(A)Iron-man
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(A)Iron-man
Il Catania sbanca Cosenza, con una vittoria in rimonta degna di nota e mette in cascina i primi tre punti lontano dal Massimino. Mancavano da circa un anno.
Finalmente un’idea di gioco. Punto chiave delle precedenti discussioni post-partita è stato sempre il gioco. I rossazzurri, nonostante le vittorie in casa, avevano stentato dal punto di vista prettamente strutturale e della manovra. Sospiranti e delusi, stavamo abbandonando le speranze, ma ieri, allo stadio San Vito-Marulla di Cosenza, gli etnei hanno sopreso tutti, vincendo e convincendo tutti. Merito, anche, di Pino Rigoli, che, stavolta, non ha sbagliato la formazione iniziale e ha preparato la partita a “misura-Catania”, in funzione degli uomini schierati. Hanno funzionato gli esterni bassi (più Djordjevice che Parisi), sia in fase di copertura che in fase offensiva, così come il centrocampo, stravolto totalmente con Mazzarani, Scoppa e Bucolo. A ragion veduta, diremmo col senno di poi. Perché, se Scoppa è riuscito a disegnare delle ottime parabole smarcanti, se Russotto ha ritrovato una parte di sé stesso, se Anastasi ha potuto librarsi nell’aria e staccare di testa…è merito di una serie di scelte ben oculate. Non può essere altrimenti. I meriti vanno ripartiti, allo stesso modo degli errori..
Il carattere. C’è stato, è uscito fuori, finalmente anche in trasferta. Vuol dire che il gruppo è ben coeso, vicino anche all’allenatore e tutta la rosa è ben disposta a faticare per ritagliarsi, ognuno come può, il suo spazio in campo. Mancava l’acuto in trasferta, dopo la disastrosa debacle di Francavilla e i precendenti, magri, pareggini della serie “io ho fatto il mio e ho la coscienza apposto”. La sorpresa maggiore si è palesata anche in questo aspetto: tutti, ma proprio tutti, erano concentrati ed affamati nell’andare a recuperar palla quando veniva persa. Conseguenza piacevole è stata la minor percentuale di errori negli appoggi a due metri, nell’ultimo passaggio e, soprattutto, in fase di disimpegno. Ciliegina sulla torta è l’esser riusciti a rimontare e vincere una partita da uno svantaggio, peculiarità importante che non vedevamo dalle prime 5/6 partite dell’anno scorso con Pancaro in panchina. Raggiunto il vantaggio, grazie ad una pregevole azione, gli uomini di Pino Rigoli hanno uscito fuori gli attributi e lottato su ogni pallone per portare a casa i tre punti. Psicologicamente è molto diverso inseguire per recuperare la faccia, piuttosto che difendere per ottenere i tre punti. Questo salto “psicologico” si è ben notato e siamo convinti che rappresenterà un “tesorino” da portare con sé nelle prossime trasferte.
Un (A)Iron-man che si erge tra i lupi. Un plauso particolare va fatto ad un giocatore sino ad oggi molto sottovalutato da tutti: Valerio Anastasi. Un catanese anche lui, un figlio della Proboscide innalzata in cielo che, in cielo appunto, ha volato più in alto di tutti. La sua prova al San Vito-Marulla, oltre che da un punto di vista prettamente quantitativo, si è dimostra qualitativamente sorprendente, con giocate importanti. Sua è l’incornata vincente per il successivo tap-in di Bergamelli (gol attribuito ad Anastasi), in occasione del primo gol; sua è l’invenzione di tacco, per servire Russotto, inserirsi in area e appoggiare per Mazzarani che fa scoppiare di gioia i circa 400 tifosi giunti in terra calabra. Come lui stesso afferma nelle interviste post-partita, la forma fisica per un attaccante fa la differenza. Lo abbiamo visto più reattivo, più caparbio nel pressing e più incisivo sotto porta, conseguenze chiare del raggiungimento della forma fisica ottimale. Possiamo dire con un certo grado di sicurezza che l’attaccante di “peso” che cercavamo, adesso lo abbiamo trovato. Un nuovo acquisto o un ri-acquisto, poco importa. La domanda che sorge spontanea è:”A Gennaio servirà comprare un bomber?“. Noi, ci auguriamo di no, perché vorrà dire che il nostro caro Valerio avrà bucato la rete ancora più di quanto non l’abbia fatto ieri.
Contro il Monopoli, che Catania sarà? Difficile dirlo. Sicuramente il timore di sentirsi “sazi”, come se si fosse vinto la Champions League, lo abbiamo tutti. Risiede, soprattutto, in quelle “teste pazze” che non sai mai decifrare, giudicare univocamente…che non sai se hanno lo “storto” o sono felici come una Pasqua, prima di scendere in campo. Su di loro riponiamo i maggiori dubbi e incertezze, ma anche la speranza che risultino uomini-partita, in grado di far pendere la bilancia dal nostro lato. L’occasione è ghiottissima, per tutti. La classifica è corta e vincere contro i pugliesi bianco-verdi, significherebbe scavalcarli e/o saltare il gruppetto di 4 squadre (tra la quinta e l’ottava posizione) che precede il Catania a soli due punti. Fallire, sarebbe gettare al vento una chance troppo importante. Ma siamo sicuri che così non sarà. Il vento sta cambiando direzione…IN ALTO LE PROBOSCIDI!
Le pagelle:
CATANIA (4-3-3): 12 Pisseri – 7; 28 Parisi – 5,5, 3 Bergamelli – 7, 6 Drausio – 6,5, 20 Djordjevic – 6,5; 4 Bucolo – 6,5, 5 Scoppa – 6,5, 21 Fornito – 6; 10 Russotto – 6,5 (dall’89’ Bastrini – sv), 19 Anastasi – 8 (dal 75′ Barisic – 6), 32 Mazzarani – 7. A disp. 1 Martinez, 2 Nava, 13 De Santis, 16 Bastrini, 32 Di Cecco, 30 Piermarteri, 7 Calil, 9 Paolucci, 23 Di Grazia, 11 Barisic, 31 Graziano. All: Pino Rigoli – 6,5.
ARBITRO: Valiante di Salerno – voto 5,5; Scarpa-Parrella – voto 6,5.
RETI: al 19′ Baclet, al 29′ Bergamelli, al 72′ Mazzarni
RECUPERO: pt 0; st 5′
AMMONITI: Scoppa, Blondett, Gil
ESPULSI:
SQUALIFICATI: –
INDISPONIBILI: Pinna; Biagianti, Silva, Piscitella, Mbodj, Russo, Sessa e Sibilli
DIFFIDATI: Biagianti e Di Cecco
Pietro Santonocito
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