CATANIA, lacci stretti e pedalare…
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Nulla da fare per il Calcio Catania. Respinto il ricorso presentato per lo sconto di 4 punti di penalizzazione. Adesso… CATANIA, lacci stretti e pedalare…
Ci avevamo sperato tutti. Avevamo sperato che la giustizia sportiva si passasse una poderosa mano sulla coscienza e riuscisse ad alleviare le pene di un Catania, ahi-noi, non più brillante come prima. La giornata di martedì è stata vissuta, dai più, come l’attesa per un piccolo spiraglio di giustizia, un momento per respirare profondamente dopo un’estate piena di singhiozzi e laceranti gemiti del cuore.
Il Collegio di garanzia del Coni – ultimo grado della giustizia sportiva – ha rigettato la richiesta del Calcio Catania di avere ridotta da nove a cinque punti la penalizzazione disposta dalla Corte federale d’appello, che ha punito la società per lo scandalo combine, legato all’inchiesta della procura di Catania I treni del gol. Immutata anche la multa di 150mila euro che il club dovrà corrispondere alla Federcalcio. Rigettato pure il ricorso dell’ex amministratore delegato Pablo Cosentino, che aveva chiesto la riduzione dei quattro anni di inibizione e della multa di 50 mila euro.
Si dimostra moderatamente tranquillo il legale della società rossazzurra, il quale, ai microfoni di Catanista, si esprime così:“Giocare questa partita in casa della controparte, la Figc, era un’impresa impossibile più che difficile. Io e Giovanni Grasso lavoriamo ormai da mesi portando avanti la nostra strategia. In sede di dibattimento abbiamo fornito le nostre motivazioni e non ci fermeremo, andando sino in fondo, magari chiamando in causa anche la giustizia ordinaria. Come dicevo era praticamente scontato che non ci restituissero nessun punto. Aspettiamo comunque con ansia le motivazioni di questa sentenza. Ne prenderemo atto e continueremo a lavorare. Mi sembra che tutto stia girando storto: è proprio di questi giorni la notizia del rinvio a giudizio di Pulvirenti da parte della Procura della Repubblica di Catania. Siamo soddisfatti per aver evitato alla società etnea il baratro del dilettantismo ma non ci fermeremo qui…”.
Da adesso in poi, salvo particolari altre contromosse, sarà necessario guadagnare quanti più punti possibili sul campo, ormai unica e insindacabile ancora di salvezza per gli uomini di mister Pancaro. Il rammarico resta, ma l’urlo nero di un cuore fatto a brandelli non potrà mai essere comparato con nessun dolore terreno. Rassegniamo le dimissioni di una vicenda dove, in un illecito che ha visto coinvolte più parti, sin’ora solo il Catania ha pagato…e, si sa, la carne rossazzurra è sempre la più tenera da spolpare per gli avvoltoi.
Un business chiamato…Italia! Lacci stretti e pedalare.
di Pietro Santonocito
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