Incrocio pericoloso sulla Siracusa-Catania
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Corsi e ricorsi storici. Siracusa-Catania: un film già, parzialmente,visto. Stagione scorsa, il Catania reduce dalla terza vittoria di fila, conquistata nella pozzanghera del Massimino ai danni del Monopoli (4-1), si trovava a preparare il match contro il Siracusa, che, da far suo, era riuscito a raddrizzare le sorti della gara di Pagani a dieci minuti dalla fine, pareggiando il vantaggio iniziale degli azzurro stellati. Sappiamo tutti, come finì in tripudio aretuseo il turno successivo al De Simone. Ad oggi gli etnei giungeranno nella città del Gelone con in saccoccia cinque vittorie consecutive. I Leoni attendono affamati l’Elefante nella loro tana. Per i padroni di casa, all’indomani della sfilza di nove punti di fila strappati su tre gare, il filotto si interrompe nella gara interna contro il Matera. I lucani passano per 1-2, consegnando il Siracusa alla sfida, da piani alti, del Veneziani. A salvare i siciliani il secondo rigore concesso in altrettante ultime due gare. L’1-1 di Monopoli mette un punticino in tasca alla formazione del Presidente Cutrufo alimentando i “crampi allo stomaco” dei suoi. Una sete di vittoria che, a tutti i costi, gli undici aretusei vorranno saziare. Gli uomini di Lucarelli preparano questo “derby” dopo aver battuto il Monopoli al Cibali (proprio come la scorsa stagione) ed osservato il turno di riposo. Stessa pellicola per i ragazzi di Paolo Bianco:punto conquistato in trasferta all’ottantesimo, ripercorrendo ciò che successe l’annata passata quando, prima di sfidare il Catania, raggiunsero la conquista del punto sul campo della Paganese a soli dieci minuti dal fischio finale. Coefficiente di difficoltà, per gli etnei, davvero alto in un contesto, quello del De Simone, incandescente.
SFIDA DA VERTICE: il Siracusa, squadra formato trasferta, ha finora conquistato quattordici punti. All’interno del proprio stadio ha messo a referto soltanto quattro punti: una vittoria inferta ai danni del Cosenza (4-2), il pareggio a reti inviolate contro la Fidelis Andria e la sconfitta interna contro il Matera (1-2) (non considerando il match contro l’Akragas che gli Azzurri hanno disputato tra le mura amiche ma, ufficialmente, da ospiti). Riassumendo: sul proprio campo i Leoni realizzano sei reti ma ne subiscono tre. Trend opposto in trasferta. Dieci punti frutto di tre vittorie (Rende, Fondi ed Akragas), un pareggio (Monopoli) ed una sola sconfitta (Trapani). Otto goal all’attivo e tre al passivo. Gara, quella contro il Catania, fondamentale per un Siracusa che sogna il sorpasso sulla più quotata formazione rosso azzurra.
CAMALEONTICI: Dato il commiato ad Andrea Sottil (passato a dirigere le sorti tecniche del Livorno) il duo Cutrufo- Iodice affida la panchina siracusana all’emergente Paolo Bianco, altro ex Catania, fino ad allora intento a formare nuove leve in quel di Sassuolo. Tra i pali l’inamovibile Matteo Tomei. L’ex Pordenone fa da chioccia ai compagni di reparto Genovese e D’Alessandro. A copertura del proprio estremo difensore saranno, verosimilmente, in quattro. Reparto arretrato predisposto, nelle sue qualità, a prediligere un gioco di marcatura asfissiante sui propri diretti avversari. Ai lati ballottaggio, sull’out destro, tra Manuel Daffara (scorsa stagione ad Ancona) e Tino Parisi (ritorno in “patria” dopo una stagione di B e due di Lega Pro tra le fila del Catania). Sul lato opposto corsia mancina contesa tra Andrea De Vito (ex Messina) e Daniele Liotti (arriva dalla Juve Stabia). Coppia centrale formata dalla granitica esperienza di Marco Turati e Gian Giacomo Magnani (a Siracusa dopo l’esperienza al Lumezzane). Avvezzi alla copertura, rare volte si registrano discese che permettano di porre in superiorità numerica mediana ed attacco. Mucciante ed il giovane Punzi completano il pacchetto arretrato. Alla staticità difensiva corrisponde un centrocampo più duttile. Proteggono lo spazio di manovra il duo Fernando Spinelli (capitano)-Marco Palermo. In fase di spinta possibile assistere alla staffetta Palermo-Carmine Giordano. Variegato, per caratteristiche, il trio al quale spetta imbastire l’azione offensiva. Esterni “nuovi di zecca” con i le new entry Salvatore Sandomenico (sinitra) e Fabio Mangiacasale (destra) a sostegno di Emanuele Catania, notevole nella dote di inserimento senza palla. A disposizione Marco Toscano, Orazio Di Grazia e Paolo Grillo, giovanotti di belle speranze sorretti dall’esperienza di Nicola Mancino, estroso trequartista ex Andria, pronto a far il suo ingresso al cospetto di avversari che fanno dell'”abbottonamento difensivo” il loro piatto forte. Punta centrale Filippo Scardina, terminale offensivo al quale spetta il compito di tener alto il baricentro permettendo alla propria mediana di avanzare per vie centrali. Titolare dello scacchiere tattico forgiato da Paolo Bianco, Scardina, risulta un finalizzatore puro. Rapace da area di rigore costantemente stanziato sugli ultimi ventri metri della manovra offensiva. Martinez il ricambio naturale (nonostante sia una seconda punta), con Simone Mazzocchi (adattato nell’utilizzo a trequartista, soluzione che permette di velocizzare le trame di gioco) e Vittorio Bernardo ad attendere il momento propizio per l’utilizzo.
Siracusa-Catania: fame contro appagamento?…lo scopriremo sabato dopo le 22,00.
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