Catania – Picerno 1-0: top e flop

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Catania - Picerno 1-0 top e flop
fonte foto: Live Sicilia Sport

Riescono a spuntarla gli etnei, grazie ad un gol provvidenziale di Mazzarani. Palesi le amnesie difensive, ma vittoria pesante. Catania – Picerno 1-0.

Catania – Picerno 1-0: top e flop. Primo tempo in panne per i primi quaranta minuti da parte dei rossazzurri, che costringono mister Camplone a rimescolare le carte. Entrano Welback e Rossetti per gli evanescenti Llama e Barisic.

Situazione completamente diversa nel secondo tempo dove Camplone esce fuori dai suoi schemi presentando un atipico 4-3-3: Di Piazza e Curiale assieme, con Mazzarani mezz’ala. Le sue scelte lo premiano ed il Catania si distende in attacco in maniera più convincente.

Da una cavalcata di Calapai, Curiale converte per l’accorrente Mazzarani che insacca, 1-0.
È un buon momento per i padroni di casa, che vanno vicini al raddoppio grazie alla bordata di Rossetti, stampatasi sulla traversa.

Da lì a poco il Catania tira i remi in barca e gli ospiti vanno vicini al pareggio in contropiede (Nappello telefona a Furlan).

Sul finire gol annullato a Calabrese per posizione di offside sul tiro cross di Sambou. Finisce così il match del Massimino col Catania che sale a quota 15 punti scavalcando momentaneamente il Bari e portandosi ad un punto dalla quarta posizione.

TOP

MAZZARANI. Primo tempo pieno di errori nonostante sia il più mobile dei suoi (il che è tutto un dire). Ripresa sprint per lui, che abbassa il suo baricentro di una decina di metri ma paradossalmente incrementa il suo raggio d’azione. L’ ARCIERE COLPISCE ANCORA.

CALAPAI. Notevoli le sue scorribande sulla fascia destra, stavolta, con grande efficacia. Suo l’assist per il gol di Mazzarani ma concede qualcosa in fase difensiva. CALA BENE CALAPAI.

FLOP

LODI. Male nel primo tempo quando, a bocce ferme, si concede il lusso di tenere il pallone fra i piedi qualche secondo di troppo, favorendo i contrasti lucani e pericolosi contropiedi. Viene sempre tagliato fuori e non riesce mai ad incidere sul match, privo di calci da fermo per esaltare le sue doti. FARO FULMINATO.

MBENDE. Fuori dal contesto di squadra. Non riesce mai a sincronizzazione i suoi movimenti con quelli di Silvestri, tenendo in gioco gli avversari in più di un’occasione. Come notato a Terni, la sua stazza non lo aiuta a prenderla di testa. FUORI DAL CORO.

Giuditta Agata Leotta

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