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giovedì 17 Settembre 2026

Brevissime

Sin dal principio…padroni del nostro destino

Pietro SantonocitoAggiornato
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Catania - Siena 2-1
fonte foto: newsicilia.it

Catania – Siena 2-1 (3-4 DCR): la vittoria più amara degli ultimi 5 anni si è consumata ieri davanti a 20.000 tifosi rossazzurri. Non bastano le reti di Curiale e Lodi nei 90 minuti regolamentari: ai rigori, decisivi gli errori di Blondett e Mazzarani.

Il rintocco straziante

Catania – Siena 2-1. Viene l’amaro in bocca a pensare a quello che avrebbe potuto essere…e invece non è stato. Tutti i presupposti di fame e sete calcistica si dissolvono al rintocco straziante di quella traversa, l’ennesima di un campionato sin troppo ingiusto nei confronti della compagine rossazzurra.

L’attimo preciso in cui quel suono comincia ad acutizzarsi scaglia un fascio di lance ai tifosi etnei sugli spalti, una per ognuno di loro. Il battito pulsante dello stadio Massimino, una volta trafitto da 20.000 lame affilate…si spegne inesorabilmente. Tu-tum, Tu-tum, tum…tum.

Il silenzio, seguente al rintocco, geme. Tutt’ad un tratto sembra che l’aria fosse stata aspirata da chissà quale arcano marchingegno, progettato sapientemente per lasciarci senza parole.

Rimasti senza

Non erano pianti che orecchio udir poteva. Non erano urla che la rabbia acuir sapeva. Era tutto, fuorché questo: rimasti senza…

Capo chino e un sospiro che moriva non oltre un palmo dalla propria bocca. L’immagine di una mamma che teneva la propria figlia addormentata tra le braccia, con gli occhi chiusi e stanchi, inteneriva quei passi impacciati di una tifoseria che teneva gli occhi aperti d’inerzia, ma non si rendeva conto di cosa essi avessero visto.

E come poteva essere altrimenti? Sembrava come aver assistito ad un film horror dalla rara fattezza, colmato con la promessa di non rivedere mai più la luce del sole. Non fu proprio così…forse peggio.

Quella gente, accorsa al Massimino in massa, dando l’esempio di una Tifoseria da serie A, con la T maiuscola e con gli attributi, non ha trovato più la via di casa. Sperduta. Smarrita tra il “Voler andare a casa” ed il “Dover andare a casa”, al confine tra le idiozie digerite nella stagione appena conclusasi.

Mancavano le forze; le gambe non sembravano attaccate al terreno e la “pressione psicologica” di un evento così raccapricciante, limitava le intenzioni. Si era vinto sugli spalti, ma sul campo si era perso. Tutti hanno perso.

È questa sensazione di svuotamento che non ci conferisce la piena consapevolezza di cosa sia successo ieri, allo stadio Angelo Massimino, al rintocco straziante della mezzanotte. Nessuno lo ha ancora capito. Forse, nessuno lo capirà mai.

Rimasti senza fiato, senza rabbia, senza recriminazioni, senza capri espiatori da giustiziare al patibolo. Rimasti… senza…

Impalati

Un “quasi-gol”, ecco di cosa si tratta. La traversa, sia essa non perfettamente levigata, ha detto che non è tempo di serie B. Tante, troppe volte un palo, una traversa, un millimetro di troppo ha condizionato una partita che, altrimenti, avrebbe avuto un retrogusto decisamente più dolce.

Eppure, tante, troppe volte si è pianto sul latte versato, noncuranti che la minestra che scotta si poteva ancora mangiare. Forse, non era necessario bagnarsi troppo prima di piovere, né spadroneggiare su una terra lacerata dal dolore di questi ultimi anni con piagnistei, alibi e false promesse.

Si poteva e si doveva lasciare meno spazio alla Dea Bendata di decidere le nostre sorti. Davanti alle difficoltà, si è scelto di affidarsi agli alibi per giustificare il “tutto”…che non ha portato a “niente”. Conferenze su conferenze, una il copia e incolla dell’altra, messe su solo per “distogliere l’attenzione” da quelle che erano le problematiche effettive di questo Catania. Neanche questo è bastato, ahinoi.

Sbagliare è umano…ma perseverare è diabolico. Gli errori esistono per farci capire in che cosa dobbiamo migliorare per raggiungere i nostri obiettivi. Non commetterne nemmeno uno significa una cosa sola: essere infallibili. Questa è pura utopia, ma continuare a sbagliare sempre allo stesso modo vuol dire non aver capito quale sia codesto problema.

Ci si è rivolti alla “moda glamour del momento”, quella che riempie i giornali, ma non la pancia: i mental coach. Vassalle e Tavoletti, senza rancore alcuno verso la loro professionalità, sono arrivati ai piedi dell’Etna come dei “Salvatori della Patria”, con trombe squillanti e parolieri pronti a tesserne le lodi prima ancora di vederli scendere da cavallo.

