Buio, reazione… ma poi?
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Catania-Bologna, diciassettesima giornata di Serie B. Rientra Escalante a centrocampo, torna Çani in attacco al posto dello squalificato Leto dopo il disgustoso siparietto di Terni. In difesa, invece, Sannino è costretto a schierare quattro difensori con tanto di infiltrazioni, cerotti e pomatine varie. La partita inizia e solo una squadra si vede in campo: il Bologna. Sono i felsinei, infatti, a portarsi in vantaggio solamente dopo quattro minuti di gioco con Zuculini che, dopo aver sfruttato uno svarione difensivo di Monzon e compagni, sbatte il pallone di destro dietro le spalle di Frison. Subito doccia fredda, dunque, per un Catania praticamente in bambola che non sa cosa fare per uscire dalla morsa degli ospiti. I rossazzurri girano a vuoto, inseguono il pallone, totalmente spaesati e privi di un’anima per reagire. Il Bologna così ne approfitta e al 10’ della ripresa fa 2-0. Zuculini ruba palla a Spolli a centrocampo e scatta, poi serve un ottimo filtrante sulla propria destra per Acquafresca. Rasoiata ad incrociare dell’attaccante che supera Frison. Catania semplicemente irriconoscibile che, però, paradossalmente viene svegliato dal secondo schiaffo rossoblu. Esce Spolli per infortunio ed al suo posto fa ingresso in campo Chrapek. Il giovane polacco cambia gli equilibri della partita e si vede sin da subito. Determinante il suo assist al 57’ per Çani che anticipa tutti ed insacca la palla in rete. I padroni di casa, quindi, riaprono subito la gara che da lì s’infuoca. Diverse azioni pericolose da ambo le parti, ma gli uomini di Sannino trovano la forza per giungere al pareggio. Al 77’ ancora Chrapek scodella un pallone al centro dell’area, Çani sponda di testa per Calaiò che frana a terra dopo il contrasto con Maietta. Dagli undici metri è lo stesso attaccante di Palermo che batte Coppola, nonostante quest’ultimo riesca a toccare il pallone con la mano. Ristabilita la parità, ma partita ancora accesa fino al 96’. Le due squadre non si accontentano ed entrambe cercano la vittoria, ma la mira non troppo precisa dei rossazzurri ed un grande Frison, non permettono alcuna modifica del risultato. Finisce qui, un punto per ognuno.
Analizziamo questa partita attentamente e cerchiamo di comprendere cosa ci sia da salvare e cosa da migliorare. Innanzitutto non si può negare la prestazione fatiscente dei rossazzurri nei primi 55 minuti di gioco. Squadra spenta, poco lucida e senza un minimo di criterio. Nemmeno i senatori riescono a prendere la situazione in mano, totalmente inguaiati dalla confusione che si genera in campo. Il Bologna, infatti, fa ciò che vuole e non soffre mai, avendo il pallino del gioco dalla propria parte. Poi, però, arriva la svolta. Proprio il secondo gol degli ospiti, infatti, risveglia il malato dal coma. I felsinei spariscono dal campo perchè il Catania ha la forza ed il cuore per riprendere un pareggio che sembrava insperato. Cosa possiamo dedurre? Sicuramente un problema: i rossazzurri soffrono di una grave forma di sdoppiamento della personalità. Presentano, ancora, una doppia faccia. Prima sono spenti e sbiaditi, poi diventano vivaci ed agguerriti. La domanda che ci viene in mente è: ma cosa gira per la testa di questi giocatori durante lo scorrere dei minuti? Non riusciamo a risponderci, ma di certo ci accorgiamo che manca continuità a questa squadra: sia di risultati, sia durante i novanta minuti. Bisogna lavorare tanto, bisogna produrre in fretta molto di più. Cancelliamo la prestazione inguardabile del Catania in svantaggio di due reti, salviamo invece quella protagonista di una grande rimonta. Da sottolineare, inoltre, c’è la grande performance di Alberto Frison che, per alcune parate compiute ieri, andrebbe fatto Santo subito.
Dobbiamo poi fare un confronto con il Bologna, anch’essa neoretrocessa come la compagine etnea, ma lungi da ogni difficoltà del team di Sannino. Squadra forte, compatta, con qualche sbavatura ancora, ma che, e ne siamo sicuri, a fine campionato ritroverà la massima serie. Poco importa se poi non sia arrivata la vittoria degli ospiti, l’atteggiamento dei rossoblu deve farci riflettere a lungo. Ieri i felsinei sono scesi in campo giocando la propria partita, senza nessun tipo di paura o di timore reverenziale. Il loro risultato doveva essere uno ed hanno giocato per quello. Fortuna poi che i nostri ragazzi si siano sentiti feriti nell’orgoglio ed abbiano cominciato a giocare dimostrando di vender cara la pelle, ma ancora non ci siamo. Non basta la reazione, bisognerebbe prendere l’iniziativa. Per raggiungere i posti in alto alla classifica, bisogna giocare a viso aperto sia in casa che in trasferta, in ogni campo, proprio come ha fatto ieri il Bologna. Impariamo la lezione, perchè già è fin troppo tardi.
Adesso si andrà a Livorno con i soliti problemi del caso. Mancheranno infatti Rinaudo, Çani e Leto perchè squalificati, oltre la lunga sfilza di infortunati che è ormai diventata una costante in questa squadra. Tutto ciò, però, non può essere un alibi per Sannino che dovrà infondere ai suoi giocatori mentalità e voglia di vincere. Ieri abbiamo visto prima un buio pesto e poi una grande reazione. A Livorno, invece, possiamo vedere i tre punti? Fateci la grazia.
Di Federico Fasone
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