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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Le pagelle di Pescara-Catania: poche sufficienze, tanti flop!

Istinto Rossazzurro
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il pagellone di Istinto Rossazzurro

Ecco di seguito le pagelle di Pescara-Catania, match che ha decretato l’ennesima debacle rossazzurra lontano dalle mura amiche.

Gillet 6 : incolpevole sul siluro last minute di Sansovini,il “gatto di Liegi” è come sempre sicuro e reattivo tra i pali e nelle uscite.
Belmonte 5: brutta prestazione per l’ex terzino del Siena. Goffo e impacciato, passa tutta la partita in balia di Politano e Bjarnason, non riuscendo mai a farsi vedere in fase avanzata.
Schiavi 5.5 : quasi sufficiente la prova del centrale rossazzurro. Duro e deciso nei suoi interventi, tiene bene a bada Melchiorri e Pasquato. Rischia però di combinare la frittata quando perde un improvvido pallone in mezzo al campo, consentendo al Pescara di involarsi verso la porta di Gillet e di centrare la traversa con Bjarnason.
Ceccarelli 6.5: il migliore in campo della squadra di Marcolin. L’ex capitano dello Spezia è decisivo in almeno 3 circostanze, riuscendo a sbrogliare pericolosissime sortite offensive degli uomini di Baroni. Fondamentale la deviazione sulla traversa sul tiro di Bjarnason,salvataggio che però si rivelerà ininfluente ai fini del risultato.
Mazzotta 6: il terzino palermitano è uno dei pochi a provarci.Spinge spesso sulla fascia, arrivando diverse volte al cross dal fondo.E’da un fallo nei suoi confronti che,sul finire del primo tempo,si genererà la baraonda che porterà all’espulsione di Pasquato.
Coppola 5.5: solito lavoro di sostanza per l’ex cesenate.Stavolta,però,questo non basta; diversi i passaggi errati, poche volte lo si vede proporsi in avanti.
Sciaudone 4: il peggiore in campo.Opaco sia in fase offensiva che nella zona mediana del campo, sembra quasi aver cannato totalmente l’approccio alla partita.Giustamente sostituito da Marcolin poco dopo l’inzio della seconda frazione di gioco. Dal 9’st Castro 6 + : il gol allo scadere contro il Crotone pare finalmente averlo rivitalizzato.Palla sempre incollata al piede,”El Pata” cerca in tutti i modi di rendersi pericoloso e offrire palloni invitanti ai compagni.Il suo impegno è vano, ma apprezzabile.
Rinaudo 5.5: “El fito” ci mette il cuore, sputa sangue in campo e si batte in mezzo al campo, dando e ricevendo una quantità importante di calcioni. Il ruolo di regista,però, non si addice alle sue caratteristiche; non si può pretendere che un guerriero alla Rinaudo costruisca gioco come il Lodi dei tempi d’oro.
Rosina 4.5: la peggiore partita dell’anno per l’ex fantasista del Torino. Timido e mai pericoloso nei primi 45 minuti, nella ripresa fa addirittura peggio,sbagliando una quantità inverosimile di passaggi negli ultimi 15 metri,roba dell’altro mondo per uno come lui.Si dimostra egoista quando, con 3 compagni liberi ai lati, decide di proseguire da solo e concludere con un tiro che fa il solletico a Fiorillo.
Calaiò-Maniero 5: i due capocannonieri del campionato passano una domenica pomeriggio totalmente isolati nel prato verde del “Adriatico”. Entrambi lottano, ci provano, ma,essendo mal assistiti dai compagni – specialmente Rosina-, non riescono mai a rendersi pericolosi. Per Maniero, dal 22’st Martinho 4: ha buona parte della sconfitta sulla coscienza. Assurdo come un calciatore del suo livello riesca a sbagliare un gol semplicissimo, più difficile da sbagliare che da segnare.Per Calaiò, dal 39’st Barisic SV
Marcolin 4.5: grosso passo indietro dal punto di vista del gioco e soprattutto della mentalità per il trainer etneo. Marcolin decide di impostare la partita per ottenere il minimo indispensabile, ossia il pareggio. Avvantaggiato dall’espulsione a fine primo tempo di Pasquato, non riesce a dare ai suoi ragazzi quel quid in più che gli permetta di espugnare Pescara.Infatti, nonostante la superiorità numerica, la squadra resta troppo bassa,sfilacciata e intimorita, subendo in lungo e in largo le scorribande offensive biancazzurre.
Peccato, questa era davvero la partita ideale per sfatare il maledetto tabù trasferta. Marcolin,meglio guardarsi alle spalle adesso…
di Daniele D’Alessandro

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