Catania 4-1 Bisceglie: basta un poco di zucchero e la pillola va giù
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Arrembante e concreto, il Catania torna alla vittoria dopo due turni a digiuno di punti. Gara in archivio già dopo dieci minuti. Catania 4-1 Bisceglie.
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Catania 4-1 Bisceglie. Serviva una risposta concreta e tangibile, cruda come il prosciutto crudo, quello buono però. Necessaria maggior grinta, coesione tra i reparti e un apporto continuo di quei giocatori che classifichiamo “da altra categoria”.
L’inizio di un trittico di partite che potrebbe spostare qualche equilibrio per le ambizioni promozione: Catania 4-1 Bisceglie è stato il primo sussulto. Se qualcuno avesse avuto qualche problema, avrebbe avuto tempo sino al fischio d’inizio per dire “non ce la faccio”, “non sono pronto”, perché, davvero, questa partita non si poteva sbagliare.
Non contavano più le palle da gol create, il numero di attaccanti impiegati o il modulo. Non avrebbe avuto senso dare seguito ai mugugni della settimana, ma bisognava rispondere coi fatti, di fronte ad una città che si stava innamorando sempre più di questa squadra, la cui fiducia non andava dispersa in mezzo alle critiche.
Le batoste ci lasciano sempre qualcosa di buono, anche quando sembra che così non è: si cresce, si matura e si capisce quando si può tirare la corda e quando no. D’altronde, un altro passo falso avrebbe compromesso significativamente la corsa al primato col Lecce e, questo Catania, davvero non se lo poteva permettere.
Si sa, sul lembo del precipizio tutti cambiamo. Qualcuno, persino, cambia sesso, religione, partito politico o semplicemente la propria prospettiva. Quello che appare una montagna insormontabile, talvolta, è la più agevole delle salite, la più appagante, la più gratificante.
Se solo il mondo fosse grande quanto un pallone da calcio, lo potremmo indirizzare noi in rete: di destro, di sinistro, di collo, di interno, esterno, col cucchiaio o con le tre dita. Ma è lui che ci prende a calci e ci spinge sull’orlo del burrone, proprio quando meno te lo aspetti. Possiamo scegliere se impegnarci a cadere o a rimanere in equilibrio.
I rossazzurri hanno volato più in alto di tutti, raggiunto le vette più alte e raccolto i premi migliori: difesa meno perforata d’Europa davanti al Manchester, Pisseri imbattuto da 540 minuti, Lucarelli nuovo Mourinho della serie C. ecc. Tutto era talmente bello che anche le più piccole sbavature sembravano prosciutto crudo, ma di quello buono.
Poi, è bastato perdere due partite consecutive per cambiare opinione, tendenze politiche, mestiere e moglie:”Questo Catania potrà fare, a stento, i play-off”;”Lo Monaco compra l’attaccante”;”Lucarelli troppo inesperiente”. Conosciamo bene la bipolarità della piazza catanese.
Eppure, in questi casi, ci viene in soccorso una delle maestre di vita migliori che abbiamo mai avuto, Mary Poppins. “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”…e come se va giù, signori miei. Non faccio in tempo nemmeno a prendermi l’ammazza-caffè…che risento gli oracoli addentrarsi nelle mie orecchie come le zanzare ad Agosto:
E di nuovo:
- Semu i chiu fotti;
- Sale il Catania non il Lecce;
- Sale il Lecce non il Catania;
- La saetta gira e torna addosso a chi la tira;
- (imprecazioni di carattere siculo-pugliese-salentino);
- Etna lavali con la lava…
- Valorizzazione del lavoro “in strada” delle rispettive consorti, madri, sorelle, suocere e chi più ne ha più ne metta.
…e se il campionato lo vincesse il Monopoli? Non vi sono solo Catania e Lecce in questo campionato e nessuno si può definire vincitore a fine ottobre.
La consapevolezza maggiore che ha dalla sua parte il vincente è quella di essere già in svantaggio verso chi, in fin dei conti, vince il trofeo d’inverno aspettando, con la lingua di fuori, quello che arriva in estate. Diciamo che il prestigio è ben diverso…
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Dio ce ne scansi, per cortesia! Non si possono ancora trarre delle conclusioni definitive, ma si possono già delineare le squadre più “attrezzate” per gli obiettivi che si sono prefissati.
Catania 4-1 Bisceglie, infatti, permette ai rossazzurri di rimanere “a galla”, ovvero di tenere la scia del Lecce che non va oltre il pari ad Andria.
Stavolta, la bravura del Catania è stata quella di capitalizzare subito le azioni da gol create sin dall’inizio. Merito di Mazzarani, capace di inventare per Russotto che fornisce a Curiale il più facile dei gol. Dopo appena 4 minuti è già 1-0.
