Catania la fortuna ti presenta il conto ma non torna il resto.

Catania la fortuna ti presenta il conto ma non torna il resto.

POTENZA, SIRACUSA E CATANZARO: LA

FORTUNA AIUTA GLI AUDACI MA NON SALVA GLI STOLTI

 

 

Impalpabili, guardinghi ed inguardabili. Da Potenza al Catanzaro passando per il Siracusa il risicato cammino del Catania nelle ultime tre gare.

IMPALPABILI:l’alibi della stanchezza e degli impegni ravvicinati comincia a scricchiolare. Segni di una goccia di umidità che si annida tra le crepe dei muri di Torre del Grifo la si nota al Viviani. In casa del Potenza, sicuramente co protagonista in questo campionato, la squadra di Sottil ci arriva “rinfrescata”. Dopo il pari ad occhiale in quel di Monopoli il team etneo evita la ghigliottina della gara che si sarebbe disputata poco dopo quarant’otto ore con la Viterbese e si presenta all’appuntamento in terra lucana con una settimana di riposo alle spalle. Risultato: gli etnei subiscono la semplice efficacia del gioco potentino esprimendo una impalpabilità che la rende vittima dei padroni di casa. Il solo lampo di Biagianti basta per dire che l’attuale squadra vive, o meglio sopravvive, grazie ai gesti individuali dei suoi “plus” in organico. Il finale è un 3-1 che fa suonare i campanelli di allarme. Pericoli che il Catania aveva già incorso dalla prima giornata di campionato a seguire.

GUARDINGHI:la prima batosta non si scorda mai. Eppure i rosso azzurri, per almeno il primo tempo contro il Siracusa, sembrano averla dimenticata. Ovviamente dal punto di vista negativo. Una sconfitta avrebbe il compito di portare all’analisi completa degli errori commessi con l’obiettivo di cominciarne a limarne le spigolosità. Gli aretusei di Pazienza riescono a disarmare il Catania sempre e grazie all’umiltà di un calcio elementare e poco sofisticato. Al lampo di Marotta risponde l’immobilismo della difesa di casa. Emanuele Catania firma il pareggio grazie alle statuine in maglia rosso azzurra che invece di attaccare i portatori di palla arretrano quasi a stendere un tappeto rosso all’avversario. Ma la fortuna si palesa nuovamente, come fatto nelle precedenti giornate, e promuove il corner battuto da Lodi. L’intelligenza del fantasista di Fratta Maggiore trova la collaborazione di Capitan Biagianti. Il tutto mentre la difesa del Siracusa sembra trovarsi al Bar intenta a disquisire sul bacio tra Asia Argento e Fabrizio Corona. Sottil ringrazia e la dea, che ha bendato il disattento reparto difensivo azzurro, conduce alla conquista del punto numero diciassette in classifica. Un colpo di vernice a quella muffa provocata dalla goccia di umidità.

INGUARDABILI:se a Potenza la scusa, ormai palese e ben impostata, della stanchezza provocava piccoli rumori al Cibali, questa Domenica, cade l’intonaco del muro dove la muffa ha preso il suo naturale sopravvento. Lo ha preso perché senza l’adeguata manutenzione non risolvi nulla. La realtà risiede, cruda e nuda, in un Catania che tatticamente non ha preso o intrapreso alcuna strada per porre rimedio ad evidenti errori. Il Catanzaro di Auteri si mostra autorevole. Imposta gioco. Lo esprime e si porta a casa i meritati tre punti dinnanzi un Sottil ed un Catania davvero travolti dall’ennesima prova di “semplicità” che il gioco del calcio impone.

La fortuna ha accompagnato il cammino di Andrea Sottil e del suo Catania forse anche troppo. Le pennellate sui muri bastano solo a coprire. Se non vai a fondo il problema permane e ti si ritorce contro. Si è vinto. Ma grazie e solo ad invenzioni del singolo ed al tasso tecnico superiore all’avversario. La stessa rete subita a Potenza va in copia a quella presa a Pagani. Il goal del Catanzaro arriva nello stesso modo di quello beccato a Rende. Il Trapani e la perla di Giannone sono entrate alle spalle di Pisseri in egual maniera a quella del Siracusa. La fortuna è una ristoratrice scomoda: ti presenta il conto ma non torna il resto.

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