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mercoledì 16 Settembre 2026

Brevissime

In bocca…alla Lupa (Grazie!)

Pietro SantonocitoAggiornato
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in bocca al lupo...grazie

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In bocca…alla Lupa (Grazie!)

Poniamo fine ad acerbi diverbi di uno sputo su un foglio elettronico o su una magra testata giornalistica dalle sembianze similari ad un noncurante bimbo che ingurgita quanti più marshmallow possibili al grido (rischioso e quanto mai scellerato) di: “CHUBBY BUNNY!”. Proprio così, cari magri, grassi, diabetici e non lettori di questo post-partita, è d’obbligo mettersi un po’ d’accordo: come si risponde alla fatidica frase bene o mal-augurante (a seconda dell’individuo che ci sta dirimpetto) “IN BOCCA AL LUPO?“.

Impresa ardua e irta di ostacoli e peripezie. Ne tessono le lodi Ignoranza e Ipocrisia, due sorelle dall’età superiore a quella umana con la sola ambizione di screditare e sfigurare la cenerentola fra le tre: la bellissima ambita Verità, che tutti vogliono ma nessuna ha. Allora, spulciando qua e là sul web, alla ricerca della scarpetta adatta alla nostra cenerentola andiamo a posare il mouse su questo articolo de “ilmattino.it“, di cui ne riportiamo qualche stralcio:”Una caratteristica del suo modo di vivere è la chiave del suo riscatto. Sì perché il protagonista di fiabe e leggende è solito costruire la sua tana in luoghi sicuri e segreti tanto che riuscire a trovarne una, non è roba da tutti i giorni. Per istinto sposta i propri cuccioli in bocca, soprattutto quando avverte un pericolo vicino. I piccoli tenuti dunque dalla mamma in quel modo così delicato ma nel contempo saldo, sono protetti al massimo. Ecco perché augurare a qualcuno di trovarsi tra le fauci di questo splendido animale è un modo per auspicargli di essere protetto e guidato proprio dallo spirito forte e maestoso del lupo…“. Altre sfaccettature di questa mistica frase ben augurante le svela peteditorni.it in questo articolo, dove si risale alle origini di Romolo e Remo, salvati dalla Lupa che li allattò o ai commerci della Serenissima, nave mercantile della Venezia Repubblica Marinara. Il tutto per spiegare le origini del mistero, del buoncostume e delle credenze popolane a cui si può e non si può tener testa…ma che hanno comunque lo stesso grande fondo di verità: “in bocca al lupo” – ti augurano – rispondiamo “GRAZIE!”.

Ecco, per l’appunto, diciamo GRAZIE alla Lupa (Castelli Romani). Di certo non quella che si prese cura dei fondatori di Roma antica, forse più una Lupa di Lega Pro (a sentirla dire così rabbrividisce chiunque), adesso possiamo anche aggiungere…matematicamente da serie D. Proprio così, perché la squadra che ieri alle ore 15:00 si è presentata al Massimino adesso ha la certezza che il prossimo anno non disputerà più il campionato di serie C (come verrà denominata l’attuale Lega Pro), ma ripartirà dai dilettanti…eppure, con immensa umiltà, dobbiamo solo dirle…GRAZIE!

Nel teatro delle gaffe, Catania e Lupa Castelli Romani fanno a gara a chi le combina più grosse. Da un lato la compagine amaranto-celeste, in uniforme fosforescente cattura moscerini, rassegnata oltremisura e palesemente limitata a livello tecnico regala una giornata di vacanza a Liverani, che ringrazia (appunto) dopo la disarmante prova di Foggia; dall’altro lato una squadra dalla forza caratteriale di un bradipo nella sua giornata di minor sforzo fisico. Risultato? Il nulla mischiato col niente. Primo tempo a ritmi cadaverici, con qualche spunto di Falcone e Russotto sulle fasce e con Calil probabilmente con la testa altrove al momento di ribadire in rete da due passi della porta. Garufo si improvvisa assist-man e va alla ricerca di quaglie di Aprile, sparando palloni in tribuna come un veterano della cacciagione primaverile…però, almeno, si impegna. Troviamo un Nunzella offensivo nelle sue movenze da mancato Cafù dei poveri, regalato ai plebei del calcio…poveri loro! Secondo tempo? Peggio di andar di notte! Se i rossazzurri della prima frazione di gioco assomigliavano a dei cadaveri, nella ripresa erano davvero fantasmi donati all’Oltremondo delle anime dormienti, soprattutto dopo il fisiologico calo standard, matematico, quotato a 1.00 nelle scommesse sportive che va a piombare al minuto 60 spaccato! Ohhh…e non sgarra manco di un secondo!

