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mercoledì 16 Settembre 2026

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CATANIA, Pellegrino: “Non mi sento traghettatore. Morale a pezzi, ma dobbiamo provarci”

Istinto Rossazzurro
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PellegrinoE’ tempo di presentazioni in casa Catania.

Dopo l’esonero del tecnico Rolando Maran tocca,infatti, al mister Maurizio Pellegrino(vecchia conoscenza dei rossazzurri,una parentesi da calciatore ed una da allenatore) raccoglierne il testimone. A presentarlo ci ha pensato il responsabile dell’area tecnica, Giuseppe Bonanno, precisando che non si tratta di una scelta di ripiego: “Auguriamo a Maurizio le migliore fortune sportive”, ha aggiunto il dirigente rossazzurro.

Così il tecnico ai microfoni di Itasportpress:”Io come traghettatore? Sono domande che debbano essere rivolte alla società. Personalmente sono felice della considerazione che mi ha dato questa società. Ho il dovere di cercarmi di impegnare per fare in modo che queste partite vengano affrontate nel migliore dei modi. Sono consapevole che la società in questo momento sa quello che vuole e dove vuole arrivare. E’ difficile spiegarlo al momento, la classifica impone forse il silenzio. In questo momento bisogna stare vicini a questa società. Cosa mi ha chiesto il mister? Farò l’allenatore a 360°, motivare i giocatori. Sono sei partite, non mi sento un traghettatore. Si dovranno motivare i giocatori e abbiamo l’obbligo di dare delle risposte dal punto di vista professionale. I giocatori? Li ho incontrati ieri in spogliatoio. Ho trovato una squadra abbattuta che ha problemi dal punto di vista psicologico. La società ha solidità e forte ed ha le idee chiare. Se dovessimo passare anche da una retrocessione, pazienza. Mancano ancora sei gare, abbiamo il dovere di provarci. Come preparare tatticamente la squadra? Non dormo da due giorni per questo. Abbiamo bisogno di certezze e di punti fermi per creare un’unità d’intenti. Gli errori, se ci sono stati, saranno analizzati a fine stagione e saremo pronti a ripartire. Settore giovanile? Ci credo tanto, così come la società che dimostra grande senso di appartenza e spero di trasmetterlo anche ai giocatori. Servirà più un lavoro psicologico o tattico? Il primo aspetto è importante, ma non c’è squadra lucida dopo delle sconfitte. Il morale è a pezzi. Le scelte che farò saranno autonome, sotto la mia piena responsabilità. Chi andrà in campo sarò pronto per fare una grande partita. 4-3-3? E’ un’idea, proveremo a vedere e a discuterne. All’interno di un modulo tattico però è importante l’interpretazione. L’ingresso di Petralia? Non c’è stata nessuna epurazione. Il professore è una persona degna ed idonea per questo compito”.

Di Fabrizio Fasone

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