Lo stesso tempo dura il debutto dal primo minuto di Blondett, uscito a causa di un risentimento muscolare. Al suo posto entra Andrea Di Grazia, con relativo cambio di modulo al 4-3-3.
Il Bisceglie è privo di reazione e lo si vede tre minuti dopo, quando proprio il baby catanese recupera un pallone impossibile, si accentra e scocca un destro preciso che si insacca in rete, alla sinistra di Crispino. La timida reazione nerazzurra è concentrata solo sulla conclusione di Montinaro al 28′, che finisce sull’esterno della rete.
Al 37′ Biagianti veste le spoglie di Lodi e sventaglia per Di Grazia, da lui a Marchese, il cui cross viene schiacciato in rete da Curiale che sigla il 3-0. Sesto centro in questa stagione per lui, quinto in campionato.
Sul finire di primo tempo, ancora Marchese sulla fascia scodella in mezzo per Semenzato, la cui volè non è precisa e si spegne a lato. Null’altro di interessante nella prima frazione di gioco.
Inizia la ripresa ed il Catania…come al suo solito…scompare dal campo. Come avevamo specificato nel focus di questa settimana, dal 45′ al 60′, puntualmente, non si vedono tracce di rossazzurro sul campo. Questo, inevitabilmente, non può che ridestare il morto dall’oltretomba sportivo. Embè!
Al 58′ Di Grazia perde palla e scaturisce il coast-to-coast del difensore centrale Jurkic, il quale, indisturbato, si fa 60 metri palla al piede e conclude a rete, ma Pisseri non trattiene e Jovanovic ribadisce in rete.
Passano altri dieci minuti e Russotto decide di mettersi in proprio: punta Migliavacca e conclude a rete, ma l’estremo difensore pugliese si esibisce in un colpo di reni strepitoso.
La squadra di Zavettieri si riversa nella tre-quarti etnea e ci prova con un tiro di Montinaro che sfiora la traversa e con il colpo di teste, debole, sotto-misura di Migliavacca, parato agevolmente da Pisseri.
Cala il sipario sulla partita al minuto 92, quando Semenzato serve un cross basso per Russotto che s’infila tra le maglie nerazzurre e beffa Crispino per il 4-1 finale.
In fondo bastava solo questo: un po’ di zucchero e la pillola va giù. Bastava ritrovare quella cattiveria sotto porta, ultimo virgulto d’animo di un attaccante che vuole far parlare di sé solo in positivo. Bastava un Biagianti in più, baluardo di centrocampo, capace di fare entrambe le fasi con dinamismo e qualità.
D’altronde l’avversario non era un granché…o meglio, non era all’altezza degli etnei. Interessanti, invece, alcune individualità del blocco croato. Ha impressionato la fisicità di Jurkic, la visione di gioco di Markic (e i suoi lanci da 40 metri) e le potenzialità di Jovanovic. Sentiremo parlare sicuramente di questi giovani in futuro.
Dopotutto, il più grande avversario di questo Catania rimane sempre il Catania. Per vincere contro sé stessi, basta cercare bene, dentro la borsetta, quel prosciutto crudo di qualità che si chiama…GRINTA (e un Russotto tascabile che non guasta mai).
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Le pagelle
Catania (3-5-2): Pisseri 6; Blondett sv (5′ Di Grazia 7) (85′ Rossetti sv), Tedeschi 6,5, Bogdan 7.5 (86′ Lovrić sv); Semenzato 7, Caccetta 6,5, Biagianti 7,5, Mazzarani 6.5 (78′ Aya sv), Marchese 7 (79′ Djordjević sv); Russotto 7.5, Curiale 8. A disp.: Martínez, Esposito, Manneh, Fornito, Lodi, Ripa, Correia. All. C. Lucarelli 7.
Bisceglie (3-4-3): Crispino 6; Delvino 5 (67′ Gabrielloni 5), Petta 5.5, Jurkić 6; Risolo 5, Boljat 5 (46′ Toskic 6), Lugo Martínez 5 (61′ D’Ancora 6), Raucci 5 (61′ Migliavacca 6); Azzi 5 (68′ Markić 6), Jovanović 6.5, Montinaro 6. A disp.: Vassallo, Alberga, Vrdoljak, Partipilo. All.: Zavettieri 6.
Arbitro: Cipriani di Empoli voto 6.
Marcatori: 4′ Curiale (C), 8′ Di Grazia (C), 38′ Curiale (C), 60′ Jovanović (B). 82′ Russotto (C).
Note – Ammoniti: Tedeschi (C); Boljat, Gabrielloni (B).
Pietro Santonocito
fonte foto: newsicilia.it
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