Qual è stato il risultato? Quale, il giovamento? Non riusciamo ad apprezzarlo, purtroppo. Sarà colpa della nostra indole ottocentesca, ringalluzzita da quei principi calcistici e di quei metodi “alla Massimino”, ma, nonostante lo sforzo, non riusciamo a comprendere l’utilità di queste due figure lavorative. In tutto questo, l’unica cosa che, concretamente, si è riuscito a fare è…restare IMPALATI. Come se non bastassero quelli delle porte avversarie.

Catena di destra: un fallimento

Per tutta una stagione intera, la catena di destra si è rivelata il punto debole di questo Catania. Quei pochi attacchi avversari centuplicavano la propria efficacia se condotti dal fianco destro dei rossazzurri (sinistro per chi attaccava).

Né Semenzato, né Esposito hanno saputo offrire garanzie. Delude, certamente, più il primo che il secondo, essendo stato acquistato dal Pordenone per una cifra importante; il secondo, un po’ meglio, ma ancora troppo acerbo per una piazza come Catania.

Col senno di poi, ma neanche troppo, a dire al vero, possiamo benissimo affermare che si doveva fare qualcosa in più a Gennaio, in sede di mercato, per correggere, ad esempio, questo grande errore di valutazione, cosiccome altre lacune “più veniali”. Non si è potuto o non si è voluto? Una domanda diretta che necessiterebbe di una risposta diretta nei minimi dettagli.

Scelte di lucarelliana comprensione

Per sopperire a questa “pecca”, Lucarelli ha “inventato” Barisic quinto di centrocampo. Eppure, nonostante le nostre imprecazioni al riguardo, il centravanti sloveno ha ben figurato in quella zona del campo, giustificando le scelte del tecnico livornese. Tuttavia…Barisic rimane – e rimarrà sempre – una punta centrale, tolta ad un ruolo che necessitava alternative.

Appunto, l’attacco. Tanto chiasso e tiritere varie per acquistare Francesco Ripa e poi? Solo 7 gol del centravanti battipagliese. Mai un gol in casa, mai decisivo nei momenti topici (salvo pochissime partite), mai trascinatore. Non basta un gol a porta vuota contro la Feeralpisalò per dimenticare tutti i “non-goal” clamorosamente divorati nell’arco di tutto un campionato.

Futuro: da chi ripartire?

Sarebbero tanti gli aspetti da andare a citare per attribuire a Cesare quel che è di Cesare, ma non basterebbe un articolo intero per poterle nominare tutte.

Bisogna cancellare al più presto questa delusione cocente e ripartire dagli uomini giusti. Sì, ma da chi? Prima di tutto viene da pensare alla guida tecnica, incapace nel saper gestire i momenti più importanti del torneo. Se Lo Monaco, tuttavia, dovesse riconfermare Lucarelli, allora vorrà dire che non vi è nulla di meglio sul mercato.

Servirà capire quali giocatori possiedono ancora le giuste motivazioni per condurre un campionato da primo posto assoluto (perché di questo bisognerà parlare).

Servirà progettare il campionato nei minimi dettagli, senza tralasciare nessun particolare. Non serviranno più tante parole…questo è certo. Convinti, più che mai, di essere PADRONI DEL NOSTRO DESTINO.

Le pagelle:

Catania (3-5-2): Pisseri 8; Aya 6,5 (dal 90′ Blondett 5), Tedeschi 5, Bogdan 6; Barisic 6 (dal 52’ Russotto 6, dal 35’ st Manneh 6,5), Lodi 7,5, Biagianti 8,5 (dal 26’ st Mazzarani 4,5), Rizzo 6,5, Porcino 6; Caccavallo 5,5 (dal 52’ Di Grazia 5), Curiale 6. A disposizione: Martinez; Esposito, Semenzato, Marchese, Bucolo, Mazzarani, Brodic, Ripa. All. C. Lucarelli 5.

Siena (4-3-3) – voto nei 180 minuti – 6: Pane; Rondanini, Panariello, Sbraga, Iapichino; Bulevardi, Gerli, Vassallo (dal 38’ st Marusso); Neglia (dal 38’ st Damian), Santini (dal 27’ st Guberti) (dal 90′ Cleur), Marotta. A disposizione: Rossi; Crisanto; Brumat, Dossena, D’Ambrosio, Solini, Mahrous, Damian, Guerri, Emmausso. All. M. Mignani.

Arbitro: Maggioni di Lecco

Marcatori: Santini al 31′; Curiale al 44′, Lodi al 67′

Ammoniti: Biagianti (C); Santini (S); Caccavallo (C), Vassallo (S), Bulevardi (S), Bogdan (C), Gerli (S), Iapichino (S), Rondanini (S)

Espulsi: Iapichino (S); Rondanini (S)

Fonte foto: newsicilia.it

Pietro Santonocito

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