumi di lacrime invisibili, rivolgo il mio invito a leggere questa storia:
Monopoli, paese di circa 50.000 abitanti in provincia di Bari, sede di vari gioiellini architettonici e castelli di origine barocca, si adorna di sport e vitalità in occasione del recupero della prima giornata del campionato di calcio di Lega Pro, girone C. Arriva la nobile decaduta, il Catania, ancora alle prese con -6 cicatrici da rimarginare e reduce dall’importante vittoria a Matera per 1-0. Biancoverdi di casa, anche loro alla seconda apparizione in questo torneo, provengono da una vittoria persa in extremis con il Messina. Uno di quei pareggi che ti lascia la lingua grondante di saliva per il boccone perso.
Si riempiono i gradoni del “Vito Simone Veneziani”, con una sparuta rappresentativa di temerari tifosi rossazzurri, intrepidi figli della Proboscide che hanno voluto seguire la squadra da Matera a Monopoli, in un tragitto impervio e irto di ostacoli. Loro stanno lì, i gabbiani monopolitani, pronti a spolpare le ossa di un Catania con i cerotti ovunque, anche se questo possa voler dire non giocare a calcio. Il fine, come sempre, giustifica i mezzi.
Pronti, via! Si aprono le danze siculo-pugliesi con la tarantella siciliana (anzi rossazzurra) che sembra suonare più forte rispetto a quella pugliese. Primo protagonista è Calderini, al suo esordio in questo campionato, capace di sfiorare il gol al 12′ (palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo) e alimentare delle polemiche avversarie sul suo possibile tocco di braccio in area rossazzurra, dove l’arbitro decide di sorvolare. A quel punto, Pancaro ordina ai suoi ragazzi di quietare gli animi mantenendo il possesso palla, senza la foga di andare ad affondare il colpo. Il Monopoli, dal canto suo, si rintana nella sua metà campo aspettando l’errore e sfruttando le ripartenze (ad muzzum più che altro). Finisce così un primo tempo fatto di legnate a centrocampo e sbadigli per i “divanisti” del grande schermo.
Secondo tempo che inizia con un pesante fardello da sostenere per il Catania. E’ Croce che, di testa, la mette alle spalle (e sulle spalle) di un Liverani un po’ troppo sbigottito, a seguito di una ronfata difensiva su calcio piazzato. “Qui ci vuole una svolta“, pensa tra sé e sé Pippo Pancaro e decide di sostituire Di Grazia per Falcone e Scarsella per Russo. Mai cosa fu più giusta! I rossazzurri diventano delle ruspe alla ricerca del pareggio come fosse l’unica cosa importante e più passano i minuti, più macinano terreno, uomini e tutto quello che incontrano. Al 70′ sono i due nuovi entrati a confezionare il gol della parità: raccoglie palla Falcone, scodella in mezzo per l’accorrente Scarsella che sigla di testa l’1-1. La stanchezza e lo stress psico-fisico del doppio impegno in tre giorni si fanno sentire, ma è proprio in questo momento che succede ciò che noi tifosi non eravamo più abituati a vedere da almeno due anni: il Catania strappa il cuore dal petto ed esce fuori…le palle! Tambureggiante la manovra d’attacco e asfissiante il pressing nel recupero palla entro pochi secondi dal momento di averla persa, una vera caccia al pallone col coltello tra i denti. Disillusi dagli anni passati, noi tifosi proviamo a stropicciarci gli occhi per mettere un po’ più a fuoco, ma al 92′ è ancora Falcone ad imbeccare lo stesso Scarsella ed è…2-1!
E’ passato tanto tempo da quando non riuscivamo a provare emozioni di questo tipo, così tanto da non ricordare più che sapore abbia vincere in rimonta. Mancavano gli uomini con la “U” maiuscola, gente abnegante e capace di mettere quel qualcosa in più nei momenti più importanti. Grande merito va, ovviamente, a Scarsella, autore di tre gol in quattro giorni, a Falcone per i suoi due assist, ma soprattutto a Mister Pancaro, capace di inculcare un modus operandi davvero da grande squadra, in grado di saper addormentare la partita, controllarla e andarla a vincere nonostante la precaria preparazione atletica e le barricate avversarie. E’ troppo presto per affrettare i giudizi, ma una cosa è certa…questo è tutto ciò che il tifoso catanese vuole vedere: cuore e palle!
Le pagelle:
Liverani 5,5; Garufo 6, Pelagatti 6, Ferrario 6, Nunzella 5,5; Lulli 6, Musacci 6,5, Russo 5 (Scarsella 8); Di Grazia 5 (Falcone 7,5), Calil 5, Calderini 6,5 (Barisic s.v.). All. Pancaro 6,5.
di Pietro Santonocito
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