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Istinto RossazzurroVersione completa

Uno per tutti…tutti per uno!

Pietro SantonocitoAggiornato
Catania - Juve Stabia 3-1
fonte: www.cosenzachannel.it
Catania - Juve Stabia 3-1
fonte: www.cosenzachannel.it

Uno per tutti…tutti per uno!

A cotanto dire, cotanto fare. Si destano i figli di una Proboscide innalzata in cielo, dai più alti borghi dello scetticismo ai meandri più internati dell’ottimismo, come chi ha vinto un jackpot al superenalotto. Goduria assoluta, profonda sazietà, arrosto condito con spezie e patate al rosmarino è il Catania targato Pino Rigoli e forgiato Pietro Lo Monaco. Un andirivieni di emozioni, una dinamo che trae sostentamento da sé stessa e da quei 8000 tifosi circa, giunti allo stadio per non tradire mai la propria fede.

Alla prima battaglia dell’anno, la Juve Stabia, squadra dalle alte ambizioni e dalle fulgide speranze, nonché di bucate tasche, si presentava alla nostra corte con il pungiglione avvelenato. Ma quei moschettieri, dai Paolucci (dodicesimo sigillo per lui al Catania – secondo in questa stagione in gare ufficiali) ai Biagianti, ad un rigenerato Calil, passando per un mostruoso Da Silva, non avevano spade da intingere nei dobloni dorati, più che altro -7 ferite da rimarginare e cicatrizzare, aspettando che venga quel tempo per essere integri al 101%.

Uno per tutti…tutti per uno! Sembra il grido degli undici moschettieri del re Pietro Lo Monaco, un coro cantato da un’unica voce mixata da undici (più riserve) coristi intenti ognuno a fare il suo, a recitare il proprio spartito sentendosi, cosa di assoluta importanza, parte di un gruppo forte, per quel senso di appartenenza che abbiamo sempre sperato e sperato di percepire con l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, la vista e con l’Istinto Rossazzurro, ultimo ma non meno importante sesto senso. É di buon auspicio un Catania che non molla, che va sotto, non si disunisce, rimonta e, con impeto, riesce a mettere persino la ciliegina sulla torta al tramontare del match con uno come Di Cecco, spesso al centro di voci di mercato, vedendolo abbracciare e farsi abbracciare dai propri compagni di squadra in maniera davvero sincera. Era da un po’ di tempo che non vedevamo un Catania così SQUADRA…

Il ritorno di Cal-il, figlio di Jor-el. Quante volte abbiamo invocato il suo super-potere la scorsa stagione? Quell’apatia che lo faceva brancolare nel buio sembra essere svanita del tutto, lasciando spazio ad un rigenerato Calil, nella sua affittata zona del campo, tutta per lui e guai a chi gliela tocca! Ha pure ritrovato quel leggero sorriso in viso, caratteristica di primaria importanza per un brasiliano, e messo la sua intelligenza tattica per un’utilità più grande di lui e del lusso che è. Insomma, non più quel fastidioso Calil fine a sé stesso, ma un Calil al servizio della squadra, meno spocchioso e più concreto quando c’è di esserlo, come in occasione del provvidenziale pareggio su assist di Scoppa. Anche lui alla ricerca della migliore condizione, lo aspettiamo gettarsi nella mischia con maggior convinzione, per non vanificare quanto di buono prodotto dalle fasce. Per il resto, bentornato Calil!

Sontuoso Scoppa. Di certo il fiato è limitato, i tatticismi da perfezionare e il filtro non sempre idoneo per un metodista che gioca nel campionato italiano, ma quei lanci…quei lanci ci illuminano d’immenso! La classe non è acqua minerale e quando sei un giocatore dotato, si vede. Ieri lo ha dimostrato. Dove gli stabiesi si infittivano l’argentino ha sempre tirato fuori dal cilindro una giocata illuminante, da “Ooooo” sugli spalti…insomma da giocatore di altra categoria. Non appena si accentrerà, ci divertiremo sicuramente.

Gladestony Da Silva onnipresente. Era questo il giocatore in prova? Meno male che era in prova! Ci domandiamo ancora per quale arcano motivo, probabilmente legato a motivazioni caratteriali dubbiose…non c’è altra spiegazione. Colpisce con che grinta riesca a strappare palloni a centrocampo, come chi era rimasto a digiuno di palloni da sgranocchiare in una cella buia di 2 metri per 2 metri. Incredibile davvero. Se mettiamo nel calderone anche la sua notevole capacità di andare ad inserirsi senza palla, abbiamo capito il vero valore di questo ragazzo, anch’egli brasiliano, ma naturalizzato portoghese. Averlo a pieno regime per tutto un campionato potrà solo portare ossigeno ad un centrocampo, che è sempre stato il nostro punto di maggior carenza negli ultimi anni.

Piccolo neo, la difesa. Forse perché l’intesa non può essere ottimale, probabilmente a causa della eterogeneità dell’etnie di appartenenza, ma non convince appieno la difesa nella sua totalità. Pisseri, ad esempio, non ha offerto una grandissima prestazione, destando parecchie preoccupazioni in occasione delle sue uscite approssimative, soprattutto in occasione del gol, dove si crea un pasticcio tra lui e Drausio (detto Gil…anche se Drausio ci sembrava più figo). Questo stesso, insieme a Bastrini, non formano, ad oggi, una coppia con un’intesa vincente. Le marcature sembrano troppo larghe e vanno tra loro in confusione su chi deve uscire sul possessore di palla, creando inevitabilmente dei buchi tattici. Da rivedere Nava e Djordjevic in fase difensiva, dove soffrono le scorribande dei “nanetti” avversari laddove, è giusto dirlo, risultino in svantaggio di preparazione rispetto ai giocatori alti “un metro e tanta voglia di allungare” che entrano in condizione molto prima.

Un plauso, infine, va fatto anche a mister Rigoli, per il carattere infuso a questa squadra. Squadra e non più undici singoli, questo pare lampante. Soprattutto, colpisce la mentalità impartita, quella di non arrendersi mai e riuscire a rimanere uniti, coesi e concentrati fino ad oltre il 90esimo, prova ne sia il primo gol in maglia rossazzurra del subentrato Di Cecco, segno importante di come anche le riserve abbiano quel giusto spirito di abnegazione per giocare la loro partita dal primo minuto, siano essi seduti in panchina o chiamati in causa sul campo. Questo è sicuramente l’aspetto più importante che ci fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Insieme…tutti per uno…uno per tutti. Ad Andria si va!

Pietro Santonocito

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