Catania – Catanzaro 0-2: stanchi di fare il lavoro più bello del mondo
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Debacle inaspettata dei rossazzurri al Massimino, senza mai rialzare il capo. L’identità è un mistero, la condizione atletica pure. Catania – Catanzaro 0-2.
Catania – Catanzaro 0-2. Sconfitta totale, ma non quanto gli autogol rimediati sino ad ora…e non si allude ad un malsano gesto tecnico che ha indirizzato il pallone nella stessa porta difesa.
Parliamo di una serie infinita di errori di ogni tipo: analisi dell’avversario, disposizione in campo, preparazione psicologica, preparazione tattica, atletica e, cosa ancora più grave, NESSUNA CAPACITA’ DI REAZIONE.
Il Catania non è una squadra e non possiede, probabilmente, neanche gli elementi idonei per interpretare (e reinterpretare) uno scenario tattico cangiante, date le idee palesate da mister Sottil. I continui e reiterati errori, mai sottoposti ad attenta disamina, non possono conferire un ulteriore alibi.
Se a questo scenario andiamo ad ascoltare ciò che ha da dire il tecnico rossazzurro nel post-partita, ecco che la misura del danno assume valori impensabili.
“La squadra è stanca”
Facciamo una doverosa premessa: la vicenda dei ripescaggi penalizzerebbe chiunque, sia da un punto di vista emotivo, dirigenziale, tattico e tecnico. Su questo nessuno può proferire parola, se non essere solidali alle difficoltà della società, dopo un vergognoso epilogo della giustizia italiana.
Tuttavia, come già preannunciato dallo stesso mister Sottil, il senso di rivalsa doveva mobilitare maggiormente cuore e gambe dei giocatori rossazzurri, per raggiungere la serie B sul campo, chiudendo le bocche a tutti. Eppure, non un virgulto d’animo, motivato in tale direzione, siamo riusciti ad apprezzare nei nove match disputati sino ad ora.
Abbiamo apprezzato, invece, le scuse di Lodi a fine partita e le scuse dello stesso tecnico ex Livorno, capace di attribuire alla stanchezza dei suoi la totale confusione tecnico-tattica manifestata contro il Catanzaro.
Be’, troppo poco per ambire alla vittoria del campionato. Se è tutto questo lo sforzo, come si può essere stanchi? Stanchi di fare il lavoro più bello al mondo? Ha già dell’assurdo tutto ciò.
Ragionamento “per assurdo”
Come si suole fare in analisi matematica, nelle cui gesta risiede la memoria razionale di chi scrive, talvolta, per giustificare “ciò che è” si può ragionare partendo “da ciò che non è”, per arrivare all’assurdo. Proveremo ad adottare uno dei vecchi metodi scientifici per giustificare la “stanchezza del Catania”.
Ipotesi: Catania – Catanzaro 0-2.
Tesi: Il Catania è stanco.
Dimostrazione:
Il 1° Teorema di Sottil si presenta in forma canonica, nell’insieme assurdo della funzione compatta f:A->B, con dominio chiuso e limitato nelle idee del mister.
- Se il Catania è stanco, allora possiamo definire due funzioni, g:B->C e h:B->D con dominio ancora chiuso e limitato, tale che: “i giocatori impiegati sono sempre gli stessi” oppure “i giocatori non sono allenati abbastanza“.
- Continuando il ragionamento, se esistono le funzioni g ed h, aventi per dominio l’immagine della funzione f (dicasi:”il Catania è stanco“), allora dobbiamo verificare se “i giocatori impiegati sono sempre gli stessi” e se “i giocatori non sono allenati abbastanza”.
- I giocatori che hanno giocato sempre, vale a dire 9 partite su 9, sono: Lodi, Silvestri, Biagianti, Aya, Curiale, Calapai e Pisseri. Ad 8 presenze troviamo Marotta.
- I giocatori che hanno giocato ogni singolo minuto (810 minuti in 9 partite), senza mai essere sostituiti, sono: Pisseri, Aya e Silvestri. Li seguono Lodi e Biagianti, rispettivamente con 763 e 732 minuti giocati.
Da ciò possiamo dedurre che 8 giocatori su 11 sono sempre impiegati o quasi, considerando i subentrati agli appena citati. Cinque di essi hanno il maggior minutaggio.
Se “i giocatori sono poco allenati” non vi è dato pubblico da poter sciorinare per confutare o meno questa sub-tesi. Li ha solo Sottil e solo lui sa chi si allena bene e chi no. Possiamo solo presupporre che, se giocano sempre gli stessi allora i “panchinari” stiano peggio dei “titolari” a livello di condizione atletica.
Ma se i “panchinari” non vengono impiegati a dovere, perché provvisti di poco fiato o perché poco considerati da mister Sottil, logica vuole che i “titolari” siano stanchi.
