Equivoci tattici: Scoppa – Calil – Mazzarani
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Equivoci tattici: Scoppa – Calil – Mazzarani
I postumi della sbornia di Catania – Messina, ove gli etnei si sono imposti magistralmente per 3-1, hanno fatto trasparire segnali confortanti per ciò che concerne l’aspetto puramente concreto del calcio: fare gol. Con l’arrivo di Mazzarani, tuttavia, il nucleo dei problemi – o, meglio, degli equivoci tattici – da sciogliere aumenta ancora di più, mandando il tifoso nel totale oblio per ciò che é strettamente legato alla compattezza di squadra. Il dubbio che, subito, sorge in mente è la mancanza di una squadra tipo, vale a dire di 11 giocatori su cui si può fare sicuramente affidamento. A questa domanda, posta puntualmente e giustamente dalla stampa locale, Pino Rigoli si dimostra schivo sempre allo stesso modo, dribblando in maniera ripetitiva, stile Pancaro, i giornalisti con la stessa risposta:”Abbiamo una rosa di titolari”. Questa è un’ottimo modo di fare, tale da permettere all’asticella della squadra di non abbassarsi troppo, ma crea confusione nei meccanismi di gioco, schemi, posizionamento e affiatamento dei singoli tra loro, allungando quel processo di “quadratura” che vede, ad oggi, un Catania molto simile ad un solido amorfo, piuttosto che uno dai tratti conosciuti. L’unica certezza, paradosso nel paradosso, ad oggi risulta proprio Andrea Di Grazia, su cui ci siamo lungamente espressi negli articoli precedenti.
A ciò va aggiunto il problema equivoco dei singoli, amletico dubbio che attanaglia le menti di tutti, addetti ai lavori e non. Uno su tutti proprio Calil – non scoperto ieri – manifesta sempre una certa difficoltà nel trovare la sua posizione ideale. Escludendo le doti tecniche sopraffine, attualmente sembra più un “tappabuchi” tolto dal cappello all’occorrenza che una vera e propria pedina fondamentale su cui trova fondamenta solide il gioco del Catania. Discorso simile va fatto per Russotto, il quale non è stato quasi mai decisivo o trascinatore della squadra in questo inizio di campionato e non stimola neanche troppo il pensiero di Mister Rigoli. Per non parlare di Piscitella: decaparecido nelle ultime 3 partite. Un ragazzo cresciuto nella primavera della Roma che non è dispiaciuto mai, ma non viene considerato dal telefono ecnico di Raccuja, né dall’inizio, né a partita in corso.
Caso da “x-files” risulta, poi, Scoppa, giudicato il nuovo Pirlo della Lega pro e relegato in panchina a “capire com’è articolato il campionato italiano di terza serie”, filastrocca che diventa persino stancante da recitare ai vostri figli prima della buonanotte. Si cercava il metodista e ci si è accorti che, invece, risulta inutile perché puntualmente marcato a uomo dagli avversari, divenendo, di conseguenza, un uomo in meno. La soluzione, pensate un po’, risiede proprio nel mettere in campo tre “bulldozer”, con Biagianti a fungere da Dorothy dalle scarpette rosse (il che è tutto un dire).
Con l’arrivo del talentuoso Andrea Mazzarani, si va ad aggiungere un altro equivoco in più: il primo è, senza dubbio, la posizione del giocatore nello scacchiere tattico di un possibile 4-3-3. Se così fosse, allora risulterebbe ridondante l’utilità di Scoppa che, a quel punto, potrebbe realmente andare via, visto che l’ex Modena ha piedi ed esperienza da vendere da non far spazientire nessuno. Altrimenti, lo potremmo vedere in un 4-2-3-1 come trequartista dietro le punte, facendo diventare proprio Calil l’equivoco, non solo tattico.
Insomma, niente è davvero chiaro dopo questi ultimi colpi di mercato. La speranza è quella di farci capire, un po’ a tutti noi, cosa voglia fare da grande questo Catania…perché, fin’ora, non lo abbiamo capito. A Melfi tracciare la rotta…
Pietro Santonocito
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