Catania 4-0 Pro Vercelli: il superpagellone
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Un RIFORGIATO Catania, all’insegna del tricolore con ben 10/11 italiani in campo, si presenta al Massimino rifilando un 4-0 ad una Pro Vercelli troppo piccola per fermare l’onda della rivoluzione.
Terracciano – 6: Nessun pericolo degno di nota se non alcune sfuriate piemontesi ben arginate dalla retroguardia etnea. Unico sussulto nella ripresa con un’uscita super sui piedi di Sprocati dove Schiavi completa il compito allontanando il pericolo e facendo ripartire i rossazzurri. Si cerca un portiere, ma il caro Pietruccio non dispiace così tanto…vedremo.
Belmonte – 6: Temperamento, tempi giusti e pochissimi errori sono il mix perfetto per un terzino e lui li ha tutti. Un primo tempo impeccabile, con una buona intesa con i centrali, nonostante il pochissimo tempo passato assieme. Cala vistosamente nella ripresa, ma è anche prevedibile dato e considerato che non gioca da 6 mesi.
Schiavi/Ceccarelli – 6,5: Ottima impressione dei centrali appena approdati in rossoazzurro. Grande esperienza per il reparto arretrato e intesa da compagni di squadra pluriennali. Dal punto di vista tecnico qualcosa in più spicca sui piedi di Ceccarelli, ma il suo compagno non è da meno dimostrando utili doti in marcatura e nel disimpegno da situazioni complicate (vedi agevole chiusura al minuto 80). Buone speranze, considerato il fatto di non aver preso gol e le sirene di mercato per capitan Spolli.
Mazzotta – 7: “C’era una volta un Monzon in un deserto…”. Quante volte abbiamo penato nel vedere quella fascia sinistra letteralmente priva di qualsivoglia fonte di vita umanamente riconoscibile? Ci rendevano orgogliosi quelle (poche) prestazioni sufficienti del caro Fabiàn che, grazie anche a Sannino, stava cominciando a far vedere qualcosa di decente…anche se un deserto in difesa c’era ugualmente. Un problema che il Catania ha sempre avuto: il problema dei terzini. Stasera è sembrato quasi che il tempo dei “MONZ(S)ONI” sia passato e sia ritornata a splendere rigogliosa l’erba verde in quella fascia sinistra, con un gran bel terzino siciliano (palermitano di origine) capace di attaccare e difendere con la stessa efficacia. Era ora! Verrebbe da dire con un ampio sospiro di sollievo!
Coppola – 6: Tanta verve a centrocampo, soprattutto nei primi 30 minuti. Utilissimo il suo lavoro sporco, tale da permettere a Rinaudo di fare quello che non siamo mai stati abituati a vedergli fare, ovvero il regista basso. Sembra avere ancora altro da tirare fuori dal cilindro, aspettiamo nuove conferme.
Rinaudo – 6,5: Come già anticipato in precedenza, stessa posizione ma insolito atteggiamento in campo. Un Rinaudo rigenerato e rivoluzionato ha saputo dettare i tempi alla squadra e dare quelle giuste geometrie capaci a dare un buon sostegno alla difesa, ma contemporaneamente un ottimo contributo in fase di impostazione. Unico superstite della ex-colonia argentina, data l’ormai prossima partenza di Lucas Castro (oggi nemmeno sceso in campo), dovrà stavolta italianizzarsi per sopravvivere. Un ghigno grinchoso si innalza soave (dal film “Il Grinch”).
Sciaudone – 7: Quantità e qualità da vendere per uno che sembra una bella copia di un certo Fabio Caserta. Stesso tocco di palla, stesse movenze e stessa capacità innata nell’inserimento senza palla, come al 15′ quando si procura il rigore successivamente realizzato da Calaiò. Troppo importante avere gente come lui…gioverebbe averne un altro.
Rosina – 7: A dire il vero non una partita eccezionale del fantasista di Belvedere Marittima, con troppi passaggi da “triangolo verde” (per usare un eufemismo alla PlayStation) sbagliati clamorosamente…. almeno questo sino al momento del suo gol su una magistrale punizione al 33′. Subito dopo, tutto un altro Rosina, finalmente meno “obbligato” a prendere palla dai difensori e molto più libero di rendersi pericoloso nella trequarti avversaria con un paio di conclusioni pericolose e alcune trame di gioco interessanti. Aspettiamo anche lui al 100% della forma.
Maniero – 7: Un bestione d’area di rigore con i piedi buoni: questo è Riccardo Maniero. Ci teneva moltissimo a lasciare il suo timbro su questa partita (vedasi l’estenuante movimento che compie per tutto il primo tempo) e sarà accontentato. Sarà lo stesso Calaiò, dopo una cavalcata di 40 metri palla al piede, a servirgli un pallone d’oro dove il giocatore napoletano mette a sedere un primo difensore vercellese per poi siglare il definitivo 4-0. Almeno per stasera, fugate qualunque voci che lo vedevano incompatibile con Calaiò.
Calaiò – 8: Due gol e un assist oggi, 13 gol sino ad ora e capocannoniere della serie B, insieme allo stesso Maniero e a Granoche del Modena (e c’è pure chi lo critica!). Splendida la girata al 5′ da animale d’area e freddezza glaciale dagli undici metri al 15′. Era dispiaciuto di tenersi il primato da capocannoniere insieme a Granoche, motivo per cui nella ripresa decide di accontentare l’agognato compagno di reparto Maniero per fargli compagnia in vetta alla classifica dei bomber di serie B. Buon samaritano!
Crapeck – 5,5: Dieci minuti di confusione per un giocatore che non è, e non sarà mai, un alternativa a Rosina come trequartista. Urge un’altra soluzione in quella posizione… e prima possibile!
Marcolin – 7,5: Dopo il suo brutto esordio a Lanciano speravamo in un Catania diverso quest’oggi e così è stato. Un Catania completamente irriconoscibile in positivo da quello visto a Lanciano e per larghi tratti della stagione sin’ora in corso. Quando non spicca nessuno in negativo vuol dire che, malgrado le sole due partite di campionato, si sente la mano dell’allenatore. In settimana parole di elogio di Peppe Mascara, che lo ha avuto come vice-allenatore ai tempi di Mihajlovic:”Un uomo che non ci ha mai fatto pesare gli errori commessi in campo, ma che ha sempre provato ad instaurare un rapporto di comunicazione con ognuno di noi,forse perché la sua natura da calciatore è ancora viva in lui”. Dirà il vero Mascara? Staremo a vedere. D’altra parte…non può piovere per sempre.
Di Pietro Santonocito
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