Diretta conseguenza di ciò è l’aver messo a disposizione del tecnico una rosa parzialmente idonea al salto di categoria, colpa che ricadrebbe direttamente su chi l’ha costruita, vale a dire l’a.d. Lo Monaco e il d.s. Argurio.
Tuttavia, il curriculum dei giocatori che vestono la maglia rossazzurra non si può discutere, perché di tutto rispetto e condito da promozioni, presenze in categorie superiori e blasone. Lo stesso mister Sottil è uno che i campionati di C li ha vinti, quindi, poco sindacabile la sua esperienza da allenatore.
Ecco che siamo giunti all’assurdo. Dal 1° Teorema di Sottil si nega lo stesso valore di Sottil e della rosa. Come può un allenatore bocciare sé stesso? Ah, già, se lo ha fatto il TAR…
Giù la maschera
Per fortuna, davanti ai numeri non scappa nessuno e, dietro di essi, nessuno può nascondersi in eterno. Gli alibi e le giustificazioni, seppur coadiuvate da parziali verità, non aiutano a vincere un campionato, né accrescono l’autostima di una squadra la cui pecca maggiore è quella di non sapere reagire.
Per reagire bisogna trovare compattezza, organizzazione, coesione tra reparti, comunicazione e disposizione in campo. I rossazzurri non hanno niente di tutto ciò, ma sopravvivono grazie all’apporto dei leader, su tutti Biagianti e Lodi. Se anche uno dei due non è in giornata, ecco che si vive totalmente vittime del caso.
Finché gli episodi girano a nostro favore, finché un palo od una traversa condiscono la minestra, allora il Catania rimane a galla, provando con le soluzioni individuali e con l’estro dei giocatori di maggior classe.
Ad inficiare in negativo, non ce ne voglia il mister, pure i moduli impiegati, non idonei a colmare quella che lui stesso definisce “stanchezza” o a preservare quei giocatori su cui, lui stesso, fa maggior affidamento, sfiancandoli oltremisura.
Siamo giunti allo stesso punto con il quale avevamo esordito, vale a dire un unico, grande quanto voluto, autogol.
Da Pagani a ieri, aldilà dell’esito degli incontri, non si è riuscito a porre rimedio a quelle lacune messe in risalto dalla stessa Paganese, in un secondo tempo che andava analizzato con impellenza massima, anziché ingolosirsi dei 4 gol rifilati ad una modestissima squadra di bassa serie C.
Se è questo l’andazzo, oltre alla stanchezza, si incorre ad un peccato ben più grave: la presunzione. Se la strada è questa, è meglio togliersi subito la maschera e giocare a carte scoperte, in modo tale da prevenire, piuttosto che curare.
La partita di Castellammare di Stabia diventa un bivio davvero importante: continuare accampando alibi o vincere convincendo tutti. Se si dovesse fallire, i punti che ci separeranno dalle vespette sarebbero già ben 8 e non ci sarà calciomercato di Gennaio che potrà porre rimedio ad un campionato già compromesso.
Al Catania la decisione su cosa vuol fare da grande, a Sottil il compito di disegnare il tragitto. Lacci stretti…e pedalare: chi è stanco resti a casa!
Le pagelle
CATANIA (3-4-1-2): Pisseri 5,5; Aya 5, Esposito 4,5 (dal 46′ Curiale 5), Silvestri 5,5; Calapai 5 (dal 30′ pt Baraye 5,5), Biagianti 6 (dall’81’ Vassallo 5), Angiulli 5 (dal 46′ st G. Rizzo 5,5), Ciancio 5; Lodi 5; Manneh 5 (dall 46′ st. Barisic 5), Marotta 5,5. A disp.: Pulidori, Lovric, Scaglia, Baraye, Bucolo, G. Rizzo, A. Rizzo, Mujikic, Barisic, Vassallo, Curiale, Brodic. All: Sottil 4.
CATANZARO (3-4-3) – VOTO 7: Furlan; Celiento, Figliomeni, Riggio; Statella (dall’80’ Nicoletti), Maita, De Risio (dal 20′ pt Iuliano), Favalli; Kanoute (dall’80’ Eklu), Ciccone (dall’80’ Infantino), Fischnaller (dal 72′ Giannone). A disp.: Elezaj, Mittica, Nicoletti, Posocco, Eklu, Iuliano, Repossi, Nikolopoulos,Signorini, Giannone, D’Ursi, Infantino, All: Auteri.
ARBITRO: Paride De Angeli di Pistoia – voto 6,5.
ASSISTENTI: Salvatore Marco Dibenedetto di Barletta e Fabio Pappagallo di Molfetta – voto 6,5.
RETI: al 14′ Kanoute, al 75′ Giannone.
AMMONITI: Celiento, Silvestri, Marotta, Iuliano, Furlan.
ESPULSI: –
RECUPERO: p.t 2′;
SPETTATORI: 9337.
INDISPONIBILI: Llama.
SQUALIFICATI: –
DIFFIDATI: –
Pietro Santonocito
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