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giovedì 17 Settembre 2026

Brevissime

Hope 3 – Faccia a faccia con il lupo

Pietro SantonocitoAggiornato
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Hope 3 - Faccia a faccia con il lupo

Hope 3 – Faccia a faccia con il lupo

Decisi più che mai, i “sei del cunicolo” si apprestano a seguire il consiglio del giovane talentuoso ubriaco e s’incuneano attraverso la strettoia, a due passi da lì. Cosa troveranno aldilà della stessa? Questa è una storia che non ci è dato sapere…ancora.

to be continued…

Così si concludeva il secondo episodio del nostro racconto, dove la squadra di malcapitati acquista due seguaci, fra il palese bisbigliar di chi non nasconde le sue perplessità. Catania e i nostri giovani amici si inoltrano fra angusti sentieri, tempestati da strane creature e composizioni spettrali della natura che li circonda. Avanti a loro, Matteo Pisseri a far luce sul tragitto ed il “tracannante” Maks Barisic.

« Ti sei lamentata dell’alchimista, Matteo Pisseri, e guarda chi abbiamo davanti! » borbotta Pietro.

« Non potevamo lasciarlo lì, in balia del suo destino, Pietro! » puntualizza Giuditta.

« In balia del suo whisky, vorresti dire… Sembra che sia l’unica cosa che gli importi! » riprende Pietro.

« Quante storie! Sono sicura che si renderà utile quando meno te l’aspetti! E poi quel Pisseri non mi piace nemmeno un po’… »

« Ma almeno lui è di aiuto! Ci illumina la via! Questo zoticone beve solo Slivovitz, punto e basta!! » si inalbera Pietro al sentir le difese da parte di Giuditta nei confronti dell’alcolizzato cronico.

« Silenzio! Basta punzecchiarsi! Pensiamo a cercare una via d’uscita e restiamo uniti” » tuona Catania, cercando di ristabilire l’equilibrio tra Giuditta e Pietro.

Con qualche fatica, il sestetto procede verso l’unica via percorribile che, però, ad un tratto prende due biforcazioni: a destra, una nube fitta e oscura non permette di vedere oltre, celando i più terribili misteri; a sinistra, un sentiero tranquillo, che si para davanti ai nostri amici come la via migliore da imboccare…tranne per…

« Ragazzi, sembra un sentiero innocuo, ma ho un cattivo presentimento! Mi fa più paura questo che l’altro! » profetizza Filippo preoccupato.

« No ragazzi, sigh! La strada giusta è questa qui, sigh! » ribadisce Maks.

« Ma che ne vuoi sapere tu! Hai l’aspetto di un morto-vivente! » attacca Pietro.

« Sciocchezze! » replica Giuditta, « … il nostro Maks sa dove portarci, ne sono sicura… ».

Un brivido sale su per la schiena di Catania il quale, con qualche remora, avalla la proposta di Maks Barisic ed il gruppo prosegue per il sentiero più “facile”. Ad un certo punto, ecco che il sentiero si interrompe… Aldilà del più tetro pensiero di ognuno dei nostri amici non c’è altro che… UN MURO!

« Nulla! Più nulla del nulla! Ecco dove ci ha portato il tuo caro “mister-tequila-boom-boom”! » protesta Pietro imbizzarrito dalla situazione problematica.

« Scusate! » risponde Barisic, « … devo smettere di bere, altrimenti non ricorderò più nemmeno dove abito…scusate ancora. »

« E me la mangio squarata! Così si dice a Catania… » si lamenta Pietro.

« Io ve lo avevo detto… » sentenzia Filippo, non senza ragioni, vista la situazione.

In mezzo a questo ambaradan di discussioni, tra chi scarica barile addosso di chiunque, cercando di far valere le proprie ragioni, un lupo costeggia il margine della fiancata rocciosa, certamente non con fare amichevole. Resosi conto del pericolo, il nostro caro ubriacone…scompare nel buio dell’oscurità, lasciando il gruppo senza batter ciglio. I cinque poveri disperati non riescono a darsi delle spiegazioni per questo gesto di vigliaccheria, ma non c’è tempo per piangersi addosso…

« Ragazzi, calma e sangue freddo! State tutti vicini a me e non fate mosse avventate » suggerisce Catania con un certo senso di protezione. Dopo l’arrivo della seconda bestia, i nostri sventurati amici realizzano di trovarsi in una vera e propria tana di lupi.

