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mercoledì 16 Settembre 2026

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Lecce – Catania 1-1: Che fine ha fatto l’Invencible Armada?

Pietro SantonocitoAggiornato
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Lecce - Catania 1-1 - che fine ha fatto l'invincible armada
fonte foto: lapresse.it

L’acerrimo scontro diretto fra Lecce e Catania finisce con un pareggio, dove la paura ed il rispetto dell’avversario hanno il sopravvento dall’una e dall’altra parte. Curiale sbaglia il colpo del KO e Di Piazza rimedia allo svantaggio iniziale, evitando la beffa davanti agli oltre 18.000 spettatori. Lecce – Catania 1-1: campionato chiuso? Il campo dice altro…

Lecce – Catania 1-1. Il calcio è uno sport che coinvolge troppo e la colpa non è né dei leccesi, né dei catanesi, ma di Nathaniel Creswick che il 24 Ottobre 1857 non aveva nulla da fare, se non quello di formare la prima squadra di calcio, ovvero lo Sheffield FC. Non solo! Gli importava così tanto di questo sport che scrisse le “Sheffield Rules” (regole di Sheffield), ovvero la maggioranza delle attuali regole del calcio moderno.

Purtroppo, i tempi di oggi sono totalmente diversi dal 1857. La speculazione  su questo sport si tocca con mani ingenue e incontaminate, diventa inflazione delle menti e coinvolge quelle più “semplici”, “asfittiche”, “povere di un io in prima persona singolare”.

L’entità del danno si apprezza in momenti di “alta tensione agonistica”, dove l’epilogo di un incontro di calcio può diventare il “regno delle menti ionosferiche”, quei dolci agglomerati fosforo ignorante che viaggiano aldilà delle nuvole, dove diventano gas ionizzati e fuggono via…inesorabilmente, verso l’infinito ed oltre.

Eppure non era così che l’avevamo immaginata. Lecce – Catania 1-1 è stato tutto, fuorché una bella partita fra due nobili decadute, dal recente passato di A. Neanche i 18.000 tifosi del “Via del Mare” possono sentirsi soddisfatti, poiché, sia Lecce che Catania, hanno dimostrato tutto, tranne la voglia sportiva di sopraffare l’avversario.

Premessa: dovevano vincere facilmente…

Due rose importanti, con società solide alle spalle e allenate da due grandi ex giocatori, deludono su tutti i fronti. A dire il vero, una più dell’altra. Il Lecce, capolista, per ben 60 minuti non riesce a capire granché, soffrendo le ripartenze rossazzurre di Caccavallo e Di Grazia e subendo la rete dal dischetto di Lodi, dopo atterramento di Mazzarani in area di rigore.

Ci aspettavamo le giocate graffianti di Caturano e Torromino, le geometrie di Armellino e le bordate balistiche di Mancosu…ma siamo stati letteralmente delusi. Niente di ciò che era stato dichiarato in premessa è stato mantenuto, lasciandoci davvero l’amaro in bocca. L’Invencible Armada cercava l’abbordaggio rimane troppo distante dalla porta ed il Catania cerca, vanamente, di colpire in contropiede.

Dopo 60 minuti di completo anonimato giallorosso, Cosenza, l’incompreso, indirizza “amichevolmente” il centravanti catanese Davis Curiale verso i tabelloni pubblicitari, probabilmente per farglieli apprezzare di più. Il numero 11 etneo non apprezza questo gesto di promozione pubblicitaria aggressiva e decide di reagire rifilando una “pacca” sulla fronte-naso.

In quel momento, ecco che cala il panico sullo stadio. Lampi e tuoni squarciano il cielo, inneggiando ad un apocalisse vicina: Cosenza, a terra, si tocca il naso (o forse la bocca, la coscia o la testa…poco importa)! Interviene l’arbitro che mette tutti d’accordi ed ammonisce sia il centrale salentino che l’attaccante etneo.

A quel punto, ecco il regalino: Curiale raccoglie un pallone sporco e dribbla il barbuto difensore giallorosso, ma manca il bersaglio col destro, aprendo troppo il compasso. Sul capovolgimento di fronte, la linea difensiva etnea resta colpevolmente troppo alta e Mancosu imbecca Di Piazza, bravo nell’eludere l’intervento in chiusura di Bogdan e nel beffare Pisseri con un diagonale preciso alla sua sinistra.

Da lì a poco Vanigli cambia Caccavallo per Russotto, Rizzo per Mazzarani, Ripa per Curiale e Semenzato per Di Grazia, ma la solfa non cambia. Lecce – Catania 1-1.

Resta il -4, ma non più la convinzione di essere già in B

Non possiamo negare neanche la delusione per aver gettato alle ortiche l’ennesima opportunità di ridurre le distanze dal Lecce. Tardive le sostituzioni di Russotto e Rizzo, ininfluenti le altre. Avremmo preferito la grinta di Bucolo, in grado di esonerare Lodi da compiti difensivi e lasciarlo pensare di più, ma non sono state queste le scelte della conduzione tecnica.

Nonostante ciò, si è fatto un grande passo avanti nell’approccio alla partita, uno dei nei abnormi delle ultime apparizioni rossazzurre (vedi Casertana). È piaciuto a metà Caccavallo, bravo nel dare vivacità in attacco, tentare la conclusione, ma troppo solista.

Forse è questo ciò che è mancato più di tutti: la coesione tra i reparti e tra gli stessi uomini di reparto. Filo telefonico guasto, quello che collega le orecchie di Aya, Tedeschi e Bogdan, incapaci di “parlare” e rei di aver regalato letteralmente il pareggio al Lecce. Si spezza, tuttavia, una lancia a favore dello sloveno, perché non si lascia un compagno solo, in un “uno contro uno” improbabile contro Di Piazza.

Poco incisivo anche Curiale, per via del troppo nervosismo che gli ha appannato la vista al momento di essere glaciale al momento del tiro. Sappiamo quanto può dare e ci aspettavamo qualcosa in più, ma si rifarà.

Bene per 60 minuti, con raddoppi di marcatura puntuali, massima concentrazione e ordine in mezzo al campo. Funziona Di Grazia trequartista, anche se gli manca quell’attimo fuggente in più per il passaggio decisivo degli ultimi 20 metri. Non pervenuti Russotto e Ripa, con Mazzarani che si procura il rigore e poi sparisce dal campo.

Da adesso in poi Catania e Lecce prendono due biforcazioni differenti: i salentini vanno a Rende, mentre gli etnei ospitano la Virtus Francavilla. Una verità si fa strada fra tutte…l’Invencible Armada non è, in fin dei conti, tanto “invincibile”. Onore e gloria a chi non si sentirà già sazio.

Pietro Santonocito

fonte foto: lapresse.it

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