Al che, una persona che segue con relativo interesse questa offensiva partita, che fa un modesto lavoro quotidiano e cerca di “uscarsi il pane” con umiltà ed onestà, si potrebbe domandare…:”Ma hanno capito che rischiano la serie D?“. Allora arriva il momento di lasciare a casa il blasone, il rispetto per chi prende dai 350.000 € in su, la recidività e le polpette col sugo senza ripieno a contorno di un depressivo e ambiguo personaggio di cui non si capisce bene in che ruolo lo si debba far giocare: parliamo del lusso Cal-Il, figlio di Jor-El, il Superman incompreso. Menomale che lo capisce per tempo il caro Moriero, che avrà sicuramente grandi demeriti per ciò che concerne l’aspetto caratteriale e mentale della squadra che allena (rimasto invariato dal dopo Pancaro), ma che ha senza dubbio il grande merito di togliere il lusso e mettere l’esperienza di un giocatore che ha giocato a Catania in altri palcoscenici, Gianvito Plasmati. Giusto il tempo di farsi venire una trombosi alle vene al minuto 75′, quando quell’altro lusso di Russotto si invidia di Garufo e lo emula, da due passi però, beccando stavolta un bel pavone a stelle e strisce che si porterà per premio a fine partita. Finché un altro volatile regalato ai plebei del calcio, Falcone per l’appunto, al minuto 85 crossa un pallone in mezzo dove il caro e dolce Tassi ci regala un’uscita degna del volatile di maggior prestigio esistente in natura (che adesso non ricordo il nome…mi scuserete), favorendo la zuccata di testa di Plasmati per il vantaggio rossazzurro. Cose da non crederci… La reazione della Lupa è vergognosa, ma anche in questa vergogna il Catania rischia di farsi trovare scoperto, dove davvero la scarsa padronanza di mezzi tecnici degli avversari ci ha graziato alla grande. Sul finire di questa barzelletta sportiva c’è anche da segnalare la colossale occasione divorata da Castiglia intorno al 90esimo, su assist ancora del Gigante di Matera…e vabé questa in mezzo alle altre. Al triplice fischio, un sospiro di sollievo per noi tifosi, uno per Moriero e uno per l’avifauna catanese, ormai sull’orlo dell’estinzione.

Insomma, sembra che il dilemma posto ad inizio di questo articolo sia, nell’ormai totalità, soddisfatto in maniera chiara e dettagliata. All’agognato augurio di “in bocca al lupo”, ormai sapremo come rispondere. Un Grazie va a Moriero per aver avuto il coraggio, come non lo aveva avuto il suo predecessore, di togliere dal campo quello scempio fatto giocatore di calcio di Calil; un altro Grazie va, ovviamente, a Plasmati, perché ha saputo crederci più di tutti su quel pallone crossato in area alla “fate bene fratelli”, dimostrando attaccamento alla maglia e alla causa attuale; un altro grazie va al portiere Tassi, le cui gesta verranno narrate in tutte le fiabe per avicoltori e affini. Ma il più grande Grazie va, in toto, alla Lupa!

GRAAAZIE LUPAAAA! CHE CI FAI PIANGERE E ABBRACCIARCI ANCORA!

(e c’è davvero da piangere…)

Le pagelle:

CATANIA (4-2-3-1): Liverani sv; Garufo 5,5, Bastrini 5, Ferrario 4,5, Nunzella 4; Di Cecco 5,5, Agazzi 5; Russotto 3, Bombagi 5 (Calderini 66′ 5), Falcone 5,5 (Castiglia 89′ 4); Calil 2,5 ( Plasmati 52′ 6); A disp.: Bastianoni, Pelagatti, Castiglia, Di Stefano, Pessina, Calderini, Felleca, Gulin, Lupoli, Plasmati. All: Moriero 5,5.

ARBITRO: Manuel Volpi di Arezzo voto 5;
ASSISTENTI DI GARA: Zingrillo-Guddo voto 5.

Pietro Santonocito

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