« Un bastone, svelti! » chiede Pietro.

« Eccolo Pietro! » lesta Giuditta nel cercare e trovare qualcosa per difendersi. Il più grosso di loro, certamente il lupo alfa, si avvicina con passo felpato e denti digrignanti verso i nostri amici. Il sangue si congela e la pelle non è che uno strato amorfo, dove scorre, inarrestabile, la paura di diventare una cenetta coi fiocchi. Lo sguardo minaccioso del lupo alfa attraversa gli occhi di Catania il quale, tuttavia, non abbassa il capo in segno di resa. Questo atteggiamento di sfida offende la bestia che ulula al cielo e ordina l’attacco. In pochi attimi il suo branco si scaglia verso Catania & co. che si difendono con bastoni e pietre. Maaa…una freccia colpisce in pieno occhio una delle bestie del branco, lasciandolo, esanime, accasciato al suolo.

« Ehilà! Vi serve una mano? » domanda una strana figura in lontananza.

« Direi… Giusto in tempo, grazie! » asserisce Catania.

Il baldo arciere si unisce al gruppo e combatte assieme a loro, fianco a fianco. Le sue frecce non lasciano scampo e si conficcano nei punti vitali delle bestie che colpiscono, riducendone il numero. Tuttavia, l’ululato di richiamo del lupo alfa provvede al raduno di altri lupi nelle vicinanze, attirandoli nella tana in soccorso al branco. A questo punto la situazione si fa delicata e continuare a combattere non risolverebbe la situazione.

« Catania che facciamo! Ne arrivano a bizzeffe, non resisteremo ancora per molto! » fa notare Filippo al gruppo.

In quel preciso istante, Catania viene scaraventato a terra da un lupo. Neanche il tempo di alzare il capo che uno strano viscidume, dall’odore a dir poco nauseabondo, cola giù per la sua maglietta: il cane alfa si mostra dinnanzi con tanto di zanne, pronte a sbranarlo. Mentre Catania si appresta ad accettare il suo triste destino, un potente fascio di luce acceca tutti, mettendo in fuga il famelico branco di lupi. I poteri di Pisseri hanno superato anche la sua stessa comprensione, rilasciando, proprio nel momento del bisogno, una luce mille volte superiore rispetto a quella che aveva illuminato il tragitto sino ad ora.

« Straordinario! » professa meravigliato il nostro arciere. « Mi chiedevo cosa fossi capace di fare, oltre a creare quei giochini di luce. Comunque, non ci siamo presentati, sono Andrea Mazzarani e questi sono il mio arco e frecce ».

« Matteo Pisseri, l’alchimista, piacere di fare la tua conoscenza. Credo che, se avessimo riposto le nostre speranze di salvezza solo sul tuo arco e frecce, saremmo già cibo per lupi ».

« Ahhhh! Avevo la situazione sotto controllo… » si pavoneggia Andrea.

« … (e menomale) » bisbiglia Filippo.

« Chi ha parlato? » replica con tono imponente il nostro arciere.

« Nessuno, Andrea! Anzi, mille grazie per il tuo aiuto, senza di te non ce l’avremmo mai fatta. Grazie anche a te, Matteo, ma sul tuo valore non ho mai avuto dubbi ».

« Resta un solo dubbio, ragazzi: come fare ad uscire da qui? Tornare indietro sarebbe comunque troppo rischioso » precisa Giuditta.

« Non resta altro che scalare questa parete rocciosa…e alla svelta! I lupi potrebbero tornare da un momento all’altro » aggiunge Pietro.

Detto, fatto. La stramba combriccola si appresta a scalare, passo dopo passo, aggrappati alle fessure più sporgenti, la parete rocciosa che si prostra dinnanzi. A fatica e ancora grazie alla luce di Matteo Pisseri, i nostri amici riescono ad arrivare sino alla vetta. Cosa riserverà loro il destino? Questa è un’altra storia…

…to be continued…

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