Catania, presentato il nuovo organigramma societario!
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Catania, presentato il nuovo organigramma societario!
Giornata di presentazioni in casa Catania. Il via alle danze lo dà Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole durante la conferenza stampa odierna:
“Christian Argurio è stato già a Catania ai tempi della A. Poi ha Fatto un excursus in società come Akragas e Messina in Lega Pro. Non sta a me presentarne le credenziali. Mangia calcio. Il compito del Direttore Sportivo è quello di approvvigionare la società degli elementi giusti come lavoro di ricerca, proposta, rapporti con i calciatori, i club. Argurio è un uomo di campo, noi ci auguriamo che possa mettere le proprie conoscenze al nostro servizio compiutamente e nei modi dovuti.
“Poi abbiamo due ritorni. Il coordinatore dell’Area Tecnica Mario Marino è stato agli albori di questa società. Ai primi anni di B, anche se aveva sulla carta mansioni diverse, era con noi in quel periodo. Successivamente è andato a maturare esperienze in tante altre squadre di D, formazioni siciliane e di un calcio che solo sulla carta è definito l’ultimo calcio, invece secondo me il calcio dilettantistico fatto a certi livelli è la base. E’ un gradito ritorno a Catania. Curerà la possibilità e la voglia da parte nostra di ripristinare tutti i rapporti con le società minori, con il calcio giovanile ed il calcio di Lega Pro. Sarà un lavoro di rapporti societari, di ricerca, lavorando a diretto contatto con il Direttore Sportivo ed il Responsabile del Settore Giovanile, che sono delle parti del Catania importantissime. Interagiranno tra di loro”.
“Abbiamo anche il ritorno di Alessandro Failla che per tanti anni è stato Responsabile del Settore Giovanile e riprenderà questa mansione con deleghe anche in altri settori della vita della società che andremo a definire nei tempi giusti. Un elemento che crescerà nella struttura. Sono inevitabili, prossimamente, cambiamenti anche in altri settori dirigenziali”.
“Fatta questa premessa, ricordo a tutti che il 15 luglio riprenderemo l’attività e convocheremo la squadra. Poi sarà il turno delle visite mediche ed il 16 luglio forse presenteremo la squadra presso l’Università di Catania, abbinando il mondo della città alla squadra, una cosa a cui teniamo particolarmente. Andrò a trovare il sindaco e l’amministrazione dopo l’iscrizione. Ho letto con piacere che il sindaco Bianco è disponibile ad essere accanto al tentativo di rilancio e di riappropriazione di un terreno giusto da parte del Catania. La disponibilità la andremo a verificare molto presto. Conoscerò il questore, il prefetto. Renderò visita ai vari organi d’informazione, televisioni. Non abbiamo mai lesinato la presenza di nessuno. Un nostro tesserato sarà sempre presente alle varie trasmissioni. Io cercherò di essere anche partecipe a questo tipo d’incontri, a situazioni che devono servire certamente ad unire e non dividere”.
“La squadra è già fatta, l’allenatore è già preso. Abbiamo altri problemi in questo momento, stiamo cercando di sistemare qualcosa. Il desiderio unico è quello di ridare al Catania la propria casa. Ci metteremo 3-4 anni o quelli che saranno, ma è l’obiettivo che si devono mettere in testa tutti. Dal primo dei dirigenti all’ultimo dei calciatori e di chi lavora in questa struttura. Io in sei giorni mi sento frullato… in così poco tempo ho i capelli bianchi (ride, ndr). Scadenze in vista della prossima stagione? Dobbiamo soddisfare determinati requisiti. Ad esempio bisogna ancora pagare quattro mensilità. Il piano di risanamento è pazzesco, se riusciamo a concretizzarlo sarà davvero un miracolo. Quando ti danno un pugno, se ti difendi nella fierezza di essere, i pugni cerchi di attutirli. Noi vogliamo fare così, ci siamo. La nostra azienda vuole tornare a creare modelli positivi, tutti dobbiamo sentirci fieri di fare parte di questa azienda”.
“Il discorso delle cinque componenti è fondamentale. A questo proposito, ho letto tante cose dopo la mia conferenza stampa di presentazione. Ad esempio una lettera di gruppi organizzati contenente tante eresie e voglio puntualizzarle. Io non sono un socio del Calcio Catania, non l’ho mai preteso. Io ho chiuso la mia vertenza col Catania a zero euro. Ho fatto un atto di amore. Io non avrei mai permesso che ci fosse lo sprofondamento societario, avrei tentato qualsiasi cosa. La mia riappacificazione con Pulvirenti è una situazione personale che non è giusto mettere in piazza, frutto e conseguenza dell’amore che ho per questa squadra. Io non ho mai fatto la difesa a prescindere di Pulvirenti. Sono stato il primo a stigmatizzare determinate cose. Passando dalla A alla Lega Pro in tre anni sarebbe impensabile non ricercare colpevoli. Ma la gente condannata paga la sua pena, poi può tornare alla vita normale”.
“Amiamo o non amiamo? La gente di Catania ama il Catania, ce l’ha dentro, sente il Catania. Il Calcio Catania è un malato che ha rischiato di morire ma vuole riprendersi e fare la sua riabilitazione per cercare di essere un elemento vigoroso e pieno di forza. Ai gruppi organizzati dico di informarsi meglio su come stanno le cose. Io non sono un conciliatore, non santifico nessuno. Io amo questa struttura perché è costata tanto e farò di tutto affinché le cose tornino.”
Fabrizio Fasone
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