Catanzaro – Catania 1-2: è giunta l’ora di…

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Catanzaro - Catania 1-2 - è giunta l'ora di
fonte foto: Catanzaro TV

Marotta e Di Piazza ribaltano il passivo: al Ceravolo Catanzaro – Catania 1-2. D’ora in poi, vietato sbagliare.

Catanzaro – Catania 1-2. Acuti altisonanti tra il suono frusciante del vento calabrese quando passa attraverso delle fessure, lasciate per troppo tempo aperte.

È una muta che ci piace: colorata, consistente, resiliente. Veste lo scheletro rossazzurro dall’interno, conferendo forza e convinzione nei propri mezzi ad ogni secondo trascorso nella giungla giallorossa.

Poteva essere una debacle, ma non lo è stata; poteva essere l’ennesimo cardiogramma piatto, ma non lo è stato. Stavolta, chi ha ribaltato i pronostici a suo sfavore aveva un blasone più rinomato del carnefice.

Buone…novelliniane

Lo stufato ha un buon sapore. Si gusta bene nel palato e l’odore di quel che potrà essere (e non è stato) ci lascia ancora parecchio affamati.

I condimenti rilasciano il proprio profumo a cottura avviata: un pizzico di Marotta, qualche goccia di Di Piazza e miscelare omogeneamente nel calderone Marchese. Prendere il ricettario è buttarlo nel gabinetto.

Biancaneve ed il cacciatore, un “novellino” dalle spalle larghe e dal caldo fucile. Allontana quei lupi famelici dalle fauci e salva la donzelletta dal carattere di un agnellino bastonato.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma la prossima “strega” ha il pungiglione avvelenato e, se ti tocca, sei fritto!

Il famoso 3-5-2 che tutti odiano

Parlando in prosa, possiamo riconoscere a chiare lettere i meriti di Novellino, partendo da un modulo sin troppo odiato e maltrattato: il 3-5-2.

Non è, di certo, lo stesso modulo adottato dalla cura Sottil. Reparti corti, rimpalli a favore, corsa e…soprattutto…finalizzazione. Sarà colpa di…?

Difficile trovare il capro espiatorio, non ne usciremmo vivi. Possiamo, tuttavia, constatare che “qualche errore” è stato commesso. Partiamo dall’esclusione di Marchese e finiamo con il mancato esonero del tecnico ex Livorno.

Attenzione: nessuno vuole calare la mannaia addosso a Sottil. Ci è parso sacrosanto, sin dalla sconfitta di Bisceglie, che la squadra necessitasse di una “scossa”, per ritrovarsi, per mandarsi meno “a quel paese” in campo.

Più corsa

Diretta conseguenza del buon lavoro effettuato, sulla testa e sulle gambe dei rossazzurri, è una maggiore facilità di corsa. Piace la grinta e la capacità di raddoppiare le marcature; piace la tenuta atletica nel complessivo, dal primo all’ultimo minuto.

Per la prima volta in trenta partite, il Catania gioca una partita intera, lottando su ogni pallone e mostrando una costanza senza eguali.

Tutto acquisisce maggiore consistenza se l’avversario è un Catanzaro di Auteri, probabilmente non nel suo migliore momento della stagione, ma formato da giocatori brevilinei, rapidi e scattanti.

Ricucire le ferite aperte

Sicuramente tutti hanno sbagliato qualcosa. Non stiamo qui a giudicare, a sindacare o a porre tali errori su diversi bracci della bilancia rossazzurra, non ci compete.

Possiamo, invece, guardare il problema da un altro punto di vista: siamo o non siamo il Calcio Catania? A questa domanda il lettore si dia una risposta…concreta, tangibile, inequivocabile.

Che tu sia un dirigente rossazzurro, un tifoso…un ultrà, dove vorresti essere giorno 10/03 per Catania – Juve Stabia? Davanti la tv?

Ansimano le gambe, palpita il nostro cuore, è giunta l’ora di…FAR TREMARE I GRADONI!

Pietro Santonocito

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