L’elefante nella tana dei Lupi. Come arriva il Cosenza di Roselli
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L’elefante nella tana dei Lupi. Come arriva il Cosenza di Roselli
Senza i punti di penalizzazione, che ne hanno fin qui tracciato il percorso, il match degli etnei in casa del Cosenza sarebbe stato inebriato da un sublime profumo di “alta quota”. Vicini nei punti conquistati, i 23 per i calabresi contro i 25 del Catania, le due compagini distano in classifica, quella, che senza l’handicap proietterebbe i rosso azzurri ben due lunghezze sopra la compagine rosso blu. Nel week end le due formazioni, al dire il vero molto simili, si danno appuntamento nella tana dei Lupi. Al San Vito-Marulla l’Elefante sarà chiamato all’ennesima prova di maturità in campo esterno. Per il Cosenza di mister Giorgio Roselli (alla guida dall’Ottobre 2014) si tratta del doppio esame di “siciliano” ad una sola settimana di distacco dal match perso di misura contro il Siracusa. Il Catania, pur non brillando, arriverà in terra calabra dopo aver battuto la Vibonese. I calabresi eppure presentano una formazione già rodata dalle scorse stagioni. Il punto di forza, rappresentato dalla continuità della guida tecnica, si esprime attraverso un modulo 433 pronto a rappresentare un mix tra “leggerezza” e “pesantezza”. Sulla carta, con distinta in mano, Roselli può vantare una rosa piena zeppa di esperienza ma a volte, tante nello scorcio di queste prime quindici giornate, distratta. Dinnanzi a 19 goal messi a segno diviene impietoso il numero delle reti subite:ben 15. Un numero di “passivo” che viene limitato dalle prodezze del portiere Perina. La difesa a quattro formata da D’Anna e Scalise sugli esterni con centrali il duo Tedeschi-Blondett risulta essere amalgamato ma perforabile specialmente dalle folate offensive di fascia. Il pacchetto arretrato difatti rischia di portarsi tatticamente in basso a supporto di una mediana a tre dove emerge la qualità da regista di Caccetta. Sulle corsie poca corsa e molta copertura con Ranieri e Mungo (che prediligono il gioco da fermo) nel ruolo di opposti. Il centrocampo difetta nel passaggio finale verso il parco avanzato. Dinnanzi il portiere avversario si troverà lo sgusciante Statella, quasi sempre lanciato su forniture impossibili, Filippini, ex Pordenone ed ala di tutto rispetto per la categoria, il cui egoismo penalizza l’ex Monopoli Gambino. L’agrigentino è comunque un buon finalizzatore se solo dal centro del rettangolo verde si registrino i giusti accorgimenti. Se in panchina il tecnico potrà contare sui vari Bilotta, Corsi, De Luca, Di Somma e Madrigali per il reparto di difesa, poche sono le soluzioni per la zona nevralgica. Il solo Criaco è nome degno di nota. In attacco non mancano però le alternative. Una su tutte quel Baclet che nella scorsa stagione è riuscito ben tre volte a gonfiare la rete del Catania (militava nel Martina Franca). Da non sottovalutare l’ex Foggia Cavallaro, palermitano di nascita, ed ottimo interprete nelle scorribande esterne. Ergo Sum: il match tra Cosenza e Catania potrebbe essere impresso nell’equilibrio più totale con due formazioni che in gara potrebbero, letteralmente,annullarsi.
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