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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

La stanchezza…è SOPRATTUTTO nostra!

Pietro SantonocitoAggiornato
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la stanchezza è soprattutto nostra - paganese - catania 1-1

E basta con la solita tiritera del post-partita! Basta con la solita faccia di chi è caduto dal pero proprio un momento fa! Siamo stanchi di sentire le stesse parole.

Paganese – Catania 0-0. Pancaro, Moriero, Rigoli (non ce ne voglia per il suo esonero recente), Giovanni Pulvirenti, Lucarelli, Sottil, Novellino, Camplone, ancora Lucarelli e ora Raffaele, … Lo Monaco e i “siamo più forti del Foggia”…Pulvirenti…sempre la stessa cantilena!

Quando le cose vanno bene, volano complimenti a destra e a manca. Un fiume di sorrisi, nemici che diventano improvvisamente amici e nessuna voglia di fare un po’ di sana autocritica.

Quando le cose vanno male, ancora peggio. Escono fuori scabrose verità a noi fortemente sconosciute:

  • venticelli di ponente;
  • zolle di terra;
  • idranti ingannevoli;
  • il pallone leggermente ovale (non so come facciano a capirlo);
  • il campo non regolamentare (che vale solo per la squadra delusa del risultato);
  • l’arbitro (e vabè);
  • la dea bendata;
  • infortunati, indisponibili e indisposti (anche noi uomini abbiamo il ciclo);
  • i mal di pancia del giorno prima;
  • il COVID (ora può definirsi un alibi valido);
  • la stanchezza di troppe partite consecutive…come se tutto questo fosse un malus solo per la squadra delusa dal risultato!

Ma fate i seri, una buona volta! Porca miseria! Avete il disco rotto e ve lo passate, come un testimone, da allenatore ad allenatore?

È mai possibile che, dopo anni e anni di fuffa sputata nelle nostre facce, dobbiamo ancora sorbirci questo genere di giustificazioni, alla fine dell’ennesimo match mal giocato dai dipendenti del Calcio Catania?

È mai possibile che si deve sempre ostentare un atteggiamento da “blasonati” anche quando si è rimediata una magra figura contro modestissimi avversari?

Basta! Non ne possiamo più! Smettetela di prenderci per il culo come se la partita non l’avessimo vista. Non state facendo altro che stancare la gente.

Paganese – Catania 0-0: la partita per come l’abbiamo vista noi

Non è stata affatto una partita combattuta tra Paganese e Catania, anzi. Per tutto il primo tempo la formazione campana ha dimostrato più mordente, sia nei contrasti che nella voglia di impensierire gli etnei.

I rossazzurri, come sempre, hanno concesso un tempo di “libertà autorizzata” agli avversari, tempo necessario a Russotto e compagni del reparto avanzato per ricoprire il ruolo di centrocampisti o difensori aggiunti.

A parte i tiri casuali di Pinto, Golfo e Albertini, il Catania non ha compiuto gesta faraoniche per vincere la partita. Tutt’altro la Paganese che, nonostante i limiti, è arrivata ad un soffio dal gol per ben due volte.

Dobbiamo parlare davvero del secondo tempo? Una punizione di Russotto alta e un’incursione di Pinto? Tutto qui? Ma siate seri, suvvia.

La partita per come l’ha vista mister Raffaele

Il Catania ha giocato bene, ma era stanco e non potevamo chiedere di più. Welbeck chiedeva il cambio, Claiton pure, Pinto non al meglio, l’altro zoppo, l’altro cieco e l’altro al Garibaldi di urgenza per diarrea da Covid.

La Paganese veniva da tre vittorie consecutive in casa. Aveva pareggiato contro l’Avellino e vinto contro il Catanzaro, quindi si tratta di una squadra in forma. Noi l’abbiamo messa sotto e costretta a rintanarsi nella propria area.

A cosa VUOLE ambire questo Catania, a parte lo “sta bene” dell’Agenzia delle Entrate?

È un continuo reiterarsi di baggianate su baggianate. Cambiano le facce, ma la faccia rimane uguale, sempre la stessa. Un vilipendio ad oltranza nei confronti della nostra storia, della nostra bandiera e della fiducia concessa ad oltranza.

Ma dove si vuole arrivare con questa presunzione ed arroganza? Cosa si vuole costruire di duraturo in questa terra così invidiata e troppo poco consacrata al mondo? Questo ci chiediamo osservando la maestosità di madre Etna.

Saremo mai “maestosi”, con un pizzico di onestà intellettuale in più, sia nelle sconfitte che nelle vittorie? Oppure siamo quelli che, dall’alto delle nostre 500 lire messe nel calderone dei desideri, pensiamo di poter esigere tanto quanto coloro i quali hanno rischiato tutto, compresa la vita?

Ah già, vero. Basta uno zio d’America ed il gioco è fatto. Perché siamo arrivati al punto di propinare chewin-gum e caramelle agli americani, con l’ambizione di sentirci dei pionieri.

Finitela con queste pagliacciate. Il tempo delle marionette senza fili è finito già da un pezzo. Cambiate sonata.

Pietro Santonocito

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