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mercoledì 16 Settembre 2026

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Lecce 1-1 Catania: pagellone rossazzurro

Christian AlessioAggiornato
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Lecce 1-1 Catania - pagellone rossazzurro

Si conclude con un pareggio l’attesissimo big match del Via Del Mare, Lecce 1-1 Catania, valevole per la 22° di campionato. Paura di osare per entrambe, questa è la fotografia della partita.

Lecce 1-1 Catania: paura di osare. Nel primo tempo, i rossazzurri, organizzati e ben compatti in difesa, hanno concesso poco o nulla ai salentini e  riescono, più volte, a ripartire e a rendersi pericolosi. Nel secondo tempo, invece, gli uomini di Vanigli vengono schiacciati nella propria metà campo e si difendono per tutti i 49 minuti, senza creare pericoli agli uomini di Liverani, eccezion fatta per l’occasione di Curiale. Apre Lodi su penalty e la pareggia il subentrato Matteo Di Piazza, all’andata assente.

Ecco il nostro pagellone:

PISSERI 6. Viene chiamato in causa poche volte e, quando deve intervenire, si fa trovare pronto. Viene ammonito per perdita di tempo e, nell’occasione del pareggio leccese, non può nulla sulla bordata di Di Piazza. POCO IMPIEGATO.

TEDESCHI 5,5. Primo tempo da gran difensore. È attento nel recuperare ed anticipare Caturano, a cui concede poco e nulla. Nel secondo tempo, invece, Di Matteo lo supera più volte, concedendogli la possibilità di mettere tanti palloni in area. Lui ed Aya hanno la colpa di lasciare Bogdan solo nel marcare Di Piazza, in occasione del gol gialloross. CHIAROSCURO.

AYA 6. Anche lui assieme a Tedeschi fa un gran bel primo tempo. Adattato come terzino funziona, ma, anche lui, nei secondi 45′ minuti cala alla distanza e gli attribuiamo le stesse colpe inflitte a Tedeschi, in occasione del pari del Lecce. BICCHIERE PIENO A METÀ.

BOGDAN 7. È l’unico, nell’arco di tutto il match, a tentare il corpo a corpo con l’avversario. Anticipa, chiude e, in fase di possesso palla, scarica il pallone bene. Incolpevole in occasione del gol di Di Piazza, dove viene lasciato solo dai suoi compagni di reparto. DI ALTRA CATEGORIA.

MARCHESE 6,5. Grande partita la sua, soprattutto nel contenere le avanzate sulla fascia del capitano salentino Lepore. Sa quando proiettarsi avanti e quando lo fa riesce a mettere in area di rigore dei cross interessanti, purtroppo raccolti da nessun attaccante eteo. ESPERIENZA IMPORTANTE.

CACCETTA 5. Nel primo tempo è l’unico che sbaglia sempre la scelta del passaggio. È lento e si fa sempre superare da Mancosu e compagni. FORSE ERA MEGLIO LA GRINTA DI SARO.

LODI 7,5. Grande partita la sua. Oltre al gol, si sacrifica per i compagni e lo vediamo persino in area di rigore. A centrocampo, è l’unico a vincere i duelli con Mancosu (a differenza di Caccetta) e azzecca sempre la misura del passaggio. LODEVOLE.

MAZZARANI 5,5. Alterna un super primo tempo ad un secondo tempo opaco. Nel primo tempo, oltre a guadagnarsi il rigore, ripiega dietro e recupera palla assieme a Lodi, cercando di dare ordine a centrocampo. Nel secondo tempo, pare che in campo non sia mai sceso, riuscendo a toccare il pallone pochissime vote. In queste partite, alla squadra servono le sue qualità, distribuite in 90 minuti e non in 45. PECCATO.

CACCAVALLO 6. Scambia poco il pallone, preferendo la giocata individuale anziché il semplice scarico al compagno. Si rende pericoloso tirando un paio di volte in porta, ma il suo eccessivo egoismo getta al vento occasioni che potevano essere importanti. SOLITARIO.

DI GRAZIA 6. Nel primo tempo,le sue accelerazioni mettono in difficoltà Cosenza e tutto il pacchetto arretrato salentino.Salta l’uomo e si guadagna punizioni da posizioni importanti.Al secondo tempo,lo si vede poco anche perché quando il pallone è tra i piedi del Catania lo si preferisce gettarlo anzicchè giocarlo. SACRIFICIO.

CURIALE 5. Nel primo tempo, Davis fa un grande lavoro di difesa del pallone guadagna innumerevoli falli. Nel secondo tempo, sbaglia l’occasione più limpida avuta dai rossazzurri, sbagliando la misura del tiro, da solo, davanti a Perucchini. Viene graziato dal direttore di gara che preferisce non espellerlo, ma subisce un pugno e qualche parola di troppo da parte di Cosenza. È lento e si allunga il pallone nella parte più importante dell’azione. NERVOSO ED IMPACCIATO.

SUBENTRATI S.V. Ripa, Rizzo e Russotto non toccano quasi mai il pallone, anche perché non vengono mai chiamati in causa, visti gli innumerevoli lanci senza testa né coda.

VANIGLI 5,5. Per tutto il corso del match predica calma ai suoi. Cambia troppo tardi, aspettando il pari salentino, quando hai l’obbligo di osare di più, dopo il vantaggio psicologico e territoriale del primo tempo. Nel secondo tempo non si creano i presupposti per fare male e si subisce l’inerzia leccese che, inevitabilmente, crea qualche apprensione. Sebbene il Catania abbia una gran difesa, è normale che, una volta assediati, prima o poi il gol si prende, proprio per…inerzia (non per altro), appunto. PAUROSO DI OSARE.

Christian Alessio

fonte foto: canale instagram di Luka Bogdan

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