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Istinto RossazzurroVersione completa

Il Triumvirato allo sbaraglio

Sebastiano IudicelloAggiornato

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Dopo una calda estate, piena di stravolgimenti societari, a seguito dall’ormai tristemente  famoso scandalo ”i treni del goal”, una sbandata e fantasma società, affida le sorti dell’elefantino al triumvirato Bonanno (designato Amm. Delegato), Pitino (ds), Ferrigno (collaboratore area tecnica). Il triumvirato si presenta con una rassicurazioni ai tifosi, impazienti nel conoscere il proprio destino, promettendo quantomeno una salvezza tranquilla nel terzo campionato professionistico. Passano i giorni, le settimane e mesi, ma la dirigenza etnea “lavora” in un silenzio tombale, mentre la squadra affonda pian piano nel gelido mare della Lega Pro; lasciando così allo sbando totale, gli ormai confusi e rassegnati tifosi etnei. Ma andiamo nello specifico, analizzando i tre dirigenti cromati di rosso e azzurro. Bonanno (per lui si tratta di un ritorno in casa Catania, dopo una stagione di “separazione” con Pulvirenti) forse è l’unico dei tre che continua e che ha continuato a lanciare messaggi di speranza ai tifosi, l’unico che forse è veramente ha tenuto e tiene alle sorti dell’elefante; l’unico forse che tra i dirigenti meriterebbe di restare ( in mancanza di un degno  sostituto ovviamente) Pitino: siciliano, direttore sportivo “giramondo” in quanto ha vagato in tante società sportive, senza però concludere mai nulla di rilevante. Il 55enne modicano, a stagione finita, ahi noi tirando le somme, ha ripetuto il suo triste curriculum, in quanto non è stato in grado di allestire una squadra capace di raggiungere tranquillamente l’obiettivo minimo, qual’ era la salvezza; salvezza che è arrivata di fatti, grazie a una serie di risultati rocamboleschi all’ultima giornata. Il voto è assolutamente insufficiente, in quanto la squadra che ha allestito (al di la della gestione dei 2 tecnici) non è riuscita a sviluppare un particolare, grazioso ma allo stesso semplice gioco di squadra. Ferrigno (ex Messina) designato come collaboratore dell’area tecnica, è forse l’uomo che più rispecchia questa “fantozziana” società, il dirigente più misterioso,  senza particolari meriti, bensì demeriti. In tempi non lontani, un egregio signore, dipendente del Calcio Catania, dichiarava che solo un pazzo poteva distruggere una realtà quale Catania. Arrivati ad oggi possiamo tranquillamente dire che, i mariani che guidano la traballante zattera del Calcio Catania, provengono da qualche istituto di igiene mentale. Ci attende da adesso, come di consueto, per la terza stagione calcistica consecutiva; un’estate afosa, nell’attesa che il Triumvirato si faccia da Caronte per le sorti dell’elefantino, nell’attesa della venuta di un vero e proprio “Salvatore”, che con onesta, serietà e disponibilità economica, sarà capace di compiere il miracolo di salvare la matricola 11700.

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