Zavettieri affila i pungiglioni. A Catania per vincere.


Passiatore e Di Nicola: furono loro gli ultimi protagonisti del più recente confronto tra Catania e Juve Stabia. Era la stagione 1999/2000, campionato di Serie C1, match chiusosi sul mesto risultato di 1 a 1.
Sono passati diciassette anni ed il destino, forzatamente comandato da nefasti avvenimenti, rimette sulla strada dei rosso azzurri i giallo blu stabiesi. Le Vespe, dopo l’approdo di Nunzio Zavettieri in panchina, hanno risalito la classifica, ancora deficitaria, piazzandosi qualche lunghezza sopra quella spigolosa zona play out aperta proprio dal Catania. Etnei a quota 25, Juve Stabia che galleggia sui 30 punti. Ha deluso nettamente le attese la compagine campana. La squadra, e le ambizioni della piazza, non erano certo quelle della “semplice” salvezza. Il 4-4-2 rappresenta il marchio di fabbrica degli ospiti che calcheranno il manto, ora poco erboso, del Massimino. Tra i pali l’esperienza del buon Ciro Polito, ex estremo difensore del Catania, proprio in estate vicinissimo nuovamente a riassaporare i profumi del comprensorio etneo. Difesa, che nonostante lo spessore dei calciatori a disposizione, ha mostrato qualche notevole lacuna. Dinnanzi al portiere, difatti, i quattro scelti da Zavettieri non hanno fatto mancare topiche puntualmente punite dagli avversari. Terzini l’esperto Sergio Contessa (conta una stagione in B agli ordini della Reggina) e Tommaso Cancellotti (due stagioni a Castellamare precedute da una promozione in maglia Pro Vercelli). Centrali Luigi Carillo (ha vestito la maglia rosso azzurra esordendo la scorsa stagione in Serie B contro lo Spezia), e Jakub Navratil pronto a supplire la pesante assenza di Jan Polak. Reparto arretrato (che annovera tra gli altri il palermitano Romeo ed il velocista Liotti), più attento a coprire che ad attaccare sulle corsie laterali. Fragile se attaccato per vie centrali. Mediana muscolare ma dinamica. Specialista nell’innescare le punte centrali con i suoi due centrali Obodo (gavetta toscana tra Grosseto e Pisa prima di approdare all’Alessandria) e Stefano Maiorano (veterano della categoria reduce dall’avventura al Catanzaro). Abile nelle sovrapposizioni grazie agli sprint sulla fascia del suo Francesco Lisi-Francesco Nicastro (prodotto del vivaio rosso azzurro). Da non sottovalutare le doti del capitano Favasuli e le incursioni del giovane Carrotta. Attacco che non disdegna la qualità alla concretezza. In avanti tandem Stefano Del Sante (prelevato dal Pavia)- Diop (poco visto a Lecce ed esploso sul panorama del golfo). Il primo punta fissa in grado di far alzare la difesa avversaria per poi colpirli attaccando gli spazi vuoti. Il secondo veloce e qualitativamente predisposto nell’uno contro uno. Ma attenzione: ai due si potrebbe aggiungere quel Francesco Ripa già la scorsa stagione fautore delle fortune stabiesi:dieci reti a referto.
Zavettieri, reduce dal successo interno contro l’Akragas (3-1) e la goleada ai danni del Martina Franca (6-0) ritrova un gruppo compatto, voglioso ed in ascesa sull’asticella autostima. Fuori dal loro alveare, però, un 2016 arido. Numeri impietosi con zero vittorie, un solo pareggio e tre sconfitte, ma il fiore, appassito, Catania ora fa gola ai pungiglioni delle vespe, pronti ad affilarli in vista di domenica.
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