Vittoria scaccia “suocera”


Vittoria scaccia “suocera” da parte dei rossazzurri che, stringendo i denti davanti un ottimo Matera, riescono a portare a casa la prima vittoria del 2016.
Avete presente quella cara, dolce e profumata SUOCERA? Sì, proprio lei, capinera dall’aguzzo ingegno e trepidante, di buon mattino, nel preparare il sugo al pomodoro alle ore 6. Colei, capace di pietrificarti guardandoti (con un solo occhio) attraverso un semplice specchietto innocente. Colei, nelle cui vene scorre la lava di mille “etne” ed il cui cuore pompa anidride solforosa nei tessuti tristi di una lei che fu…e che mai più sarà.
Ovviamente, nessun riferimento a fatti, persone o personaggi realmente esistenti e tale descrizione non ha la presunzione di coincidere, sicuramente, con la VOSTRA, cara, dolce e profumata suocera…non sia mai (si spera XD). Tuttavia, la nostra COMUNE SUOCERA sta sempre lì, ogni domenica (o sabato a seconda di quando gioca il Catania) a restringere lo stesso, medesimo sugo con aglio a non finire…imperterrito.
Era arrivato il momento di spegnerlo quel fornello, corbezzoli! Il sugo va bene se ristretto al punto giusto, saggiamente aromatizzato e delicatamente addolcito con un pizzico di zucchero, quel giusto ritocco che ha il sapore di VITTORIA quando fa l’amore con le nostre papille gustative. Questo momento di soave goduria epica è giunto anche per noi…Catania batte Matera 2-1, 3 punti e tutti a tavola finalmente (che avevamo troppa fame)!
Primo piatto piuttosto povero, a dire al vero, per gli 8191 spettatori presenti allo Stadio Angelo Massimino. Gli uomini di Pancaro lasciano l’iniziativa alla squadra lucana che ci prova in due occasioni ravvicinate, a cavallo tra l’8′ ed il 12′, con un tiro dal limite a lato di poco (Liverani controlla) ed una punizione di Carretta a far da seguito al suo cognome. Unica e sola azione “pericolosa” da parte dei rossazzurri è il colpo di testa al minuto 25 di Calil, su assist di Nunzella, in cui l’estremo difensore ospite alza agevolmente sopra la traversa. Poi, monologo biancoazzurro. Al minuto 28 autostrada sull’out destro, difesa mal piazzata e Infantino che si divora letteralmente un rigore in movimento, a tu per tu con il portiere etneo. Piccolo “sussulto”, per usare un eufemismo, è il cross al minuto 43′ di Garufo in cui Bifulco smanaccia sui piedi di Di Cecco che non riesce a controllare bene ed agevola il secondo intervento dell’estremo difensore lucano. Finisce così il primo tempo, con i primi fischi di dissenso e disgusto da parte dei tifosi sugli spalti, sconcertati dal piatto magro e privo di sapore offerto dagli undici uomini a maglie rossazzurre.
Secondo tempo con il Matera che si ripresenta con lo stesso spirito della prima frazione. Per Pancaro è arrivato il momento opportuno di cambiare un po’ le carte in tavola e la sua mossa si rivela decisiva: al minuto 50′ fuori uno spento, quanto inefficace, Musacci e dentro Calderini. Sono, però, ancora gli ospiti a rendersi pericolosi un minuto dopo con l’imbucata per Armellino che strozza il tiro, favorendo un’agevole intervento di Liverani. Ma, ecco, la proboscide all’insù dei rossazzurri: al 54′ Falcone mette in mezzo per Calderini la cui volé viene solo deviata da Bifulco che nulla può sul susseguente tap-in vincente di Calil, a ridosso della linea di porta. Giocatori che vanno ad abbracciare proprio Calderini, ma il gol viene attribuito al brasiliano. Il Catania controlla il risultato e lo mette al sicuro al 67′, con la sostanza e la consistenza della (pasta) Di Cecco, in grado di servire su un vassoio d’argento il 2-0 all’ottimo Falcone che, in scivolata, trafigge il portiere biancoazzurro. “La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare” – cit. Lorenzo Cherubini – ma gli uomini di Pancaro manifestano proprio questo mix e rischiano grosso al 75′ dove Garufo si perde Iannini, la cui inzuccata esce alla destra di Liverani di poco. E’ il preludio al gol degli ospiti che arriva al minuto 80′ dove, su tiro-cross di Carretta e sul successivo colpo di testa di Gammone, la traversa dice no entrambe le volte, ma deve arrendersi, anch’ella, alla rovesciata seguente di Infantino, che regola in porta ed insacca. Due a uno e brividi nelle interiora sugli spalti, per un rush finale al cardiopalma. Al 90′ una conclusione senza pretese di Carretta vede l’intervento scoordinato di Liverani, in presa bassa, che favorisce il gol di Iannini…ma, fortunatamente, gioco fermo e fuorigioco ravvisato dal collaboratore di linea dell’arbitro Balice della sezione di Termoli. Ultimi momenti col fiato sospeso, proprio a tempo pienamente scaduto, minuto 93, con la conclusione di Carretta, fuori di poco. Finisce 2-1 ed il pranzo è cotto e mangiato!
Nonostante la vittoria, non possiamo parlare di un bel Catania, soprattutto nella prima frazione di gioco. In alcuni frangenti abbiamo dovuto, malamente e a fatica, digerire il torello al minuto 28, colpi di tacco e giocate irriverenti degli ospiti. Questa mancanza di “sugo”, di sostanza, di carattere va avanti ormai da troppo tempo e la minestra col brodino riscaldato del giorno prima, ormai, non se la beve più nessuno. Approccio sbagliato sicuramente, ma il giusto merito va, evidentemente, anche a mister Pancaro che, in questa partita, ha saputo azzeccare il cambio Musacci-Calderini e dato la giusta carica al rientro negli spogliatoio, alla fine del primo tempo. Dopo il gol si è vista una bella reazione, più che altro di orgoglio…e questo ci fa piacere. Tuttavia, la salvezza dista ancora circa 23 punti, tanti quanti ne abbiamo “legalmente” e non basta solo l’orgoglio, per altro tirato fuori dopo circa un’ora di gioco. A nulla servono le ammissioni di colpe, le note smielate e i conti in tasca di Calil nel post-partita: tante volte meglio non parlare di soldi, né di bravura e né di impegno, perché può risultare tendenzioso e fungere da effetto-boomerang. In questi casi, meglio non aggiungere altro, stare sereni, riprendersi la consapevolezza e il sapore della vittoria e continuare a lavorare a testa bassa. I risultati verranno se si lascia nel passato ciò che è già un ricordo: gioie e dolori. La gloria ed il rispetto spetta agli umili e agli abneganti, senza distinzioni di stipendio o blasone.
Per queste ragioni…nessun applauso e nessuna critica: dolce e amaro sono stati già digeriti…
In alto le Proboscidi… Forza Catania!
Le pagelle:
CATANIA (4-3-3): Liverani 6,5; Garufo 5,5, Ferrario 5, Bergamelli 6,5, Nunzella 6; Agazzi 5,5, Musacci 4,5 (50′ Calderini 6,5), Di Cecco 7; Falcone 7, Plasmati 5 (53′ Scarsella 5,5), Calil 6,5 (89′ Bastrini 6). All. Pancaro 6,5.
RIVEDI IL FILM COMPLETO DELLA PARTITA CON LA DIRETTA DI ISTINTO ROSSAZZURRO
di Pietro Santonocito
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