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Istinto RossazzurroVersione completa

Zitto e gioca!

Federico FasoneAggiornato

leto coglione

Catania chiamato per l’ennesima volta alla prova di maturità, stavolta nella trasferta di Terni. I rossazzurri scendono in campo con il giovane Tino Parisi al posto dell’infortunato Sauro e con il rientrante Calello in sostituzione dello squalificato Escalante. Il 4-3-3 di Sannino inizia la gara abbastanza bene. La partita non è troppo esaltante, ma gli ospiti tengono molto meglio il campo e non rischiano niente in difesa, per poi costruire un paio di occasioni pericolose nei minuti finali del primo tempo. Prima con Calaiò che, servito da Leto, sbatte la palla sui piedi di Brignoli e, sul proseguire dell’azione, Rosina va vicino al gol mettendola di poco a lato. Poi ci pensa Leto con un paio di tiri, di cui uno di destro molto pericoloso sullo scadere della prima metà di gioco. Nella ripresa, però, si risolve la partita. Il Catania è in crescita, ma al 54′ Leto si prende una punizione e perde la testa. L’argentino, infatti, si lamenta con l’arbitro per un fallo non concessogli qualche minuto prima. Il direttore di gara lo ammonisce, ma il giocatore continua a protestare vivacemente mettendosi faccia a faccia col primo. Cartellino rosso e sotto la doccia. Da quel momento, gli equilibri si sfasano e la Ternana castiga il Catania. Al 13′, infatti, Crecco serve in verticale Avenatti che, tutto solo davanti a Frison, lo fulmina con il piatto sinistro. Gli uomini di Sannino, dunque, sono chiamati alla reazione, ma non combinano nulla: la solita sconfitta fuori casa.

Stiamo qui a parlare sempre delle stesse cose. Il Catania convince in casa, ma stenta (per usare un eufemismo) in trasferta. Totalmente un’altra squadra fuori dal Massimino. I giocatori sono solamente lontani parenti di quelli che dimostrano di essere fra le mura amiche. In trasferta sembrano appesantiti, scarni, senza sangue. A volte giochicchiano per uno spezzone di partita, poi il nulla assoluto. Così non può andare, soprattutto se la situazione viene complicata da fattori che sarebbe meglio evitare. Uno è il solito: gli infortuni. Ultima vittima del campo da gioco, infatti, è stato il resuscitante Rolin. Ebbene, dopo appena una presenza, l’uruguagio è stato costretto solamente al 18′ di gioco a lasciare il campo per il giovane Odjer, mettendo in grande difficoltà Sannino su come disporre in campo la sua squadra. Il Catania, infatti, durante lo scorrere dei minuti cambia modulo di gioco circa due-tre volte, destando un po’ di confusione in campo. Ma il fattore infortuni, anche se per noi è diventato una normalità, dovrebbe essere solo un caso fortuito, cosa che però non è l’ingenuità colossale di Sebastian Leto. La sua protesta, infatti, è un’imperdonabile leggerezza. Fermo restando che il livello degli arbitri in Serie B sia pessimo, ciò non toglie che un giocatore non debba permettersi di fare in quel modo. Quando diciamo che bisogna capire in quale categoria stiamo giocando, bisogna anche capire che in certe situazioni, ammesso e non concesso che tu abbia tutta la ragione del mondo, l’unica cosa che devi fare è star zitto e giocare. Non ti danno un fallo che magari c’era? Va bene, ma stai zitto e gioca! Ti prendi un fallo più tardi, che senso ha andare a protestare? Stai zitto e gioca! Prendi il giallo, un giallo stupido? Non continuare, ma stai zitto e gioca! Invece no. Leto perde la testa, sicuramente esagera, dice qualcosa di troppo ed in trenta secondi viene sbattuto fuori dall’arbitro. Sbagliato, fin troppo sbagliato. In una squadra, tutti rispondono di tutto, senza distinzione. Non si lasciano i compagni di squadra in inferiorità numerica solamente perchè devi avere conto e ragione. Viene prima il gruppo, dopo il singolo. Sembrava che Leto stesse finalmente ingranando, aveva abbassato la testa e stava mettendo in cascina un pugno di prove quanto meno sufficienti dopo tanti disastri. Ma poi torna a comportarsi da indisponente e, stavolta, pure da ottuso. Non ne possiamo proprio più. Ci vuole umiltà, ma soprattutto fame agonistica, sul campo. Se sei arrabbiato, non t’innervosire perchè in questo modo fai solo il loro gioco. Invece, fai finta di niente e mangiati il campo, aiuta la squadra, insomma conquistati la vittoria. A volte questi ragazzi ti lasciano a bocca aperta. Sono bravi, hanno talento, ma privi di certi attributi fondamentali. Sono ingenui, nervosi e pure superbi. Ma diamine, qualcuno glielo spieghi che così non si va da nessuna parte!

Stai zitto e gioca. E questa partita non la perdi mai. Proprio mai.

Di Federico Fasone

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