Ternana 1-0 Catania: il pagellone

Ennesima sconfitta di misura lontano dalle mura amiche per i rossazzurri di mister Sannino, incapaci di ribaltare il misero passivo all’attivo. Condiziona l’espulsione di Leto, ma non può essere un alibi.
Frison – 6,5: Ancora palesi le incertezze sulle uscite, ma risulta parecchio determinante in più di un’occasione. Decisiva la sua deviazione sul palo, al minuto 82, dopo un primo salvataggio sulla linea di Rinaudo e dopo il successivo tiro ravvicinato di Avenatti.
Parisi – 6: Buona la prova del baby etneo, con una buona dose di personalità mista a saggezza nel tenere bene la posizione. Anche qualche ottima discesa sulla fascia destra che lo vede anche arrivare al cross.
Spolli – 5: Rientro non “fortunato” per Nicolas che si vede un cattivo cliente dalle sue parti, ovvero Avenatti. Ma, davvero, fa un certo effetto vederlo in apprensione per tutto il primo tempo a gettare palloni in cielo. Poco efficace sulle marcature, troppo superficiale nell’occasione del gol umbro. Da uno come lui, ci si aspetta decisamente molto di più.
Rolin – SV: Si fa male, in un modo ancora inspiegabile, dopo 20 minuti giocati veramente male. Altra ennesima, estenuante, logorante, insopportabile, tegola sulla squadra di Sannino.
Monzon – 6: Partita sufficiente del terzino argentino, ormai adattatosi a certi standard ben auguranti. Forse un po’ più di personalità e qualche bel sinistro dalla distanza, oggi, sarebbe stato utile.
Rinaudo – 6,5: Solito guerriero e ultimo a mollare. Perdiamo Rolin e lui si ritrova a far compagnia a Spolli come centrale di difesa (o play basso davanti ad una difesa a 3). Come si suol dire “dove lo metti suona” e lui si fa sentire ad ampio raggio. E se non avesse con se quel paio di strumenti musicali tra i pantaloncini, al minuto 82 non sarebbe stato in grado di salvare quella palla rotolante verso la porta. Proboscidoidale, per usare un neo-logismo non troppo volgare.
Odjer – 6: Buon esordio del ghanese classe ’96. Si vede che ha ampi margini di miglioramento e anche una buona tecnica di base (vedasi assist a Rosina pennellato al minuto 27). Un po’ troppo irruento, rimedia un cartellino giallo dopo pochi minuti di gioco probabilmente per la foga di volersi mettere in mostra.
Almiron – 5,5: Da lui partono tutte le azioni di gioco, non sempre inizializzate con il giusto agonismo dal mediano rossazzurro. Finisce in decrescendo, per via della ovvia insufficiente condizione atletica. Si riprenderà.
Calello – 4,5: Troppi errori, troppe sbavature e poco filtro a centrocampo. Sbaglia praticamente 8 appoggi su 10 e non si dimostra una valida alternativa a centrocampo, in assenza dei big. Tutt’altra cosa in casa…questo, ad oggi, rimane un profondo mistero.
Leto – 4: La partita nella partita, lui contro Candussio, a tormentarsi a vicenda sin dal primo minuto di gioco. E’ mai possibile che questo giocatore sia così OTTUSO (per gli amanti di questa definizione) da non capire di non cadere nelle provocazioni degli avversari? Pare proprio di no. Un percorso mentale che sembra un’ autostrada senza fine per questa stella (cadente) rossazzurra. Bè…c’è anche da dire che non è stato aiutato a dovere dal fischietto friulano, perché certi interventi da tergo non sanzionati farebbero rabbrividire anche il miglior tagliaerba del villaggio. Poi sbotta e il Catania si arrende già al 55′ della ripresa, ma, se amate sentirlo ripetere…è colpa di Leto.
Rosina – 6: Magra prestazione del numero 10 rossazzurro, unico artiglio fra le fauci di un Catania troppo poco felino in avanti. Al solito cerca maggiormente Calaiò tra le infinite maglie rosso-verdi che sembrano essere, ad ogni azione, sempre di più. Peccato per il piattone ciccato al minuto 27.
Calaiò – 5,5: Eremita fra dune montagnose rosso-verdi, osiamo dire. Un solo pallone giocabile, sempre al minuto 27, dove il giocatore natio di Palermo si vede ribattere una conclusione ravvicinata dall’estremo difensore umbro. Per il resto, un solo tiro degno di nota nella ripresa, malamente indirizzato in tribuna…e nulla più.
Sannino – 5: Strana disposizione in campo del suo 4-4-2, assomigliante perlopiù ad un 4-3-3 con Rosina largo sulla fascia. Tutto questo fino al minuto 20. Non positiva la prestazione di Calello, che avrebbe dovuto offrire più corsa e sostanza, troppo isolato Calaiò in avanti. Il suo Catania porta in avanti pochi giocatori e punge poco. Non si possono inanellare 4 sconfitte in trasferta per 1-0, questo lo sa anche lui, ma il problema ancora resta. Discorso a parte va fatto per Leto, un giocatore da recuperare ancora parecchio sotto l’aspetto psichico che non può permettersi altri “colpi di testa” lasciati impuniti.
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