Salta al contenuto
mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

Catania – Bari 1-2: meno “pacche” e chiu CUZZATI!

Pietro Santonocito
Solo lettura ↗
catania - bari 1-2 - meno pacche chiu cuzzati

Harakiri Catania a pochi secondi dal fischio conclusivo. Pochi proclami e bonus “pacca sulle spalla” terminati. Etnei virtualmente ultimi. Catania – Bari 1-2.

Catania – Bari 1-2. Rossazzurri senza anima, né cuore. Nonostante il pareggio potesse sembrare cosa fatta, in virtù di quanto prodotto dalle due squadre, Monteagudo ingolosisce Marras che serve Simeri per l’incornata vincente.

Terza sconfitta in 8 giorni e seconda beffa consecutiva in pieno recupero per gli uomini di Baldini, incapaci di saper gestire un risultato o rimontare.

Mentalità, concentrazione, forma fisica? Ancora siamo alla quarta e ogni alibi può essere attribuito, ma è bene invertire subito la rotta, altrimenti ad ogni giornata il pallone peserà sempre più.

Non possono bastare nemmeno gli ultimi venti minuti ben giocati per l’ennesima “pacca sulle spalle”. A mente fredda, vale la pena analizzare qualche numero sulla partita per poter affermare verità insindacabili.

Numeri alla mano

Quanto si è tirato in porta? Unico tiro in porta il gol di Moro, su calcio d’angolo, con Frattali incolpevole. Il Bari ha tirato ben 7 volte, 6 dentro lo specchio della porta.

Dopo il 30-70 del primo tempo, la percentuale di possesso palla alla fine del match si attesta sul 45-55 nonostante per ben 25 minuti i galletti si siano praticamente addormentati, forse per un calo fisico.

Qualcuno attribuisce la maggioranza delle colpe alla giovane età della formazione etnea, ma anche su questo aspetto abbiamo dei numeri a confutare la tesi.

Media età Rose

Bari = 30.3
Catanzaro = 27.7
Catania = 26.9
Palermo = 26.9
Avellino = 26.4

fonte: transfermarkt.it

Parliamo della terza rosa più anziana della serie C girone C, insieme ai cugini palermitani. Altro che giovani!

Se analizziamo, inoltre, l’undici titolare contro il Bari, notiamo: Stancampiano (87), Calapai (93), Pinto (91), Rosaia (93), Provenzano (91), Ceccarelli (92), Russotto (88). Sette degli undici messi in campo da mister Baldini eguagliano o superano i 28 anni di età: non sono poi così “ragazzini”.

Se consideriamo i giocatori in panchina, come Izco (83) e Piccolo (88), ecco che i discorsi di “inesperienza” e “gioventù” perdono di significato.

Russotto, Ceccarelli, Pinto, Maldonado

Ne abbiamo citati quattro, ma potremmo includere anche altri nominativi. Citiamo loro per “blasone” e incidenza calcistica, ad oggi un mero miraggio.

Il primo pecca sempre e solo dello stesso eccesso di nervosismo. Ammonizioni rimediate senza alcun motivo, senza alcuna utilità, in maniera puntuale e precisa. Dopo l’eccesso, Russotto scompare ed è meglio toglierlo dal campo. Se questa è leadership…

Ceccarelli sa di essere bravo. Tocca bene il pallone, si accentra e…la spara alle stelle. Dopo un buon inizio di campionato, si sta lentamente perdendo nelle sue giocate leziose e fini a sé stesso. Troppo amore per il pallone è deleterio.

Vorremmo capire, in verità, cosa passa per la testa della mente di Maldonado mentre gioca a pallone. Sembra un automa a stati finiti che reagisce sempre allo stesso modo. Gli manca decisamente una delle qualità più importanti per il ruolo che ricopre: personalità.

Quanto a Pinto, be’, che dire? Forse, il peggiore dei quattro dopo le dichiarazioni rilasciate a Telejonica. Farsi portavoce del pensiero degli altri, in alcuni casi, è lecito quando il tuo supporto professionale è superiore alla media: non ci risulta, anzi.

Abbiamo assistito ad una svogliatezza senza eguali. Contrasti, cross dal centrocampo, passaggi semplici calciati debolmente…e chi più ne ha, più ne metta. Fosse stato bravo quanto un centesimo di Roberto Carlos, allora avremmo anche capito, ma non condiviso il pensiero.

Siccome non ha nemmeno la voglia di giocare, dato che a Gennaio farà i suoi conteggi, si candida come primo dei partenti richiesti a gran voce da tutta la tifoseria all’unisono.

Monteagudo e Marco Mengoni: quando a mancare è “solo”…un pizzico di “Essenziale”

Primi calci, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi, Berretti, Primavera e Prima squadra. In ognuna di queste categorie si predica concretezza ai giovani, per consolidare quelle che, all’età di Monteagudo (26 anni), dovrebbero rappresentare una certezza.

Non per il ragazzo argentino, evidentemente. Forse nella “pampa” non gli hanno spiegato che al ’94, sull’1-1, contro una formazione come il Bari, dopo quanto accaduto in partita…il pallone lo devi spedire alle stelle ed oltre!

Chissà cosa voleva fare con quella giocata. Magari voleva fare un tunnel a Marras, un “uno-due” o chissà cos’altro. Peccato che Marras ha stoppato il pallone, lo ha messo a terra, alzato la testa, inviato una raccomandata A/R a Simeri…che insacca e ringrazia.

Ditemi se è normale.

Intensificare il colpo. Meno pacche e chiu cuzzati

Basta con gli alibi! Basta con le giustificazioni di gioventù e inesperienza: ne abbiamo ben donde. Ci vogliono “i cuzzati”!

Il campionato è ancora lungo ed il tempo c’è per migliorare, ma bisogna farlo subito. Da Catanzaro sarà obbligatorio portare punti pesanti, considerate le nefandezze di Pagani e di domenica scorsa.

In attesa che qualcuno della SIGI, magari con qualche bell’investitore pronto a rilevare il 100% della squadra, ci permetta di dormire almeno un’ora a notte.

Pietro Santonocito

Questo articolo è stato letto 0 volte

Continua a leggere

Tutte le notizie ↗

Dalla curva: i commenti

Lascia un commento