Catania, Di Cecco:”Impossibile rifiutare la chiamata”
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Catania, Di Cecco:”Impossibile rifiutare la chiamata”.
Quest’oggi presentazione ufficiale alla stampa del centrocampista trentaduenne ex Lanciano Domenico Di Cecco, già in campo da titolare in quel di Andria. Questo il resoconto:
“Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad accettare la chiamata del Catania, in considerazione della situazione difficile della società etnea?”
“Arrivo in una società importante e sinceramente a 32 anni non me lo aspettavo. E’ chiaro che ero al corrente della situazione corrente, ma sinceramente non ci ho pensato su due volte.”
“Quali sono i punti di forza di questa squadra e quali quelli su cui migliorarsi?”
A primo impatto, a dire il vero, mi ha colpito il centro sportivo e l’organizzazione attorno a questa squadra…da serie A, non di certo da serie C. Sono stato accolto magnificamente dai compagni di squadra, sembrava di stare qui da anni. Lì in mezzo ci sono ottimi giocatori, ma io sono arrivato con tanta umiltà e cercherò di mettere la mia esperienza a disposizione della squadra.
“Qual è il ruolo di centrocampo dove preferisci giostrare?”
Negli ultimi anni ho fatto sempre la mezz’ala sinistra e non sono di certo il classico giocatore che ti fa il numero per saltare due avversari assieme. Preferisco dare maggior ordine tattico e andare a coprire gli spazi lasciati dai miei compagni. Ho fatto anche il terzino e diversi altri ruoli.
“A prescindere dalla posizione di classifica, credi nei play-off?”
“Secondo me, più che guardare la classifica sarebbe più opportuno vivere alla giornata, sacrificarsi ogni giorno ed affrontare ogni sfida per vincerla. Se guardiamo partita dopo partita possiamo prenderci delle belle soddisfazioni, se guardiamo già a lungo termine diventa tutto più difficile perché i punti di penalizzazione sono tanti.”
“Quali ricordi hai della sfida della scorsa stagione al Massimino in cui tu militavi nel Lanciano?”
“Entrare in uno stadio come quello ti colpisce e per noi, piccola squadra, uscire indenni di fronte a quel pubblico fu una grande soddisfazione. Ritornare da “amico” sarà ancora più bello.”
“Hai vinto il campionato di Lega Pro ad Avellino. Come si vince un campionato di Lega Pro e cosa è cambiato rispetto a quella stagione?”
“Rispetto alla serie B, in Lega Pro bisogna pensare meno alla tattica ed essere più concreti. E’ normale che troveremo squadre che si chiuderanno per strappare il punto a tutti i costi, ma noi dobbiamo aver più fame degli altri, anche se ci chiamiamo Catania. Con tanta umiltà e con la qualità di questa squadra possiamo fare davvero bene.”
“Ti riconosci in Davide Baiocco, nel modo di stare in campo?”
Più o meno abbiamo a comune le stesse caratteristiche, perché anche io amo mettere il mio temperamento a disposizione della squadra. Non mi sento un leader, uno che urla o uno che riprende i compagni, ma sono uno che cerca di dare l’esempio ed in silenzio far capire qual è la strada giusta.”
“Come giudichi la partita con l’Andria?”
Non era una partita facile perché loro si chiudevano e ripartivano. Noi, però, abbiamo fatto bene perché, in un campo del genere non era facile stare lì a fare passaggini complicati. Sono rimasto contento anche del fatto che nel secondo tempo siamo usciti fuori noi e non loro. Abbiamo affrontato la gara con la giusta mentalità.”
“Come vedi la scelta di Pancaro di schierarti dal primo minuto e che idea ti sei fatto di lui?”
“Non me lo aspettavo, ma credo che il mister avrà avuto le sue buone ragioni. Il mister mi è sembrato una persona eccezionale, anche se ha tante idee diverse da quelle a cui sono abituato e devo ancora capire bene cosa vuol e cosa cerca. Dal canto mio cercherò, il più possibile, di accelerare i tempi.”
“Ti vedi meglio nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1?”
“Negli ultimi anni mi sono sempre trovato a giocare nel 4-3-3 ed è quindi il modulo in cui mi trovo meglio”.
Domanda a Pitino-Ferrigno:”L’aver portato giocatori del calibro di Di Cecco è un sintomo di timore per non riuscire ad agguantare la salvezza o un tentativo di acciuffare i play-off?
Pitino:”Il nostro primo obiettivo è quello di migliorare l’organico, adesso e in proiezione futura. L’obiettivo era e rimane sempre la salvezza e possiamo dire di avere un gruppo di giocatori che la salvezza l’ha ormai raggiunta. E’ normale che tutti speriamo nei miracoli. Non è facile giocare con i punti che vanno e vengono. Probabilmente con un pizzico di serenità in più che ci è venuta a mancare avremmo qualche punto in più. Se dovessero presentarsi le possibilità favorevoli per migliorare la qualità della squadra lo faremo, perché è nostro dovere tentare di vincere ogni partita…poi ciò che verrà ci prenderemo.”
Ferrigno:”La durata del contratto del ragazzo fa capire la programmazione che sta facendo la società. Aver proposto un contratto di 18 mesi a Domenico programmiamo per il prossimo anno e nello stesso tempo diamo la possibilità all’allenatore di anticipare il lavoro di 6 mesi.”
“L’ambiente catanese come arriva a Di Cecco?”
Le emozioni che ti può far vivere una piazza come Catania è difficile provarle in altre piazze. All’inizio, più che il progetto tecnico, mi ha affascinato l’idea di tutto ciò che stava attorno. Poi, i dirigenti qui presenti sono stati molto convincenti e mi hanno cercato subito, quindi era difficile dire di no.
di Pietro Santonocito
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